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Un’altra critica è possibile: Giancarlo Alfano legge Michele Sovente

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foto di effeeffe -Michele Sovente insieme all’artista Arminio

Sovente, o lo spettro del paesaggio
di
Giancarlo Alfano

1. Lo spettacolo.

«La vita delle società in cui regnano le moderne condizioni di produzione, si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è trasferito in una rappresentazione». Così, collocando in epigrafe un aforisma della Società dello spettacolo (1967) di Guy Debord si apriva nel 1978 il primo libro di Michele Sovente, intitolato, ironicamente, L’uomo al naturale. «Di questi tempi è facile smarrirsi nel ginepraio di fasulle immagini e avvistare un ufo» (B 246): questo è invece quanto si legge nel componimento n. 28 di Il racconto dell’acqua, ultima sezione di Bradisismo, al momento l’ultimo libro del poeta campano, pubblicato nel 2008. La prima e l’ultima pagina, a distanza di trenta anni, sono dunque congiunte dalla riflessione sullo statuto del mondo esterno, sulle condizioni di esistenza del mondo nell’epoca odierna.
Si farebbe però fatica a inserire Sovente nella tradizione della recente poesia civile, tanto più che a partire dal 1990 con Per specula enigmatis, egli ha inserito nel suo lavoro la lingua latina, con uno scarto ben evidente rispetto al commercio linguistico ordinario.
Per comprendere il senso di questa strana ambivalenza tra confronto col presente e immersione in un ambiente linguistico antico torna utile un frammento di intervista rilasciata dal poeta nell’aprile 2000, dove ha dichiarato che «la poesia traffica con gli spectra più che con lo spectaculum»: in altri termini, alla “società dello spettacolo” e alla consumazione dell’evento, la poesia contrappone la presenza degli spettri e il loro linguaggio. Questa contrapposizione implica il passaggio da un primato della vista a un primato dell’udito: dallo sguardo perduto nel quadro televisivo o nello schermo del computer all’orecchio immerso in un ambiente sonoro.

Variazioni su Persona: concerto di Guerra+Zaffarano

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La camera verde
via G. Miani 20, Roma

sabato 22 maggio, ore 21:00
e
domenica 23 maggio, ore 19:00
D’APRÈS INGMAR BERGMAN.

VARIAZIONI SU PERSONA

concerto per immagine

di

Matias Guerra
e
Michele Zaffarano

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prenotazione obbligatoria
al numero 340-5263877

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Troie

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Alcune favole di un certo tipo
di Sergio Soda Star

LA BIDELLA TROIA
C’era una volta una bidella lombarda che a causa di alcune molestie che aveva subito durante l’infanzia da parte del nonno materno era diventata una troia e la sua vita era sempre alla ricerca del membro maschile. Le sue giornate erano tutte piene di messaggi sessuali sia ai ragazzi della scuola che ad alcuni insegnanti. Per esempio un professore molto educatamente chiedeva se poteva passare perché lei aveva appena pulito, e lei rispondeva non si preoccupi prof a me piace molto scopare e posso farlo sempre. Oppure un ragazzo comprava da lei una panino con la salamella e lei diceva anche a me piacciono molto le salamelle ecc. Addirittura si permetteva questi doppi sensi anche col preside che però essendo calabrese non li capiva.
Questa favola ci fa capire che quando una persona pensa sempre alla stessa cosa poi non riesce a non mandare quel messaggio a chiunque, e che lo psicologo Freud che ha scoperto queste cose aveva sicuramente ragione.

Tang Jitian e Liu Wei: l’emergenza e il lato oscuro della legge

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di Flora Sapio – via Cineresie

Tang  Jitian e Liu  Wei sono avvocati. Hanno difeso migranti, agricoltori privati della terra, persone sieropositive, le vittime dello scandalo del latte alla melamina – ed i membri del movimento Falungong. In Cina, la maggior parte degli avvocati non accetta di occuparsi di questi o simili casi. Sono casi considerati ‘sensibili’, in quanto potrebbero indurre il verificarsi di emergenze: proteste, cortei, dimostrazioni o altri comportamenti che sfidano apertamente la legittimità del governo e del partito. Tang e Liu fanno eccezione. Sono avvocati per la difesa dei diritti civili (weiquan lüshi): un piccolo gruppo di professionisti che accetta casi ‘difficili’, abbinando quest’attività alla normale professione forense o all’insegnamento del diritto.

Mproject-2 a Roma

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Giovedì 20 maggio 2010, dalle ore 19.30

ESC Atelier Autogestito
Via dei Volsci 159 – Roma
www.escatelier.net


Mproject-2

di Teresa Iaria e Giulio Marzaioli

– montaggio video a cura di Marco Vitale –

Non c’è “tempo” da perdere!

