di Franz Krauspenhaar
1. L’eroe in disarmo del piacere palliativo
Il porno, questo conosciuto. Iniziazione per taluni, calmante quasi benzodiazepinico per altri, vizio assurdo per coloro che ne sono schiavi, vedi alla voce dipendenza.
Quasi nessuno ammette di averne visto uno, perlomeno in Italia, paese bello e impossibile. Le donne lo detestano in maggioranza, evidenziandone giustamente gli aspetti mercantili, di meccanica corporale, di svalutazione estrema della mente e del corpo delle donne. Il porno, come genere letterario e cinematografico, esiste da sempre. Ma naturalmente l’evoluzione della specie pornografica ha reso il genere stesso più fluido, variegato, diversificandolo in settori ovviamente molto “particolari”. Anni, decenni di sterminata produzione cinematografica, migliaia e migliaia di attrici e di attori, storie confessate e inconfessabili, tragedie: suicidi, omicidi, morti per droga e per AIDS, come negli anni Ottanta accadde a John Holmes, l’uomo più ” ben dotato” del grande schermo.














di Gianni Biondillo



