Madri morte madri vive / Mrtve matere žive majke / Umbilical Cord
di Nina Kodrič (sloveno) e Snježana Vračar Mihelač (croato)
traduzione di Darja Betocchi
la notizia del giorno ha inciso così a fondo
le madri cominciano a rifiutare il cibo
da poter essere vera
non è una decisione avventata
scuote la nostra indifferenza
loro non hanno più nulla da perdere
si scaglia oltre
se non la propria voce
l’apatia dilagante
oppongono corpi invalicabili
la perenne ipocrisia non ha limiti
sparsi come un carico
invece di una quotidianità gestibile
indispensabili come il respiro
portiamo il peso delle strade
salvano il mondo
non siamo mere spettatrici
annientando se stesse
è per lei che ci siamo strette insieme
negando il proprio corpo
la trasformazione del sistema sullo schermo
ce l’abbiamo nel sangue
ridiamo vita a corpi fragili
ce l’abbiamo nella ferita
sentiamo un dolore acuto
inevitabile come il crollo del glicogeno
rifiutiamo la stretta di mano
come la disidratazione
non dobbiamo distrarci da ciò che è stato promesso
il rancore immagazzinato nella clavicola
il respiro si fa attesa
la degradazione del tessuto muscolare
dichiarazione di stato d’emergenza
il polso rallentato e la nausea
abbiamo bisogno di più di quanto possediamo
fanno ciò che pensano di dover fare
noi donne in prima linea
già una volta si sono sdoppiate
cancellate dalla storia
ora negheranno al corpo anche quell’altra cosa
stiamo in mezzo
entrano nella fase della sopravvivenza
alla città inquieta
la voce dei figli nella gola delle madri
passaggio vietato
crollo
alle ribelli
potassio fosfato sodio
un ciclo senza fine
le madri dei figli morti, i loro cuori inutili
i segnali si esauriscono
di dimensioni sproporzionate alla funzione
frastuono della città
si riducono, si restringono
sul telefono chiamate senza risposta
anche il fegato rallenta
dove sono i limiti
i reni riducono la filtrazione
delle capacità del corpo
le madri aprono la strada alle infezioni
ridotto allo stremo
le madri dei figli morti
ma la volontà non cede
i corpi senza vita sono tutti loro
scudo vivente
cominciano con l’autodistruzione
respiro superficiale
la fame mastica il silenzio lenta come una domenica
violenti attacchi d’ansia
madri strette come alloggi operai
rovina disturbo interno
mai pronunciati
resti mai pronunciati
legati dal cordone ombelicale
iniettano stricnina
nella notte abitata dal silenzio
dissolvono le membrane delle cellule
crollate e bruciate
sature e intrise di fumo
ostinate come cimici
da entrambe le parti
come pilastri portanti
da che parte stai
come un orario ferroviario
la prognosi è chiara
diritte come un faro
il battito della vena sul collo
luminose come palmi aperti
le espressioni del volto
pure come acqua buona
non rivelano nulla
alberi fieri protesi verso l’alto
il segnale di stop arde
ardono più che mai
sta cambiando
meglio che mai
affamate all’ombra
madri contro il regime
della macchina mediatica del potere
grave ipoglicemia
decompressione distruttiva
aritmia cardiaca
invito all’agonia
danni multipli
raccogliamo le forze
perdita di coscienza
sfiancate ci riverseremo nelle strade
rischio di morte
siamo consapevoli delle conseguenze
ma cos’è la morte
ci sosterremo a vicenda
per le madri di figli morti
l’aria si addensa in un presagio
per i figli senza occhi
sepolti sul podio
per gli occhi senza figli
dissepolti nel vuoto
per la fame dei figli altrove
loro guardano sazi
da mense altrui
da tavole coloniali imbandite
tintinnio di ossa
per una vista senza futuro
per avere una spina dorsale
le madri aprono le porte
per le madri sazie di dolore
comprendono
le madri affamate di giustizia
proteggono
come avvoltoi
con il filo della lama
che beccano pecore bianche
feriscono attaccano
mentre crollano le tettoie
calpestano fino in fondo
città come vetro
guance infossate
viali di rabbia e insensatezza
pelle troppo tesa