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Milano, Mercoledì 19, alle ore 17.30
Teatrino del Parco Trotter

ingresso da via Giacosa 46 (MM1 Rovereto)
o da via Padova 69 (bus 56)

Non c’è “tempo” da perdere!

Per informazioni vedi qui.

Sguardi a perdita d’occhio. I poeti leggono il cinema

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(Chiedendo scusa agli organizzatori per il ritardo con cui posto l’annuncio. f.m.)

Rassegna di poesia contemporanea, III Edizione – 2010

A cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi

Con il patrocinio del Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura

«Il bello è lo splendore del vero».
(Platone)

Le straordinarie avventure televisive di Éric Rohmer

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di Lorenzo Esposito

Nel decennio che separa Le signe du lion (1959) e Ma nuit chez Maud (1969), non considerando il gruppo dei primi cortometraggi e La collectionneuse (1967), l’attenzione di Éric Rohmer fu principalmente catalizzata dalla serie di quindici lavori per la tv francese, che lui stesso curò e girò.
Si tratta, per l’esattezza, di quindici emissioni televisive, traducendo letteralmente dal francese la parola émission, che nei titoli di testa serve anche come trampolino dell’enigmatica circuitazione di pseudonimi rohmeriana: vi si legge, per esempio, émission di Maurice Schérer, réalisation di Éric Rohmer. Non a caso, dunque, émission non è riferibile solo all’idea di trasmissione tv, ma proprio all’emettere (e-mittere), che in fisica significa irradiare energia, trasmettere particelle elettromagnetiche, cioè sonore e luminose insieme. Anzi, in tale doppio fondo etimologico, Rohmer sembra enucleare quella procedura quasi auto-didattica, quella determinazione al catalogo e alla messa a punto, anche avventurosa (in un senso che, si potrebbe dire con Nietzsche, aristocratico-illuminista), di tutta questa catodica intrapresa intellettuale. I nomi presi in esame nei brevi film (tutti poco più di venti minuti, e solo alcuni di circa un’ora) sono molti, ma tutti legati dal filo comune di un tracciato alla ricerca dei lumi della storia: Lumière e Dreyer (effettivo mirabile prolungamento dell’attività di critico), Mallarmé, Poe e Hugo (declinati rispettivamente come conversazioni immaginarie, costellazioni astrali, studi architettonici e indagini geografiche), laboratori di fisica sperimentale, graficizzazioni del mito, geologie in prima persona (da Cartesio e Newton al Graal e alle forme del paesaggio tout court), e ancora Pascal, Cervantes e il rapporto fra marmo e celluloide.

da “Storia della mia infanzia ai tempi di Silvio Berlusconi”

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di Guido Caserza

Quella notte i ghiri, che popolavano il sottotetto della nostra pericolante casa, piansero sino all’alba. Quelle graziose bestioline gemevano, salutavano con gli occhietti umidi l’essere umano che avevano tanto amato, rizzandosi sulle zampette annusavano l’aria per coglierne l’ultimo sentore, e mentre i treni della morte si fermarono per un lunghissimo istante sulla linea dell’orizzonte, esprimendo il loro cordoglio con un triste fischio, le foglie di un magnifico albicocco ricolmo di fiori e di promesse di frutti, che il nonno piantò tre anni prima in una terra fertile, ricca di minerali, quelle foglie, che la sera prima splendevano rigogliose, la mattina pendevano giù come spettri, cartocci che si sgretolavano fra le dita. La linfa, come mi dimostrò il nonno facendo un’incisione nel tronco, scorreva tuttavia nell’albero, ma le foglie, che erano seccate di schianto, non avevano più ombra di vita. Sono come le mani di tua mamma, mi disse il nonno accarezzandomi la testa, che ce l’aveva bianche come la neve gli ultimi giorni, e questa era la sua tesi, che all’albicocco si erano gelate le foglie, com’era successo alle mani della mamma, era arrivato l’ictus e aveva fulminato pure lui, la mamma e la pianta avevano vissuto in simbiosi e insieme se ne erano andate, folgorate dalla morte si erano incamminate a braccetto, come due dolci amiche.

