Trafficare con la luce. Poesie inedite di Margherita Giorgi
poesie inedite di Margherita Giorgi

Dal giardino ascende un colombo.
Ripete un silenzio.
Il suo occhio di pesce mi riporta
alla violenza delle spiagge,
quando – bambini in lontananza –
non prendevo sonno.
*
Strette strette come ringhiere
come lettere d’amore
in una stessa tasca
le operaie.
*
Per perdonare molte cose
ho scordato molte cose.
Questa sera
taglierò dai campi
e senza compagnia
nessuno riderà a sproposito.
Così
potrò intravedere
nel mio passo
forse
una docilità.
O riaccendere
nell’erba bagnata
le dorature delle voci
e dei giorni.
*
Sempre vicinissimo
è avvertire che ho un padre
ed è lui solo.
Eppure quando mi abbracci
e sento il palpitare svestito
il tuo povero sostare
e riconosco il mio petto,
come una federa posata su un lenzuolo,
allora sento
che vieni da un’altra vita,
sei dappertutto tu
come ovunque sono dappertutto mia.
E mi stupisco
alla fine
ingrata
probabilmente,
e compiaciuta.
*
Nel buio
si annunciano
due bocche e un solo viso.
E non rapprende il sangue,
non stinge la nuvola.
Ma una loggia
vedo che respira
nel petto,
ed esita
traffica con la luce!
