un’inchiesta di Roberto Santoro
Introduzione
Il Foglio, il Giornale, Libero. Tre quotidiani che per rifondare il “Nuovo medio oriente” hanno rispolverato la biblioteca coloniale, stringendo un patto d’acciaio con il cristianesimo rinato in nome della libertà. Sotto l’apparente imparzialità, e uno stile accattivante, i giornalisti italiani nascondono il consueto pregiudizio politico sull’Islam: siccome ne scrivono, pensano di conoscerlo davvero.
Gli stereotipi sul mondo arabo e musulmano appaiono anche nei giornali liberal e di sinistra. Il nostro obiettivo, dunque, sarà fare chiarezza: da una parte all’altra dello schieramento politico e culturale. Partecipate al dibattito per scoprire quali sono i loro – e i nostri – pregiudizi. Il metodo è la rassegna-stampa, le ricerche di archivio. Come diceva il vecchio Missiroli: “In Italia niente è più inedito dell’edito”

Lettura di Richard Sennett, La cultura del nuovo capitalismo (Mulino, pp. 145, traduzione Carlo Sandrelli)

di Moni Ovadia
Mentre la critica letteraria viene data quasi unanimemente per spacciata o agonizzante, e ci si divide tra chi vorrebbe munirsi di vanga e chi farebbe l’ultimo disperato tentativo col defibrillatore, le recensioni invece si moltiplicano e si occupano sempre più spesso di ambiti non strettamente letterari. E’ il caso del nostro Piero Sorrentino, che su Il Giudizio Universale recensisce la legge sull’elezione diretta dei sindaci, e di Camillo Langone, autoproclamotosi critico liturgico, con le sue recensioni delle messe pubblicate su Il Foglio.