di Paola Lodola
Stando a recenti analisi, gli studenti stranieri che cominciano a studiare in Italia da preadolescenti sono quelli che devono affrontare le difficoltà più grandi, più di quelli che arrivano da bambini, ma anche più di quelli che si inseriscono nel sistema scolastico italiano da adolescenti. Perché? Come ha descritto Graziella Favaro in un recente incontro sugli stranieri e la scuola organizzato a Milano dal Centro Come, un ragazzino di undici o dodici anni non ha più l’apertura, che hanno i bambini più piccoli, per imparare una lingua come un gioco e, d’altro canto, non sente ancora la responsabilità di dover affrontare la faccenda per senso del dovere verso la propria famiglia, come accade ai più grandi. Inoltre se per un bambino la gratificazione che deriva dal rapporto con un’insegnante attenta è sufficiente e incoraggiante in sé, e se per i ragazzi più grandi torna possibile stabilire un’alleanza forte con un adulto di riferimento, nella preadolescenza gli interlocutori privilegiato sono i coetanei.


venerdì 30 aprile 2010 > NOTTE BIANCA – Firenze