e ospedali senza incubatrici
non smetteremo di pensare
seminano morte le corporazioni
alle corporazioni dagli appetiti insaziabili
corruzione, occupazione, avidità
sanzioni insensate da quattro soldi
economia del genocidio
noialtre da sole fermeremo
l’infrastruttura del femminicidio
la mania bellica del patriarcato
colpisce più precisa di un coltello
un’ascia o una caduta dalle scale
di un drone o di un cecchino
non chiudiamo
uomo accanto a uomo
gli occhi indifferenti
sparge pugni ai confini del mondo
ogni cellula morta del corpo
le donne non vogliono partorire abusatori
lotta per sopravvivere
soldati morti
una soluzione temporanea non basta
trascorrono il loro tempo ai margini
una comunità connessa salva
rifiutano le geografie personali
ciò che è guasto
il razzismo europeo
le false speranze non saranno eterne
la storia coloniale
il male
la glorificazione dei crimini di guerra
il male
sempre la violenza
IL M A L E
il collasso del corpo
il collasso del sistema
le donne morte
il suono fra noi due
a forza di digiuno
è un grido
le madri morte di figli morti
finalmente un respiro senza paura
fanno saltare in aria il meccanismo
quando si dissolvono le asperità
le madri morte le madri vive
che contribuiamo a creare
le donne vive
la finzione si tramuta
illuminano il buio
in inesauribile speranza
con tenacia
che finalmente un giorno ci sia fra noi
come un sole al neon
uno spazio sicuro
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Madri morte madri vive è un lavoro sull’eredità materna: ciò che del corpo, delle ferite e dei silenzi passa da una generazione all’altra. Le madri vi appaiono insieme come perdita e presenza, e continuano a lasciare tracce nella lingua e nella memoria. La dimensione intima del testo si intreccia a una riflessione più ampia sulla possibilità della scrittura di dare voce a ciò che è stato rimosso o taciuto. Il progetto bilingue si è poi aperto al lavoro di traduttrici, fotografe e artiste visive. Il cordone ombelicale diventa in esso immagine ricorrente: un simbolo di separazione, continuità e trasformazione.
La versione inglese è stata pubblicata su Versopolis.
Snježana Vračar Mihelač (nata a Pola) vive e lavora a Lubiana. È poetessa, autrice, giornalista e traduttrice; la sua attività si muove tra la scena letteraria slovena e lo spazio culturale post-jugoslavo. Ha pubblicato le raccolte poetiche Kad zatvorim oči vidim modro (Quando chiudo gli occhi vedo il blu), vincitrice del concorso Presing per la migliore raccolta poetica del 2022, e Srce na baterije (Cuore a batterie), pubblicata nel 2025 dall’Associazione degli scrittori croati (HDP) e selezionata per il premio letterario Jovan Popović, con menzione speciale della giuria del premio Drago Gervais. Le sue poesie sono state tradotte in sloveno, inglese, albanese e macedone.
https://snjezanavracar.com/en/
Nina Kodrič (NinaBelle) è musicista, autrice di testi, compositrice, DJ e produttrice con sede a Lubiana. Lavora inoltre come accompagnatrice musicale per programmi letterari di Radio Slovenia (Ars e Prvi). Dal 2017 sviluppa il duo elettronico Warrego Valles con la produttrice Nina Hudej; il progetto ha pubblicato quattro album per l’etichetta indipendente slovena Kamizdat e si esibisce in festival e club in Slovenia e all’estero. È membro del collettivo DJ queer Ustanova, co-organizzatrice del festival Grounded di Lubiana e produttrice di eventi musicali presso il centro culturale Pritličje. La sua pratica artistica nasce da collaborazioni e collettivi guidati da donne.
https://linktr.ee/warregovalles
Darja Betocchi è nata a Trieste e si è diplomata presso il liceo sloveno Prešeren. Dopo essersi laureata in Italianistica ha conseguito un dottorato di ricerca con una tesi sul tema della traduzione. Affianca all’attività di insegnante quella di traduttrice di poesia e narrativa per cui è molto apprezzata.
