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Senso comune, di Jacopo Galimberti

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[Con il gentile consenso dell’autore, pubblico in anteprima qualche testo tratto dalla raccolta Senso comune (2004-2009), di Jacopo Galimberti, che uscirà nelle prossime settimane per Le voci della luna. L’autore si dice ovviamente disponibile a presentare il suo volume in un qualsiasi spazio tipo biblioteca o libreria. La figura del venditore/ciarlatano ambulante lo ha sempre affascinato.
Già presente su Nazione Indiana qui, a.s.]

Se rigenera il fuoco alla Fenice l’immanenza
della vita
(Biagio Cepollaro, Fabrica)

Prologo

Se tento di spiegare dove e come s’inizia,

non so, e mi blocco. Se non ci penso però

si addensa il gesto e l’azione ha motore, scocca.

Oggi il cambiamento inizia dal basso.

Metromorfosi in mostra

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le copertine della rivista Metromorfosi Infocritica

+ Reg & EK Dada Trip

7, 8 e 9 aprile
@
EXTRA

viale Giotto 1a (zona San Saba)

The killing moon. Riscritture

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di Vincenzo Bagnoli

Da Deep Sky (d’If, 2007)

The killing moon

Cieli bianchi di nuvole basse
sempre le stesse del sessantasette
atti di nascita non compilati
l’infinità dello zero l’ovunque.

La buia ottusità del giorno pieno
lattiginosa cortina uniforme
mangia la cima di tutte le cose
come il mare d’inverno ingoia la costa,
e nei sorrisi nebbiosi ritrovo
il gelo delle stelle di dicembre,
cerco un racconto le cose che ho visto
ma niente mi rimane e niente sento.

baby boom

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di Maria Angela Spitella

Davanti alle entrate dei licei gli adolescenti di oggi sembrano tutti uguali. Soprattutto le ragazze, stesso modo di vestire, molte con la sigaretta in bocca o tra le dita, con il braccio lungo il fianco come per nascondere un gesto che sanno essere un azzardo. Scarpe basse senza calze anche d’inverno, ballerine o All-star, giubbini corti che lasciano scoperta la schiena anche quando il freddo morde, pantaloni a vita bassa, collo coperto da grandi sciarpe; ma davanti a quest’apparente omologazione che cosa attraversa le vite delle ragazzine in bilico sull’adolescenza? Corrono in due su motorini tutti uguali le une strette alle altre, hanno sogni e aspettative, ma vivono il qui e ora.Smalti appariscenti, pensieri stretti in corpi a volte più stretti ancora, amori che viaggiano veloci e veloci si consumano.

Opere di Cristina Annino alla Galleria Vittoria

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Giovedì 7 aprile 2011, ore 18,30

inaugurazione della mostra di Cristina Annino
(a cura di Tiziana Todi)

presso la Galleria Vittoria
Via Margutta, 103, 00187 ROMA
Tel. 06.36001878.
Fax. 06.3242599.
info@galleriavittoria.com

La mostra si protrarrà fino al 16 aprile.

Tavola rettangolare con spigoli: scrivere, conoscere

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9 sabato Libreria Feltrinelli

Milano via Manzoni 12

ore 17.00 poesia

GIANCARLO MAJORINO: POESIA DAL VIVO

Ultimo incontro del ciclo Poesia dal vivo che si chiude con una tavola

rettangolare con spigoli dal titolo Scrivere, conoscere. Intervengono

Milli Graffi, Andrea Inglese, Angelo Lumelli, Giancarlo

Majorino, Salvatore Natoli e Antonio Prete.

gli schermi Celati

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E ora parliamo un po’ di noi

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In principio era una poesia, muta, semplice, che si intitolava “disillabari!. Poi, Alessandra Terni e Rosario Tedesco ci hanno messo la voce e la musica. effeffe

“Quasi tutti” di Marco Giovenale a Milano

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Venerdì 8 aprile 2011, alle ore 18:30
presso la Libreria Popolare
(via Tadino 18, Milano)

Paolo Giovannetti e Paolo Zublena presentano

QUASI TUTTI

di
Marco Giovenale

ed. Polìmata

Coordina l’incontro: Alessandro Broggi

Sarà presente l’autore

Verifica dei poteri 2.0: Massimo Rizzante

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[Massimo Rizzante risponde alle Cinque domande su critica e militanza letteraria in Internet a proposito di Verifica dei poteri 2.0; qui le risposte precedenti]

1. Le linee fondamentali di questa ricostruzione ti sembrano plausibili?

Sì, mi sembra che la vostra sia un’ottima analisi della situazione nella quale ci troviamo.

