bum bum bum
quanto t’amo secondo te quanto?
in chili quanto t’amo?
il litri quanto t’amo?
quanto t’amo in metri?
quanto, dimmi quanto secondo te quanto
in iarde? (una iarda è 0,9144 metri)
quindi quanto t’amo in iarde secondo te?
e secondo te quanto t’amo in megatoni?
in mele?
in api?
in camions?
ma secondo te è possibile amarti in cani?
in cani ad esempio quanto t’amo in cani?
in fuchi?
in biglie?
in polpastrelli?
in delta di fiumi?
quanti delta di fiumi abbisognamio per esprimere quanto io t’amo?
e io che mi credevo
ovvero
I compagni che sbagliano
di
effeffe
Al film di Mario Martone, Noi credevamo, sono andati ben sette Premi David di Donatello. Da quello più importante per la sezione migliore film a quello apparentemente minore, del
Miglior trucco. Dico apparentemente perché, a parer mio, l’arma vincente dell’opera è stata proprio il maquillage ovvero l’arte dello svelare e insieme rivelare (nascondere, velare due volte) verità altrimenti disturbanti nella presa diretta. Per spiegare come e perché questo film non mi sia affatto piaciuto e soprattutto perché lo considero come l’ennesimo esempio di esperienza mancata mi sono necessari alcuni passaggi che spero non tedieranno il lettore.
Muti come conigli
di Patrizia Dughero
nell’apparato scheletrico
da lì sgorga il sangue
Muti come conigli
Sono nell’aia della macelleria di nonna.
E’ settembre, mamma ha il pancione,
deve partorire prima di Natale.
Non so se farà un fratellino
o una sorellina e non so cosa preferire.
Nucleare Acqua Giustizia. Possiamo decidere?
Quanto vale il voto degli italiani ad un referendum? La nostra voce che potere ha nel panorama politico nazionale? Quali sono i 4 quesiti su cui siamo chiamati ad esprimerci e cosa potrebbe realmente cambiare il giorno dopo il referendum?
E’ disponibile on line a soli 2,99 euro Nucleare Acqua Giustizia. Possiamo decidere? Un instant ebook realizzato da Quintadicopertina in collaborazione con l’agenzia giornalistica 4Medi@ di Roma che raccoglie tre inchieste sui quattro quesiti su cui siamo chiamati a votare il 12 e 13 giugno 2011.
Quasi una partita – di Davide Racca
Caricature di 11 autori di lingua tedesca e
11 autori di lingua italiana del ventesimo secolo
Società Dante Alighieri – Nollendorfstr. 24 – 10777 Berlin
Tel. 030 – 883 14 01
www.sda-berlin.de
info@sda-berlin.de
Mostra – Inaugurazione: 26.05 ore 19:00
durata dal 27.05 al 27.06.2011
fronte del libro
di Antonella Agnoli
Per parlare del futuro delle biblioteche dobbiamo partire da domande apparentemente lontane dal nostro tema, come per esempio: “Perché esistono i pub a Londra, le osterie a Venezia e i caffè sul porto di Marsiglia?” “Perché andiamo ad ascoltare un gruppetto di strimpellatori nella sala comunale quando potremmo ascoltare Bach sul divano di casa nostra?” E ancora: “Perché Netflix oggi negli USA è più conosciuto della Library of Congress ma non sufficiente?”
L’eros estinto della commedia statunitense
di Andrea Inglese
Prendiamo due commedie statunitensi prodotte nel 2009: Tra le nuvole (Up in the air) e I Jones (The Joneses). La prima, patinata e abbastanza noiosa, con George Clooney come protagonista, ha avuto un certo successo; la seconda, passata più in sordina, possiede un tono più aspro e vivace. In entrambe giunge ad espressione, nella forma depurata e onirica di cui il cinema statunitense è maestro, una contraddizione centrale del modello di vita capitalistico. La ricerca della felicità pare realizzarsi ormai attraverso un’alternativa secca: o l’individuo persegue, accrescendo mobilità e denaro, la sua piena autosufficienza, a costo di sacrificare tutti i legami sociali, o accetta la famiglia tradizionale e i suoi cerimoniali, organizzando attraverso di essa un consumo sempre più efficace ed esigente. In nessun caso, il sentimento amoroso costituisce più il tema privilegiato del genere, il motore delle peripezie.