IL MARE DI MEZZO

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Tavola rotonda – presentazione del libro
IL MARE DI MEZZO
al tempo dei respingimenti di Gabriele Del Grande

intervengono:

Nello Zerillo
Associazione Nero e non solo! O.n.l.u.s.
Mimma D’Amico
Associazione Comitato per il Centro Sociale
Gabriele Del Grande
Giornalista, scrittore e curatore del sito:
http://fortresseurope.blogspot.com/
Mercoledì 19 Maggio 2010, ore 18:30
Nero e non solo! Chiesetta di Sant’Elena – Piazza Gramsci, Caserta

Info: neroenonsolo@gmail.com – 0823444910

http://fortresseurope.blogspot.com/

Ore 20:00, buffet tunisino offerto da Associazione Socio-culturale islamica di San Marcellino

Metà orso

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di Giovanna Marmo

Quando tutto era vivo,
non c’erano montagne
né vicino né lontano

e la neve caduta
diventava fuoco.

Quando tutto era vivo,
il mondo cadde
da uno spazio vuoto
e si spezzò.

*

Una festa, semplicemente

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Dal 29 al 30 Maggio Nazione Indiana esce dalla rete e per due giorni invade pacificamente uno dei luoghi più suggestivi della Lunigiana, il millenario Castello Malaspina di Fosdinovo.
L’obiettivo è quello di sperimentare con quest’iniziativa un corto circuito tra l’esperienza virtuale di Nazione Indiana e quella reale del territorio e della sua storia. Ma è anche, e soprattutto, il piacere di far incontrare fra di loro i suoi lettori, commentatori, redattori, autori.
Gli appuntamenti di questi due giorni spazieranno dalla poesia alla narrativa, dalla politica al teatro, dall’arte alla musica, dall’editoria al cinema, proprio come fossero una riproposizione delle pagine quotidiane del blog, dove per una volta la consueta e attiva partecipazione di tutti – autori, curiosi, lettori – sarà reale e concreta.
Non un evento, una manifestazione, un festival, solo un modo di conoscersi, incontrarsi, fare comunità, “corrispondenza di amorosi sensi”.
Una festa, semplicemente.

una sana anormalità

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di Ginevra Bompiani

Come dice Rosetta Loy Cuori infranti, i delitti ci toccano in un modo molto intimo e diseguale, come favole nere della nostra infanzia. I delitti di Erba mi hanno subito toccata in un modo speciale, che proverò a spiegarmi qui.

Distruggere la poesia

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di Marco Rovelli

[Devo ringraziare “seagull” che nei commenti di un post su Nazione Indiana mi ha fatto conoscere il cd “10 in poesia”. Ne ho scritto su l’Unità, e pubblicato il pezzo sul mio blog. I commenti che ne sono seguiti sono memorabili. Evidenti fake, schiera armata mobilitata da qualcuno che stava dietro all’operazione “10 in poesia”, ci hanno dato una dimostrazione pratica di che cos’è la Cultura in questo paese. Leggete il pezzo, ma soprattutto godetevi i commenti]
La scuola va distrutta in ogni ordine e grado, senza risparmio. Ne beneficeranno le scuole private che servono i ricchi del paese dove la forbice della diseguaglianza è tra le più alte al mondo, ne beneficeranno i preti, ma anche chi necessita di un popolo gregge. La Gelmini adempie diligentemente alle direttive. Con ogni mezzo possibile. Tra questi, un cd distribuito in 70mila copie presso le scuole medie di alcune regioni, per far parte del programma di studio. “Musica e parole. 10 in poesia”. L’abominio. Poesie di Foscolo, Leopardi, Ungaretti, Montale – tutte massacrate a colpi di becero pop. Fatte cantare ai divi della tv, da Amici a X Factor a Saranno famosi a Ok il prezzo è giusto.

Kseniya Simonova [ chiedi alla sabbia ]

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www.youtube.com/user/xensand

 
[ Kseniya Simonova – artista ucraina – 24 anni – disegna storie con e sulla sabbia – uscita da un quadro di Chagall lei stessa – con la sua stessa potenza di fantasia e visione – la toglie con le dita e la sparge su una grande lavagna luminosa – raccontando l’invasione nazista e l’occupazione dell’Ucraina durante la Seconda Guerra Mondiale – le emozioni e le storie con la leggerezza dolorosa di un mandala irripetibile ]
 

Vladimír Holan poeta del silenzio

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Vladimír Holan poeta del silenzio

Intervengono Marco Ceriani (poeta e critico, traduttore di Holan)

e

Vlasta Fesslová (traduttrice)

Intermezzo musicale della flautista Jana Jarkovská che eseguirà musiche di Bach

Giovedì 13 Maggio ore 21:00

Salone Acli di vicolo Santa Marta

Saronno

Cassino, Chiara e Cimiteri

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di Helena Janeczek

La terza o quarta volta che vado a Cassino, Chiara Valerio mi aspetta alla stazione per accompagnarmi ai cimiteri. “Andiamo?” chiede.“Aspetta, prima dovrei fare una piccola cosa qui.”

