DIETRO IL SUO CHADOR
di
Raiz
Il Grand Hotel Meridién Le President di Dakar, Senegal, è un palazzone in mezzo ad un giardino di palme e mangrovie alla periferia della città. A dispetto del nome altisonante e malgrado sia de facto il miglior albergo di questa capitale, è una struttura che sembra sempre sul punto di scomparire sotto i colpi del clima avverso.
Rispetto ai suoi omologhi al di qua del Mediterraneo non manca di nulla, ma la costante puzza di umido, il divieto di bere l’acqua dei rubinetti e gli scarafaggi che escono dai tubi del bagno sono un monito costante dell’Africa a questo corpo estraneo, tipica enclave europea che lotta per la sopravvivenza a suon di condizionatori, gruppi elettrogeni e guardie giurate.
Io e gli Almamegretta vi siamo stati ospiti nel 1998 in occasione di un concerto organizzato dalla Fao che aveva per obiettivo lo scambio interculturale tra Italia e Senegal in un momento in cui molti senegalesi attraversavano i nostri confini nazionali in cerca di reddito; per noi che avevamo messo al centro del nostro progetto musicale lo scambio tra culture diverse, fare questo viaggio a ritroso era quanto mai stimolante.

La sveglia è alle cinque e mezzo. L’incontro alle ore sei in corso Belgio novanta. In corso Belgio novanta per Torino 2006. La torcia non si deve spegnere nemmeno sotto pioggia, neve e vento fino a 120 km/h e il fuoco che sprigiona non deve superare i 10 cm d’altezza con un’autonomia di 15 minuti. Alta 765 mm, 108 mm di diametro e 1,850 kg di peso, è prodotta in 12.000 esemplari numerati. Mitico!! Furlen tedoforo!