Storia di un pacco (Dipartire ai tempi del confino)

disegni e testi di Elena Tognoli

Il pacco scivolava veloce
su rotelle.

 

 

Al pacco si può lasciare un ultimo messaggio
a distanza di vivavoce.

 

 

Aveva paura che al centro di smistamento
confondessero il suo pacco
con un altro pacco.

 

Il suo pacco sapeva di fiori
finti.

 

 

Forse il pacco era vuoto
(forse c’era speranza).

 

 

Il pacco era circondato da mura visibili.
Il pacco era circondato da mura invisibili.

 

 

Con uno sforzo metafisico
il pacco fu incoraggiato a partire.

 

(Ricevuta di ritorno).

 

 

Un giorno si svegliò ed ebbe voglia di prendere a pugni
il pacco.

 

Cominciava a misurare la distanza con pollici, piedi, gambe.

 

 

Avrebbe voluto sentire il peso del pacco.

 

 

Nel pacco lasciò qualcosa di lei
a pezzi
(un dito, un’unghia, una ciocca di capelli).

 

 

Uscì di casa a comprare i francobolli.

 

 

 

(Fare finta di niente, ignorare la nuova ordinarietà dei
fenomeni paranormali)

 

 

Nota dell’autrice: Queste immagini e queste parole sono dedicate a Massimiliano e a tutti coloro che hanno vissuto un lutto ai tempi del confino.

 

 

 

 

8 Commenti

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Ecofascisti

di Francesca Santolini
Per l’ecofascismo, la difesa di una comunità passa attraverso la preservazione ecologica del suo territorio, l’assegnazione delle risorse a coloro che vi sono nati e la stigmatizzazione sociale dei gruppi considerati estranei.

Un marsupio di pietre e di terra

di Marino Magliani
Scoprii così che ogni vallata era un marsupio di pietre e terra, di paesi e di parole e che io l’andavo abitando. Il fondovalle era il marsupio. Il marsupio era il fondovalle.

SU LA TESTA

di Mauro Baldrati
Sento una contrazione allo stomaco. Non posso stare tre ore qui dentro, in questa polvere assurda. Nessuno ha la mascherina, nessuno si pone il problema. Gli altri la respirano tutto il giorno senza fiatare.

La misura della fine

di Marco Corian
L’io che emerge da queste pagine non cerca di imporsi come centro indiscusso dell’esperienza; accetta invece di essere attraversato dal tempo, di essere modificato dal ricordo, di scoprire che ogni interpretazione resta provvisoria.

John Fante e Arturo Bandini. Il romanzo di una vita di strade e di polvere

di Mauro Francesco Minervino
Solo la strada, come la scrittura, contiene “l’intera storia”, il fiotto umano del tempo che scorre via come fenomeno liberato dalla dialettica tra finzione e verità.

La separazione delle carriere: giudici e no (Letteratura e diritto #6)

di Pasquale Vitagliano
La prima separazione delle carriere l’ha realizzata Atena nell’Areopago. Nella trilogia di Eschilo, infatti, assistiamo alla nascita del processo e alla trasfigurazione della vendetta arcaica nella più moderna amministrazione della giustizia.
giacomo sartori
giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016), Baco (Exorma, 2019) e Fisica delle separazioni (Exorma, 2022). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese. Di recente è uscito Coltivare la natura (Kellermann, 2023), una raccolta di scritti sui rapporti tra agricoltura e ambiente, con prefazione di Carlo Petrini.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: