Due libri per la Palestina di Ghazy e Meschiari

Randa Ghazy con questo libro si propone di cambiare la lente con cui per troppo tempo si è raccontata la Palestina: offrendo prospettive nuove, umanizzando il popolo palestinese attraverso testimonianze raccolte di prima mano, ripercorrendo gli avvenimenti che hanno portato alla situazione attuale, perché la Storia «non è cominciata il 7 ottobre». La Storia è la lente senza la quale il presente risulta incomprensibile. Ecco perché il primo passo per decolonizzare il nostro approccio alla Palestina, e la narrazione che ne facciamo, è ricordare il passato e riconoscere il legame del popolo palestinese con la propria terra. Solo se utilizziamo questa lente possiamo capire appieno gli eventi di oggi. Se spegniamo il ronzio della propaganda israeliana, dell’appiattimento culturale e intellettuale dei nostri salotti televisivi, al netto delle dichiarazioni surreali e tutt’altro che veritiere dei nostri governi, ciò che sta accadendo si rivelerà a noi per quello che è: un crimine che può continuare a perpetrarsi solo grazie alla nostra complicità. Per fare questo, tuttavia, dobbiamo ammettere una verità amara: in questa vicenda non siamo noi i «buoni». Se, per difendere Israele, abbiamo dovuto accettare la distruzione del nostro sistema di leggi internazionali, significa che abbiamo perso noi stessi. Yasmeen, Nedal, Yousef, Bushra, Hani, Mosab: sono le storie che i nostri media hanno deciso di non raccontare. Che i nostri leader scelgono di ignorare. Che i nostri studenti non hanno mai studiato. E che i nostri cuori sanno di non aver accolto. Dobbiamo ripartire da qui. Dalla memoria. Ricordare la Storia, ricordare i rifugiati palestinesi. Reclamare il loro diritto al ritorno.

Palestina. Una regione che è ponte tra continenti, corridoio per chi si muove, passaggio obbligato da sempre, dalla preistoria ai giorni nostri. Una terra che nella storia ha visto più guerre di qualunque altra, da cui emana un senso del sacro più forte che altrove. Un luogo in direzione del quale ci si gira per pregare, verso il quale si puntano armi, dal quale decollano aerei carichi di bombe, per il quale si lotta da decenni, secoli, millenni.
Una terra così è stata disegnata migliaia e migliaia di volte, e ognuno ci ha visto qualcosa di diverso, ci ha aggiunto del suo, speranze, desideri, tradizioni, un credo, persino l’arroganza e la crudeltà. Matteo Meschiari usa lo sguardo dell’antropologo e del geografo per decostruire quaranta mappe di questa terra, senza mai dimenticare la gente che quei luoghi li abita. Perché la Palestina, come ogni terra reale, è fatta di persone, prima che di segni e convenzioni, e chi vuole la pace, dietro le linee di un trattato, vede sempre i volti, le singole storie.
