di Marco Rovelli
1.
Mi hanno chiamato a casa. E’ la cooperativa. Oggi non andare a lavorare, mi hanno detto. Sono rimasto sorpreso, ho chiesto perché. Perché no. Non mi hanno detto altro. Dopo qualche ora mi hanno richiamato, Nei prossimi giorni non andare a lavorare. Il motivo è sempre lo stesso, Perché no. Ho cominciato a perdere l’equilibrio, il respiro è caduto verso il basso. Ho chiamato i responsabili della cooperativa. Nessuno si è fatto trovare.
Non capisco. Non c’è ragione perché mi sospendano dal lavoro senza dirmi niente. Se fosse malato Luca, non ci sarebbe ragione per non andare da Matteo. Se fossero malati tutti e due, non ci sarebbe ragione di non dirmelo. E poi la voce reticente di chi mi ha annunciato la sospensione degli affidi parla chiaro. C’è un’accusa su di me. E non mi si dice quale.





