Da “Canti di un luogo abbandonato”

5 dicembre 2014
Pubblicato da

di Azzurra D’Agostino

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Chi era qui, chi zappava e mungeva
chi insomma c’era non l’avrebbe voluto
il crollo del fienile e neanche, inutile dire,
questo scrostarsi di pareti, la gramigna
tra le fessure del selciato e tutto sommato il mondo
l’intero mondo spopolato. Il mondo quello lì, che c’era
e pensava alla primavera come a una promessa,
la terra del campo spessa come una preghiera.

*

 

Tutto questo verde, le foglie piccole, i gambi, i fili d’erba
e poi pistilli e corolle che nell’alba sono ancora tutti bagnati
di buio e tengono gli occhi chiusi, nel fermo di un silenzio
come dopo una febbre. Saperli che esistono. Che si ammorbidiscono
nella luce che schiara, che riconoscono il volto della primavera,
dell’estate. Il verde, le piante, come una pittura, come essere ancora
e sempre nella giovinezza, delicati della delicatezza di uno stelo, di una gemma.

 

*

 

Sui crinali dice nei posti segreti e laterali le dorsali dei monti prima dei ponti e dei ponteggi
dei vagheggi e delle parole in quel tempo senza ancora cenno di parola o di senno o di giusto
là sotto il fusto del nespolo, del nocciolo. Dice che là, tutto solo, s’è trovato un osso di balena
cavo e liscio, misteriosissima polena di questa prua del mondo, qui dove quello che adesso svetta
e emerge che si sparge come fecondo bosco o frutteto, qui che è una vetta da cui lontano
se c’è il sole se è terso si può vedere il mare si può immaginare di saltare e salpare con lo sguardo
dalle nevi al bordo dell’adriatico. Acquatico, subacqueo anzi, era quello che ora ci si para dinnanzi.
Questo monte a cui salire era fondale buio, disabitato. Qualche creatura dell’abisso forse l’ha visitato
in un silenzio assoluto, e freddo, in quel mare primordiale, in quel tempo a noi inospitale
in quel mondo inabitabile e micidiale. Troppa, troppa vita. La storia del mondo in potenza.
Tutto che succedeva e che poteva fare senza di noi. Se c’era un tuono era la voce degli dei.

 

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Il libro Canti di un luogo abbandonato (Sassiscritti, 2013) e notizie del progetto completo si possono trovare qui:

www.azzurradagostino.wix.com

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One Response to Da “Canti di un luogo abbandonato”

  1. francescotomada il 6 dicembre 2014 alle 23:15

    Un lavoro compatto e coerente, ma soprattutto di altissima qualità.
    E’ bello che ci sia qualcuno che saricordare in questo modo, anche per chi invece dimentica.

    Francesco t.



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