pasolino

Pasolini è il feticcio dell’Italia sinistr’orsa,
la pietra dello scandalo in vendita alla coop,
una tomba che sfuma nei titoli di coda
sull’ultima falsa nota di Keith Jarrett,
un’ora di noia oltrepassata prima di cenare
fuori dal teatro, dar Buiaccaro a soli venti euro,
una maniera nitida di dire che sì, “Ho avuto Torto”
prima di scopare e addormentarsi,
la faccia asciutta di un proletariato
assorbito solo in foto di palestre,
la nostra non pedofilia, il nostro cristianesimo
procrastinato in fretta, la morte che non siamo.

15 Commenti

  1. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo-borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piecolo-borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale, diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.

    Acculturazione

    Pier Paolo Pasolini

  2. bravo mio quasi-omonimo. meno uno.

    all’appello mancano ancora, dunque: Andrea Bajani, Gianni Biondillo, Francesco Forlani, Sergio Garufi, Jacopo Guerriero, Andrea Inglese, Helena Janeczek, Franz Krauspenhaar, Giulio Mozzi, Mattia Paganelli, Jan Reister, Massimo Rizzante, Roberto Saviano, Piero Sorrentino, Antonio Sparzani, Eric Suchère, Giorgio Vasta, Maria Luisa Venuta e Piero Vereni.
    andrea raos esonerato per aver postato in quel di agosto (anche se non era roba sua ma in accomandita).

    vi ricordo che la scadenza è Ognissanti.

  3. a robbé, se vuoi far passare il tuo tele-racconto per il tuo personale contributo al mausoleo di Pasolini, e vabbuò, te lo tele-passo…
    e piero, se la tua elaborazione auto-munita è la tua meglio gioventù 2005 version, passi pure quella…
    sono troppo buono, questo è.

  4. Kristian, scusa, sono tonto: ma a quale appello? A quello di non dimenticare PPP? Non capisco… hai letto il mio pezzo su QO?

  5. gianni, sono un abitudinario e tendo a ripetermi in eterno: il 25 di agosto andrea raos pubblicava il pezzo: “Trent’anni senza Pasolini”. nel corso della discussione, tra un troll e l’altro, andrea mi invitava ad esprimermi sul Che Fare. semplicemente proposi a tutti qui dentro di portare la propria esperienza con PPP, per contribuire ad edificare il Mausoleo di quella parte della nostra storia recente che troppi vogliono credere ‘esaurita’ e ‘pacificata’.
    e uffa, certo che l’ho letto quarto oggiaro, e vabbeh, pure tu esonerato…
    però speravo in un corpo-a-corpo colla figura dello scrittore prima ancora che con la ‘retorica’ della scrittura, perché dal mio punto di vista si tratta di dare degna sepoltura ad un uomo per bene.

  6. Ah, ecco, c’era questo, dietro all’appello! sorry, non avevo capito (e credo nemmeno roberto…)
    Provvederemo (spero).

    saluti

  7. Quello che vuoi, kristian, ma per favore non definire Pasolini un “uomo per bene”, lui che ha odiato in vita sua più di ogni cosa il perbenismo, parola che allora aveva un senso, perché non tutti erano ancora, come adesso, sostanzialmente preoccupati di apparire perbene e politicamente corretti (come qui in NI), non tutti allora avevano quest’ansia di esserci – farsi stimare – accorparsi – andare d’accordo con – fare parte di – eccetera, non tutti erano pervasi da spirito gregario et cripto-perbenista.
    Pasolini non era “perbene”, qualsiasi cosa voglia dire questa parola, qualsiasi significato tu voglia attribuirgli.
    Staccarsi da lui, dalla sua poetica, mettere in prospettiva la sua figura e il suo insegnamento si può/deve fare, ma senza omologazioni, peffavore.

  8. mai sentito parlare di rovesciamento del discorso? una volta si rivendicavano le offese ricevute, si assumevano come propri i giudizi sprezzanti degli altri, avversari e non.
    tra l’altro era anche il titolo di un film (bruttino) sulla vicenda Tortora…
    come vuoi tu tash. allora dico: SPURGO!

  9. A Pier Paolo Pasolini
    di Amelia Rosselli

    E posso trasfigurarti,
    passarti ad un altro
    sino a quell’altare
    della Patria che tu chiamasti
    puro….

    E v’è danza e gioia e vino
    stasera: – per chi non pranza
    nelle stanze abbuiate
    del Vaticano.

    Faticavo: ancora impegnata
    ad imparare a vivere, senonchè
    tu tutto tremolante, t’avvicinavi
    ad indicarmi altra via.

    Le tende sono tirate, il viola
    dell’occhio è tondo, non è
    triste, ma siccome pregavi
    io chiusi la porta.

    Non è entrata la cameriera;
    è svenuta: rinvenendoti morto
    s’assopì pallida.

    S’assopì pazza, e sconvolta
    nelle membra, radunata a sè
    gli estremi.

    Preferii dirlo ad altra infanzia
    che non questo dondolarsi
    su arsenali di parole!

    Ma il resto tace: non odo suono
    alcuno che non sia pace
    mentre sul foglio trema la matita.

    E arrossisco anch’io, di tanta esposizione
    d’un nudo cadavedere tramortito.

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