È impossibile prevedere chi sarà, o che cosa ci porterà,
ma qualunque cosa sia, è sempre esattamente quello che ci vuole.
Carne, R.L. OZEKI
di Chiara Valerio
Quando entri in casa sei già morto.
Non puoi saperlo perché non lo sa nessuno. E se fino a ieri sera eri speciale, adesso che è mattina, sei come gli altri. Ma non sai nemmeno questo. Tuo figlio ha sei anni e i capelli biondi. Mentre lasci cappotto, giacca e sciarpa sull’attaccapanni, pensi alle domeniche di sole con il naso tra i capelli di tuo figlio. Sottili come stelle filanti. Hai provato a ricordarglielo mentre spiegavi perché, per l’albero di Natale, avevi comprato molte stelle filanti dorate e nemmeno un festone. Si è imbronciato quando non ha visto i festoni e tu, sorridendo, hai provato lo stesso a spiegargli perché con quelle decorazioni l’albero gli avrebbe somigliato di più. Come se i bambini dovessero somigliare agli alberi e rinascere a ogni primavera. Ti fermi perché la sciarpa che pende da un lato ti disturba, la aggiusti, e pensi che da cinque primavere è come se tuo figlio rinascesse, per quanto cambia. Di più, è come se ogni mattina fosse primavera.










di Guido Scarabottolo






