[I brani pubblicati sono tratti dal romanzo Occhi dopo la polvere, Marietti 1820.]
di Vito Punzi
3. Ascoltare è un’esperienza
Il profumo del caffè che Marco, appena arrivato, gli aveva preparato, s’era diffuso rapidamente nella piccola cucina di Elia. L’oscura bevanda se ne stava lì, dentro la decorata tazzina di porcellana e immobile, come donna che elegantemente vestita diffonda tra uomini interessati la propria attraente fragranza. Avvicinò la tazzina alla bocca, lentamente, la mano tremolante, impaurita. Poté seguire dunque per tutto il tempo lo spostamento di quell’oggetto. Lo vide pian piano ingrandirsi. Provò, senza interrompere il gesto, a chiudere prima un occhio, poi l’altro, poi entrambi, fino a riaprirli, insieme. Il velo che qualche istante prima aveva reso opaca la sua visione era ormai stracciato. L’esercizio cui si sottopose fu un’ulteriore rivelazione: la duplicità della vista.













di Silvio Mignano