Ci fermiamo al primo binario. Mi giro a destra per cercare il punto dove i maori che ho inventato avrebbero potuto fermarsi per raccogliersi nel ricordo dei caduti.

Il marciapiede è più corto di quanto ricordassi, o immaginassi, e non trovo il muretto che, visto in una foto, mi era parso adatto per farci sistemare il korowai, il mantello di piume che un veterano lascia come coperta ai suoi compagni morti. C’è invece un’aiuola chiusa da un recinto in ferro battuto verniciato di verde, non più alto di una ventina di centimetri, e in mezzo c’è una stele. Dico a Chiara che non lo sapevo, ma non mi stupisce che sia lì, con la sua targa in bronzo dedicata ai soldati neozelandesi. Alla base è appoggiata una corona, come non ne ho mai vista. Niente rami legati in cerchio, avvolti da nastri che recano stemmi e iscrizioni patriottiche: somiglia piuttosto a una ciambella di salvataggio, un salvagente di verde sfrangiato, ornato da un residuo di fiori finti che non si sforzano di imitare fiori veri.

Wan Yanhai lascia la Cina: duro colpo per la lotta all’AIDS

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di Ivan Franceschini – articolo originale su Cineresie.info – foto di Tommaso Bonaventura

Un nuovo drammatico episodio segna i rapporti tra Stato e società civile in Cina. Wan Yanhai, il fondatore di Aizhixing, la nota organizzazione non governativa che si occupa dei problemi dell’HIV, la scorsa settimana ha abbandonato la Cina per rifugiarsi negli Stati Uniti con la famiglia. Parlando con una giornalista del South China Morning Post ha dichiarato: “Prima che lasciassimo la Cina, ero sottoposto ad una grande pressione ed ero minacciato da diversi dipartimenti governativi. Sentivo che la mia sicurezza personale era a rischio e la pressione psicologica era troppo grande, così me ne sono andato per trovare un attimo di respiro”. Un ruolo importante in questa decisione sembra essere stato giocato dalla preoccupazione per la sicurezza della sua famiglia, in particolare per la figlia di quattro anni. Sembra infatti che la polizia più di una volta abbia fatto visita alla sua abitazione privata mentre lui era fuori città.

E-book: Blasi e Bortolotti in dialogo

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[Si pubblica un’intervista di Gherardo Bortolotti a Giulio Blasi sui temi dell’e-book e della distribuzione di contenuti digitali]


Bortolotti: Degli ebook, o libri elettronici, si parla ormai da parecchio ed esistono, da molti anni, software dedicati alla lettura di formati specifici (un esempio per tutti: Microsoft Reader ed il formato .lit). Si è parlato spesso di ebook anche nel caso di documenti in formato PDF o addirittura HTML, quasi implicando che qualunque documento digitale che contenesse qualcosa identificabile come “libro” potesse essere considerato un ebook.

La “volgarissima eloquenza” di Immanuel Casto ovverosia una web-celebrity in un locale di periferia

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di Marco Simonelli

Il Viper è una discoteca fiorentina. Per arrivarci occorre costeggiare l’Arno, in direzione della foce, ben oltre il centro storico. Si attraversa la periferia lungo la via Pistoiese fra residui di vecchi borghi e costruzioni formato caserma sorte negli anni Sessanta. La zona si chiama “le Piagge” ed è un nome che negli ultimi mesi è rimbalzato spesso dai quotidiani locali a quelli nazionali. Proprio qui, infatti, si è svolta la vicenda di Don Santoro, un prete “scomodo”, secondo i vertici ecclesiastici, forse l’ultimo erede di una certa visione cattolica fiorentina che ammetteva la figura del “prete operaio”. Ha avuto l’impudenza di benedire durante una funzione una coppia di anziani. Il problema? La signora era nata uomo. Don Santoro è stato sospeso dal suo incarico, mandato a “riflettere” altrove, nonostante le pubbliche proteste di fedeli e simpatizzanti.

Evergreen: Edoardo Cacciatore

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TRA DUE SEDIE OCCUPATE

di Edoardo Cacciatore

I.
Ritto in piedi tra sedie occupate
Alla raspa di tutti ogni mossa
Dentro un’aula zeppa di odio
Dove verso non c’è di corsìa
Sì dell’uno e dell’altro le parti
Dovrò prendere assurdo non è
Non è in corpo l’Assurdo ambedue
Ospitare a ragione l’avverto
È un azzardo ma merita il torto
Non si tratta a paciere d’agire
Buridano oh l’asino ennesimo
Prima arzillo a incollare il suo carico
Poi dai cani spolpato in un vicolo
Ecco l’ottima vittima a rotoli
Un fu Attilio un fu Regolo va’
Nel dirupo giù rospo espiatorio