Articolo precedente

Giuseppe Genna su “Ritorno a Buenos Aires”

Segnalo un gran bel pezzo di Giuseppe Genna sul gran bel film di Marco Bechis, “Ritorno a Buenos Aires”.

«Prima della prima proiezione di “Ritorno a Buenos Aires”, la pellicola firmata dal regista Marco Bechis in concorso alla Biennale del Cinema 2026, protagonista Adriano Giannini, prima dell’anteprima e prima del set e prima del soggetto e del trattamento e della sceneggiatura, prima, quando è stato concepito, questo film già non esisteva e, venendo realizzato, ha continuato a non esistere. E lo ha fatto con sempre maggiore intensità, incisiva e stilita, madre del deserto che è il mare, le cui dune hanno seppellito i dispersi, gli scomparsi, i desaparecidos dal cielo in acqua e poi nella terra sabbiosa dei fondali. Questo film inesistente, dunque totale e assoluto, più cosmografico che biologico o storico, è una vetta di ciò che sta con nessun fragore inesistendo: ovverosia l’estetica contemporanea, che appunto non esiste e non certamente per l’inabissamento e l’acuzie che il film di Bechis realizza, ma, all’opposto, per la debolezza e l’assenza intima di vita dell’estetica stessa oggi, la cui virulenza e il cui vigorìo e la cui viridanza sono ammutiti, per un salto della storia, né naturale né artificiale, in cui le cose accadono. E perché stanno accadendo all’umanità, ma non attraverso l’umanità. Le cose infatti parlano, le cose vivono, le cose sopravvivono. L’umano, no».

Continuate a leggerlo su Pianetica.
(d.o.)

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

articoli correlati

Contro Ulisse

di Davide Orecchio
Verso la fine di questa estate nata nel segno di Omero e Nolan, rispolvero un mio raccontino odisseico. Nella nota a fine testo spiego da dove viene il racconto.

Nel Panopticon di Michele Mari

di Davide Orecchio
Credo che nemmeno uno scrittore di fantasia come Michele Mari avrebbe potuto immaginare, molti anni dopo avere scritto questo racconto, di trovarsi in un meccanismo panottico

Beckett, Cavazzoni, Trevisan

di Davide Orecchio
Mi è venuta l'idea di associare brani che mi piace suonare a libri o autori che stimo. Ed ecco qui un paio di esempi

La parola prodromi

di Davide Rigiani
Ecco una storia ispirata a fatti che mi sono realmente accaduti. È una cosa ambientata nel mondo della sanità italiana, quindi è comunque un po’ fantasy

“Gli orfani” di Vuillard. Billy the Kid e la costruzione degli Stati Uniti

di Davide Orecchio
Il romanzo riporta alla luce la trama violenta che, sulla linea della frontiera americana, servì a costruire dal nulla uno Stato che sarebbe diventato presto un impero

Come difendere memoria e giustizia nell’Argentina di Milei

di Davide Orecchio
1976-2026. Intervista a Julio Santucho a 50 anni dal golpe. "Abbiamo un governo negazionista che viola continuamente i diritti fondamentali. Ma la società ha perso capacità di reagire"
davide orecchio
davide orecchio
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Il materiale deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I tempi di lettura sono lunghi. Pubblico i testi che mi piacciono avvisando in anticipo l'autore, ma in caso di mancata pubblicazione non posso rispondere, mi dispiace.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: