Anedda, Ginzburg, Levi
Strimpelling

di Davide Orecchio
Da un po’ di tempo ho ripreso a suonare la chitarra. È poco più di uno strimpelling, e c’è gente, poverina, che mi ha tolto l’amicizia su Instagram per questo. Comunque mi fa stare bene e non credo di nuocere a nessuno. Poi mi è venuta l’idea di associare brani che mi piace suonare a libri o autori che stimo. Ed ecco qui altri tre esempi.
Antonella Anedda, Amore
Qui Anedda racconta l’amore allontanandosi da qualsiasi immagine cara alla nostra tradizione sentimentale (e poetica). Parole nuove seppure domestiche. Ho usato dei miei accordi in drop D, quindi non devo stare a spiegare crediti e arrangiamenti.
Questa poesia è “Amore”, in Historiae, ma io l’ho letta in Tutte le poesie, Garzanti 2023, p. 510.
Natalia Ginzburg, Siamo adulti
Per accompagnare questa pagina celebre, straziante e severa di Natalia Ginzburg ho usato un brano che suono quasi tutti i giorni, While My Guitar Gently Weeps di George Harrison. Non so di chi sia l’arrangiamento per chitarra fingerstyle (che io rallento molto, mi piace così) ma ho visto che lo adottano in molti. L’ho imparato guardando un video della chitarrista californiana Angela Petrilli.
Le piccole virtù, Einaudi 1962, p. 116.
Carlo Levi e il cielo di Roma
Quanto è difficile citare una sola pagina da L’Orologio di Carlo Levi! Sono tutte indimenticabili. Per accompagnare quella che ho scelto (dove parla la voce dello scrittore e del pittore) ho usato qualche accordo mio venuto fuori mentre suonavo altri pezzi in DADGAD.
Carlo Levi, L’Orologio (1950), Einaudi 1989, p. 24.
Nella “puntata” precedente: Beckett, Cavazzoni, Trevisan

ho ascoltato con curiosità e vicinanza. Mi toccano molto. Grazie Davide.
A quando la rubrica “Dimmi cosa leggi e ti dirò come suona?”, in cui possiamo proporti le nostre letture chiedendoti di metterle in musica? (Non preoccuparti, scherzo: è solo un modo per dire che ci piace!)
grazie a entrambi per avere letto e ascoltato (e apprezzato).
Mi piacerebbe molto suonare su proposte di lettura vostre, l’unico problema è che devo possedere il volume, altrimenti non potrei mostrarlo nel video e il gioco non sarebbe più divertente.
cosa dire, io che ho avuto la fortuna di sentirti suonare live con tanto di regia suono e luci, la vita di Malatesta. Da rifare questo tuo esperimento riuscitissimo con altre e alte parole che come voci di corridoio alimentano il tuo immaginario di musica da camera. effeffe
Che belle, Davide, che struggenti – grazie!