di Marco Mantello
[questo articolo uscirà sul prossimo numero de il maleppeggio, redivivo]
Sono almeno quindici anni che non vado al Branca. È un ex centro sociale mutato in discoteca-cooperativa. Hanno fatto anche il cinema, la sala prove per i pischelli e all’ingresso paghi un prezzo popolare. Tanta gente dell’autonomia operaia è sopravvissuta in questo modo: trasformandosi in mercato sociale. Una scelta meno forte del Toretta della Torre e un po’ più lungimirante del Sisto Quinto, l’altro CSOA storico di Roma Nord. Adesso è diventato un Todis Discount: il reparto frutta dovrebbe coincidere con la saletta Caos, dove nei primi anni Ottanta hanno ammazzato un compagno che si chiamava Valerio Vive. Al parco delle Valli c’è anche un viale Valerio Vive (vittima della violenza), del tutto speculare a un viale Paolo Vive (vittima della violenza), che sta a Villa Chigi, in zona Fronte della Gioventù. Vittima della violenza non significa che i morti sono tutti uguali. È peggio: significa essere separati da un ponte, che in sé è qualcosa che unisce. Significa avere la stessa ditta di manutenzione che ti ripara il fondo, lo stesso piano regolatore, lo stesso sindaco scrittore che ti inaugura tagliando il nastro.




di Flavio Santi