Archètipi: Beniamino Servino
Necessità monumentale nel paesaggio dell’abbandono
di
Beniamino Servino
Enunciazione/annunciazione
Abusi di necessità.
Abuso. Cattivo uso, uso eccessivo, smodato, illegittimo di una cosa. Io abito troppo, lo faccio in modo eccessivo smodato illegittimo.
Abuso. Esercizio illegittimo di un potere. Io esercito illegittimamente il potere di modificare il paesaggio. Di-segnare il territorio, o semplicemente un campo. Una sponda. E mentre modifico illegittimamente il luogo del mio bisogno lo rendo vulnerabile [il luogo, non il bisogno]. Siamo vulnerabili insieme [io e il luogo, la parte attiva e la parte passiva, vicendevolmente]. Conviviamo vulnerabilmente, mirabilmente.
Necessario. Da cui non c’è modo di ritirarsi. Io non posso ritirarmi da un bisogno.
Tutte le poesie di Anna Cascella Luciani
di Biagio Cepollaro
[dato che l’editore Gaffi mi ha cortesemente inviato il volume Tutte le poesie, di Anna Cascella Luciani, ho chiesto a Biagio di scriverne una recensione da poeta, e questo è quello che mi scrive., a.s.]

Caro Antonello,
mi chiedi di scrivere qualcosa su Tutte le poesie di Anna Cascella Luciani. Un volume di 800 pagine che raccoglie le poesie scritte tra il 1973 e il 2009 e pubblicate dall’editore Gaffi di Roma, con introduzione di Massimo Onofri.
Dunque la prima cosa che mi salta agli occhi è la fedeltà, la continuità della postura attraverso i decenni. Lo stile, pur conoscendo delle variazioni episodiche significative, fondamentalmente resta lo stesso come una sorta di ‘sostituto’ dei fatti. Uso quest’ultima espressione perché credo sia proprio la relazione tra la parola poetica e i fatti della vita ordinaria una delle questioni affrontate. Certo, la tradizione classica, latina e greca, certo la nostra tradizione che va da Penna, Saba, a Cardarelli, a Caproni … Giustamente viene subito rilevato. Ma quel che conta, a mio avviso, non è quanto di già visto si torni qui a vedere, ma un discorso sotterraneo
da “La neve nel bicchiere”
di Francesco Accattoli
Noi passeremo le colline di sale
Noi passeremo le colline di sale
poste a levante,
e a levante andremo,
seguendo il solco cartesiano
del sole,
in una zona che non è più uomo
o femmina o strumento manuale.
Viviamo per punti.
fu la raccolta dei fiori nel giardino di cemento
di Chiara Valerio
Affaticato ma soddisfatto, la osservò riversa sul pavimento tra i due piccoli letti sui quali gli venne in mente di adagiarla. Pareva appesa per i piedi, penzoloni. La più bella delle sue figlie era diventata l’impiccato delle carte magiche. Lui stesso provò un brivido di inquietudine a vederla, ma se ebbe quel sentimento fu per aver ottenuto un risultato migliore del previsto. Ebbe la conferma che le motivazioni di tenerla tutta per sé non erano maligne, ma antiche, appartenenti a un mondo che si credeva perduto e suo quale lui invece era riuscito a trovare un portale. Allora forse non avrebbe dovuto condurci Elisabeth, come credeva; forse quel mondo si sarebbe mosso verso loro due: un universo vivo che premeva per ricongiungersi agli umani, ai loro cuori, ai loro desideri, per tornare reale. Elisabeth (Einaudi, 2011) di Paolo Sortino racconta la storia di Elisabeth Fritzl, austriaca, segregata dal padre per ventiquattro anni in un bunker sotto la casa nella quale era vissuta fino ai diciotto anni.
Tra due-trecento anni
Angelo Maria Ripellino
Tra due-trecento anni la vita sarà migliore.
Ma intanto noi siamo ormai alla frontiera,
senza gli angeli di Elohim precipita la scala del Novecento,
e il Duemila già sventola la sua bandiera
per coloro che sono sicuri di entrarvi.
Io resterò da questa parte, in questo buio,
in questo viluppo di meschinità e bisogno,
senza conoscere il terso luccichìo del futuro.
A me sarà bastato visitarlo nel sogno,
come uno sciamàno che scenda con piatti e sonagli
nel reame dei morti a conversare coi lèmuri.
Resterò sulla porta come un rèprobo, come uno spergiuro.