2. Quando e perché hai pensato che Internet potesse essere un luogo adeguato per “prendere la parola” o pubblicare le tue cose? E poi: è un “luogo come un altro” (ad esempio giornali, riviste, presentazioni o conferenze…) in cui far circolare le tue parole o ha delle caratteristiche tali da spingerti ad adottare delle diverse strategie retoriche, linguistiche, stilistiche?

Per me tutto è iniziato qualche anno fa, quando alcuni componenti di Nazioneindiana.com mi hanno invitato a entrare in redazione. Non ero molto convinto, ma mi sono fatto convincere. Da allora posto abbastanza regolarmente alcuni miei testi (poesie, saggi, traduzioni) e meno regolarmente testi di altri. Non condivido lo schiacciamento verso l’attualità politica e sociale che Nazioneindiana.com ha assunto, o che forse ha sempre avuto.

L’Italia del Gruppo 93

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PAN Palazzo delle Arti di Napoli
(via dei Mille, 60)
Giovedì 7 aprile ore 17.00

presentazione dell'antologia
a cura di Angelo Petrella
(Zona Editrice)

intervengono
Marco Lombardi
Ugo Piscopo
Ferdinando Tricarico
Costanzo Ioni

letture e commenti musicali di
Emilia Santoro ed Enzo Nini

contributi video e letture degli autori del Gruppo 93:
Mariano Baino, Marco Berisso, Piero Cademartori, Guido Caserza, Biagio Cepollaro, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo, Costanzo Ioni, Tommaso Ottonieri, Lello Voce

Tutti i materiali qui e qui un trailer del libro.

La poesia di Stefania Carcupino

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[ho sentito Stefania Carcupino recitare i propri versi un mercoledì sera al Cerizza, e vorrei condividerne qualcuno con voi, perché mi sono sembrati densi di emozioni, emozioni del dire e del recitare, a.s.]

dalla raccolta: ALZHEIMER ADOLESCENZA ALCOL:

Oggi vorrei tornare a casa
a quella casa un tempo
di piastrelle e luci accese
e fuori soltanto lontananze

oggi l’anima è senza rifugio
non ho rifugio
sono qua, e là
tempo di andare anche quando è buio
anche quando è buio

 
 

ECCO DOVE

ecco, allora sì mi piacerebbe molto
essere ancora davanti alla luna
con la notte intorno e il piccolo rumore
delle mucche dondolanti nella stalla
essere lì e pensare chissenefrega
disegnando una danza come un’ombra cinese

Assenze

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di Gianluca Veltri

Nel romanzo di Nathan Englader “Il ministero dei casi speciali”, il padre di un desaparecido la cui colpa era ascoltare i Pink Floyd e leggere Marcuse, al culmine di vane ricerche, riflette: “Sono il padre di un figlio morto che non ha un cadavere su cui piangere. Questa assenza è sbagliata e ingiusta. Senza una tomba, il lutto non finisce mai”.
Assenze, a trentacinque anni dall’inizio del mattatoio argentino.

Le terre di Alice. Dal sottosuolo alla deliranza

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Francesca Matteoni

F.: Alice nel Paese delle Meraviglie, la conosci?
Nonna: No, non ci ho mai giocato insieme.

L’Alice di Lewis Carroll è circondata da una campagna estiva – acqua, siepi, margherite, quando fa la sua comparsa il coniglio. Lo segue giù per il buco, un passaggio stretto e impossibile, scoprendo un mondo rovesciato, dove gli animali si vestono come gli umani, le parole non sono più ciò che erano solite essere. Il linguaggio non è più un mezzo, ma qualcosa di vivo, emotivamente malleabile o soggetto a una logica tanto ferrea quanto priva di significato concreto, svuotato infine di ogni conoscenza specifica, ma impiegabile come oggetto materiale, fragile e potente.

