“È un triste e risaputo sentimento
I campi soffici e verdi
Sono ricordi quelli che rubo
Ma tu sei innocente quando sogni
Quando sogni
Sei innocente quando sogni”
Tom Waits
La diaspora degli innocenti
di
Andrea Bottalico
Parte prima
L’ho vista con i miei occhi. Sarà stata una delle solite notti d’estate, o forse autunno, non ricordo. Sull’asfalto però non c’erano foglie sparse. Avevano lasciato un lenzuolo bianco macchiato di chiazze rossastre, la segatura. Io camminavo come in un labirinto, sembrava tutto stranamente vero.. tanti uomini, donne anziane e bambini in fila ad aspettare, e l’attesa sembrava eterna. Erano, come dire, in fuga, ma restavano fermi immobili. Carmine era proprio lì davanti a me, seduto sul muretto, con il viso nascosto tra le mani e la voce simile a quella di un folle.. «Bisogna perdere l’equilibrio» diceva impaurito: «L’equilibrio l’equilibrio l’ equilibrio!» Poi si allontanava nel buio, dandomi le spalle. La sua voce svaniva a poco a poco… Era troppo tardi. Raffaele già era sparito.. Un serpentone di uomini umili e stanchi s’allontanava lentamente dalla memoria, si disperdevano come schegge di una supernova appena esplosa. Costretti, loro avrebbero preferito restare.












di Silvio Mignano