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Mrtve matere žive majke
verzi v slovenščini: Nina Kodrič
stihovi na hrvatskom jeziku: Snježana Vračar Mihelač
novica dneva je tako zarezala
majke počinju odbijati hranu
da bi bila lahko resnična
nije to ishitrena odluka
vznemirja našo ravnodušnost
one nemaju više što izgubiti
izstreli se čez
osim svoga glasa
razraščeno apatijo
zaustavljaju neprohodna tijela
nenehno sprenevedanje nima mej
rasute kao teret
namesto obvladljivega vsakdanjika
neophodne kao disanje
nosimo bremena ulic
spašavaju svijet
nismo samo opazovalke
poništavanjem sebe
zaradi nje smo se stisnile skupaj
odricanjem vlastitog tijela
prenova sistema na zaslonu
to nam je u krvi
oživljamo šibka telesa
to nam je u rani
začutimo ostro bolečino
neminovno kao pad glikogena
zavrnemo rokovanje
kao dehidracija
ne smemo prezreti obljubljenega
zamjerka skladištena u ključnoj kosti
vdih postaja pričakovanje
razgradnja mišićnog tkiva
razglasitev izrednih razmer
usporen puls i mučnina
potrebujemo več kot imamo
rade što misle rade što treba
ženske v prvih vrstah
već su se jednom podvojile
izbrisane iz zgodovin
sad će tijelu uskratiti i ono drugo
stojimo sredi
ulaze u fazu preživljavanja
nemirnega mesta
glas djece u grlu majki
prepovedan prehod
urušavanje
za upornice
kalij fosfat natrij
cikel ki se ne konča
srca majki mrtve djece uzaludna
izčrpana signalizacija
veličine nesrazmjerne funkciji
hrup mesta
skupljaju se reduciraju
na telefonu neodgovorjeni klici
i jetra usporavaju
kje so meje
bubrezi smanjuju filtraciju
zmogljivosti telesa
majke otvaraju put infekcijama
z zadnjimi močmi
majke mrtve djece
a volja ne popušča
beživotna tijela sva su njihova
živi ščit
pokreću samorazgradnju
plitvo dihanje
glad žvače šutnju sporo kao nedjelja
intenzivni napadi tesnobe
majke tijesne kao stanovi za radnike
ruševina notranja motnja
neizgovorena tijela
neizgovorjeni ostanki
zavezana pupčanom vrpcom
injicirajo strihnin
u noći naseljenoj šutnjom
raztapljajo strune celičnih membran
srušene i spaljene
nasičene in pokajene
uporne poput stjenica
obojestransko
poput potpornih stupova
na kateri strani stojiš
poput reda vožnje
prognoza je jasna
uspravne kao svjetionik
zatip žile na vratu
svijetle kao dlanovi
izrazi na obrazu
čiste kao dobra voda
ničesar ne razkrijejo
prkosna stabla koja streme uvis
stop znak gori
gore nikad jače
se spreminja
nikad bolje
sestradane v senci
majke protiv režima
oblastnega medijskega stroja
teška hipoglikemija
rušilna dekompresija
srčana aritmija
vabilo na agonijo
višestruka oštećenja
zbiramo moči
gubitak svijesti
zgarane se bomo pognale na ulice
rizik od smrti
zavedamo se posledic
ali što je smrt
druga drugi bomo opora
za majke mrtve djece
zrak se zgosti v slutnjo
za djecu bez očiju
zakopani na podiju
za oči bez djece
odkopani v vakuumu
za glad djece drugdje
oni gledajo nažrti
iz tuđih blagovaonica
iz obloženih kolonialnih miz
zveckanje kostima
za vid brez prihodnosti
za imanje kičme
matere odpirajo vrata
za majke site boli
razumejo
majke gladne pravde
ščitijo
kao bjeloglavi supovi
z ostrino rezila
koji zoblju bijele ovce
ranijo napadajo
dok padaju nadstrešnice
gazijo do konca
gradovi poput stakla
potlačena lica
bulevari bijesa negacija smisla
pretesna koža
i bolnice bez inkubatora
ne bomo nehale misliti
siju smrt korporacije
na korporacije neskončnih apetitov
korupcije okupacije pohlepa
nesmiselne sankcije drobiža
ekonomija genocida
same bomo ustavile
infrastruktura femicida
orožarsko manijo patriarhata
bolje gađa od noža
sekira ali padec po stopnicah
drona i snajpera
ne zatiskajmo
muškarac do muškarca
brezbrižnih oči
rasipaju šake po obodu svijeta
vsaka mrtva celica v telesu
žene odbijaju rađati zlostavljače
se bori za preživetje
mrtve vojnike
začasna rešitev ne zadostuje
provode vrijeme na rubovima
prepletena skupnost rešuje
odbacuju osobne geografije
kar je zavoženo
europski rasizam
ni neuničljivo lažno upanje
kolonijalnu povijest
zlo
veličanje ratnih zločina
zlo
uvijek nasilje
Z L O
kolaps tijela
kolaps sistema
mrtve žene
zvok med nama
gladovanjem
je kričanje
mrtve majke mrtve djece
končno izdih brez strahu
miniraju mašineriju
ko se razpustijo ostrine
mrtve majke žive majke
ki jih soustvarjamo
žive žene
sprenevedanje se spreminja
svijetle nam u mraku
v nenehno upanje
ustrajno
da bo vendar enkrat med nami
kao neonsko sunce
varen prostor.