Perché scusatemi, posteri, che freddo,
che vitreo deserto, che uniformità, che sbaragli
soffiano da quel futuro.
da Notizie dal diluvio, Einaudi 2007, p. 78.
Pariscoop! – Carmine Vitale
Parigi, sogni e strade di una città, , Historica Edizioni
di
Carmine Vitale
(estratti)
C’è una foto scattata a dei manichini silenziosi che guardano un’apertura al centro di un palazzo. Parigi è questa storia, anche senza le voci, gli sguardi, in un silenzio assordante ha un cuore pulsante. Potrebbe fare a meno delle persone, dei volti: ha un proprio asse, ci gira intorno il sole come una terra a parte, con queste sue strade che non ti lasciano neanche il tempo di dire come un corpo estraneo qui non possa mai entrare, è un lampo che dà stupore, rabbia, o dolore veloce, cose che si fondono insieme agli alberi e alle foglie, nel pieno centro del tuo cuore. È arte allo stato puro, è una montagna incantata, è la stella Assenzio, ars poetica, caffè, spirito delle leggi, è scadenze, ritorni, salvezza. Come a La Ruche dove c’è una scritta sul muro che ti guida: «Tutti coloro che lottano per la libertà combattono in ultima analisi per la bellezza».
Il male inverosimile
di Andrea Inglese
Fate attenzione alle reazioni delle persone di fronte alla vicenda del socialista francese Strauss-Kahn, uomo ricco e potente, direttore fino al giorno del suo arresto di una delle più prestigiose (e temibili) istituzioni mondiali, il Fondo Monetario Internazionale. Fate bene attenzione a come chi vi sta attorno, uomini e donne, reagisce alla notizia. Questo non vi farà scoprire anzitempo se Strauss-Kahn è realmente colpevole di violenza carnale e sequestro di persona, reato per il quale è sotto inchiesta negli Stati Uniti. Ma potrà illuminare in parte il nostro rapporto con le vittime di certe violenze. Molti e molte, ho scoperto, sono portati subito a formulare delle ipotesi difensive: complotto, partner in realtà consenziente, o consenziente quasi fino alla fine. Queste persone non ne sanno in genere molto più di me e di voi su quanto è successo nell’hotel Sofitel di New York tra la cameriera e Strauss-Kahn, ma mostrano di considerare, di primo acchito, inverosimile l’ipotesi di uno stupro che un grande personaggio dell’alta borghesia internazionale farebbe subire a una donna del popolo.
In Differenti Menti : Canio Loguercio
ALLA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL “TEATRI DI VETRO” OLTRE 50 POETI PER UNA MARATONA DI 10 GIORNI DI LETTURE DI “SUPPLICHE D’AMORE”
Teatri di vetro 5 – Roma 19/28 maggio 2011 – Teatro Palladium e spazi urbani della Garbatella
Stasera 19 maggio, dalle 20.00 alle 23.30, nella Villetta alla Garbatella, via Passino 3 Roma (a due passsi dal Palladium) primo appuntamento con la maratona “Amaro fu l’amore, radiosa la sua idea” con: Vittorio Formisano, Sonia Gentili, Jonida Prifti, Francesco Forlani, Bianca Madeccia.
AMARO AMMORE a cura di Canio Loguercio è il primo raduno poetico itinerante in Italia per la condivisione di “suppliche d’amore”. Un network, una performance, un happening, un concerto, un reading-live, un festival, un rito collettivo che coinvolge poeti, musicisti, artisti, associazioni di quartiere, ecc..
D’aria sottile
Saggezza è la prima parola che viene alla mente leggendo il nuovo bel libro della poetessa Azzurra D’Agostino, D’aria sottile, pubblicato nella collana Inaudita dell’editore Transeuropa. La saggezza di chi accetta le cose che trascorrono, stanno rivelate proprio nel passare, come l’aria che si respira e non la si vede, fine e antica dentro il corpo e così nuova per il giorno che deve venire. Come se /poco più di un niente/ ci separasse dal nulla, dalla sua corrente, scrive Azzurra, e questo nulla che avanza non è un dolore, come non lo è il tempo, affatto regolare o regolabile, ma sghembo sulla sua ossatura di silenzi.
Licenze poetiche
X FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA
a cura di Alessandro Seri e Licenze Poetiche
MACERATA
19>22MAGGIO 2011
conversazioni coi poeti, presentazioni di libri, letture













