bum bum bum

di Guido Catalano

quanto t’amo secondo te quanto?
in chili quanto t’amo?
il litri quanto t’amo?
quanto t’amo in metri?
quanto, dimmi quanto secondo te quanto
in iarde? (una iarda è 0,9144 metri)
quindi quanto t’amo in iarde secondo te?
e secondo te quanto t’amo in megatoni?
in mele?
in api?
in camions?
ma secondo te è possibile amarti in cani?
in cani ad esempio quanto t’amo in cani?
in fuchi?
in biglie?
in polpastrelli?
in delta di fiumi?
quanti delta di fiumi abbisognamio per esprimere quanto io t’amo?

in presidenti della repubblica italiana?
lo so, ti sembra strano
ma è plausibile esprimere quanto t’amo in presidenti della repubblica italiana
de nicola
einaudi
gronchi
segni
saragat
leone
pertini
cossiga
scalfaro
ciampi
napolitano

solo undici!
no
almeno altri cinquecento anni di presidenti
almeno

in umberto eco?
quanti umberti echi ci vorrebbero
per stabilire quanto t’amo?
impossibile dirai tu
infatti
ce n’è uno solo
ma immagina che uno possa moltiplicare umberto eco
quindi quanti echi quanti secondo te quanti?

è inutile
lo so
non esiste
un ’unità di misura valevole
per calcolare quanto t’amo

apparte
il vecchio vecchio
bum bum bum
del mio cuore aritmico
bum bum bum
quando ti vedo
che mi cammini verso

[bum bum bum è tratta dall’ultima raccolta di Guido Catalano è La donna che si baciava coi lupi, Le BolleBlu edizioni (2010])

16 Commenti

  1. Bisogna partire da Bum, Bum, Bum ed andare oltre e leggere Guido tutto … è delicato, sarcastico, dolcemente ficcante, disincantato, surreale, esilerante, a tratti triste, profondo nell’apparente leggerezza,è unico. E se vi capitasse di partecipare ad uno dei suoi “ridings”, ve lo raccomando!

    Di seguito un’altra delle sue chicche storiche.

    La mamma del poeta

    Avere un figliolo
    tra l’altro unico
    che vuole fare il poeta professionista
    è una roba che una madre
    non glielo augurerebbe neanche al suo peggior nemico

    la pensione è uno dei chiodi fissi che ha mia mamma
    “mamma, la pensione, noi poeti, è una roba che esula, mamma” le dico “mamma, noi poeti ci fanno senatori a vita, noi poeti ci fanno le statue, ci fanno le piazze, mamma noi poeti la pensione è una roba che mica ci possiamo pensare che sennò ci scappa via l’ispirazione”

    a quel punto li, normalmente mia mamma cerca di percuotermi con un mestolo di ghisa
    ma quasi mai mi prende

    poi si siede e guardando nel vuoto dice: “carmina non dant panem”
    che in italiano corrente significa più o meno “ si, ma con la poesia col cazzo che ti paghi luce, gas, telefono, assicurazione auto, dentista, idraulico, rata del mutuo e/o affitto”

    fare il poeta al giorno d’oggi
    è un lavoro duro

    fare la mamma del poeta, anche
    ve lo assicuro.

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