di Lanfranco Caminiti
Forse, come dice Berlusconi – a cui piace ricorrere al suo repertorio di latino salesiano – parlando della crisi economica, non è evidente ictu oculi cosa fare. Ma a colpo d’occhio, la stravittoria elettorale di Berlusconi in Sardegna e la crisi apertasi nel Partito democratico con le dimissioni di Veltroni segnano il completamento di un processo e l’instaurazione di una nuova fase, di un nuovo periodo. Il berlusconismo – ormai è senso comune – è stato, è per sua costituzione e suoi strumenti invasivo e pervasivo, assoluto. Non è solo un partito, né solo una coalizione ma la progressiva costruzione di un regime intorno un uomo. Quest’uomo ha sinora stravinto e conquistato gli italiani. Ha stravinto nei periodi di vacche grasse, stravince nei periodi di vacche magre, quando, per paura, insicurezza sull’oggi e il domani e per mancanza di credibili alternative, gli si affolleranno intorno, come sempre accade, con consenso convinto o riluttante, delega assoluta o relativa, fede plaudente o ritrosa.










di Un funzionario