Il numero 8 da venerdì primo aprile in edicola e in libreria

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«alfabeta2» numero 08

Quella che i mass media chiamano «mafia» o «criminalità organizzata» ha subìto negli ultimi decenni una profonda metamorfosi, trasformandosi in una nuova classe sociale che viene ormai definita «borghesia mafiosa». «Questa nuova classe sociale tende a vivere di rendite finanziarie ed extraprofitti che nascono dall’intreccio perverso tra Stato e Mercato». Così Tonino Perna, curatore del focus, introduce Il capitale illegale, seguito dai contributi di Umberto Santino, Ugo Biggeri, Tonio dell’Olio e Gabriella Gribaudi.

Gli interventi di Alain Badiou, Toni Negri, Jacques Rancière e Slavoj Žižek compongono il corpus L’idea di comunismo. I testi sono estratti dagli interventi pronunciati in occasione di una conferenza tenutasi a Londra nel maggio 2009 dal titolo On the idea of Communism. In Italia, con il titolo L’idea di comunismo, lo stesso libro sarà disponibile nel mese di aprile per le edizioni DeriveApprodi.

Verifica dei poteri 2.0: Franco Arminio

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[Franco Arminio risponde alle Cinque domande su critica e militanza letteraria in Internet a proposito di Verifica dei poteri 2.0 ; qui le risposte precedenti]

1. Le linee fondamentali di questa ricostruzione ti sembrano plausibili?

Mi pare di sì.

2. Quando e perché hai pensato che Internet potesse essere un luogo adeguato per “prendere la parola” o pubblicare le tue cose? E poi: è un “luogo come un altro” (ad esempio giornali, riviste, presentazioni o conferenze…) in cui far circolare le tue parole o ha delle caratteristiche tali da spingerti ad adottare delle diverse strategie retoriche, linguistiche, stilistiche?

Internet è varie cose. C’è una bella differenza tra face book e un blog letterario. In generale uso la rete per una prima circolazione di semi lavorati. Su face book metto spesso delle poesie appena scritte. È un luogo difficile per i versi. Credo che per molti poeti italiani sia praticamente inaccessibile. Molti fingono di snobbare face book, ma in cuor loro sanno che la loro scrittura in quel luogo non colpirebbe nessuno. Io non ho alcun imbarazzo a scrivere sulla rete e usarla per diverse scritture, da quelle legate alla militanza civile alle cose più intime.

I gelsomini appassiti della mancata rivoluzione cinese

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di Ivan Franceschini

Quattro aprile 1976, una domenica primaverile come tante in una Pechino che si sta leccando le ferite dopo i disordini della Rivoluzione culturale. Eppure c’è qualcosa di strano nell’aria. Sarà perché domani è Qingmingjie, la festa tradizionale della pulizia delle tombe, ma sono già un paio di giorni che la gente di Pechino sta affollando piazza Tiananmen. Depongono delle corone di fiori ai piedi del monumento agli eroi del popolo in memoria del primo ministro Zhou Enlai, morto in gennaio.

Patrioska!

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Giovedì 31 marzo ore 19,30


Video a cura di Rosario Tedesco, estratti dello spettacolo alla Locanda Atlantide (San Lorenzo) Roma

I signori Murena

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di Giuseppe Zucco

(informiamo la gentile clientela che nel caso di questo racconto non si tratta di pubblicità occulta per Murene, essendo il medesimo stato pubblicato in origine sulla rivista “Colla”. Cogliamo nondimeno l’occasione, per farne pubblicità esplicita…. hj) 

Da tempo non guardavano la televisione di sera. Lei aspettava che il marito rincasasse, allora sedevano a tavola. Prima di iniziare, spiegando la stoffa bianca sulle gambe, lui chiedeva sempre se Carlo avesse mai chiamato, se qualche buona notizia avesse solcato la diramazione delle linee telefoniche, lei scuoteva la testa come un campanellino, e lasciava cadere il discorso senza aggiungere altro, immaginando però altre città metropolitane, la solitudine delle cabine telefoniche emerse nella fredda luce dei neon in altre notti e in altre circostanze.

PUBLIC ART

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di Mattia Paganelli