di Francesca Serafini
Negli ultimi quattro anni ho ucciso un centinaio di persone. Ho violentato bambini comprati su internet. Ho cambiato sesso, in segreto, e ho rischiato di finire dentro per custodire quel segreto. Ho fatto a pezzi una ragazza per nascondere un aborto clandestino andato male. Ho ucciso uno che non c’entrava niente perché l’ho scambiato per un altro. Ho venduto valvole cardiache difettose per guadagnarci di più. Ho nascosto rifiuti tossici di cui gestivo il traffico. Una donna che abitava nei paraggi si è ammalata di tumore. Io ho ucciso il marito perché lo voleva denunciare. Ho dato soldi in usura e una lezione a chi non rispettava le scadenze. Ho portato a battere un certo numero di puttane. Ho spacciato roba buona e ho spacciato roba cattiva, guadagnandoci gli stessi soldi; e poi ho ammazzato uno che l’aveva scoperto e voleva sputtanarmi su un fumetto. Ho ucciso per soldi, per vendetta, per precauzione. Qualche volta per amore. Ho rubato, truffato, rapinato, violentato. Mi sono data un sacco da fare.








