Poesia + Romanzo a Milano (27 febbraio)

dscf35841
Venerdì 27 febbraio – ore 18
Libreria Odradek di Milano

Biagio Cepollaro presenta:

il romanzo di Francesco Forlani Autoreverse
(Ancora del Mediterraneo, Napoli, 2008)
&
il libro di poesia di Andrea Inglese La distrazione
(Sossella, Roma, 2008)

Saranno presenti i due autori che leggeranno brani dei loro libri.

Libreria Odradek
Via principe Eugenio 28
20155 Milano
02 314948

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

Tags:

  24 comments for “Poesia + Romanzo a Milano (27 febbraio)

  1. pasquale vitagliano
    25 febbraio 2009 at 09:43

    In bocca a lupo!

    E’ come se ci fossi. Perché non organizziamo qualcosa in Puglia?

  2. francesco forlani
    25 febbraio 2009 at 09:57

    sarebbe bellissimo!!
    effeffe

  3. lucia cossu
    25 febbraio 2009 at 10:00

    come siete belli…. vogliamo altre foto

  4. véronique vergé
    25 febbraio 2009 at 10:41

    Il mare non bagna Milano, ma con la lettura in orizzonte blu, si vede benissimo le onde della poesia.
    Si sente l’inizio del sole.
    Bella lettura si indovina.
    Porto con me il costume di bagno.

  5. 25 febbraio 2009 at 14:57

    dove possiamo leggerne qualche stralcio?

  6. véronique vergé
    25 febbraio 2009 at 16:11

    Lucia, credo si la memoria non mi scappa, che le foto sono ambiente dell’isola Ischia in aprile, lettura di poeti in mare.
    Le foto sono certo nelle archivi di Ni.
    Si puo ammirare l’aria serio di effeffe e il suo sorriso anche.

  7. 25 febbraio 2009 at 16:22

    ciao o frati! in bocca al lupo per stasera.
    inutile dire che mi mangio gomiti per non poterci mai essere.
    uff….
    un abbraccio.

  8. manuel cohen
    25 febbraio 2009 at 16:57

    Caro Andrea, avrei voluto venire a sentirti a Roma, domani, ma mentre su leggerai, sarò impegnato alla biblioteca Rodari a presentare un neodialettale. Spero in un’altra occasione, buon lavoro.

  9. soldato blu
    25 febbraio 2009 at 18:19

    Io, purtroppo, non conosco ancora Andrea Inglese e quindi non posso dire niente sulla riuscita o meno del suo ritratto fotografico.

    Ma quello che sta con lui non è certamente effeffe.

    L’effeffe che ho conosciuto io, ha perlomeno vent’anni meno dell’EFFEFFE
    che l’immagine dell’articolo vuole spacciare come l’originale.

    L’unico dubbio che mi viene è sulla possibilità, da parte sua, della scoperta di una “Dieta Shift” che, invece dei chili, lo fa dimagrare di anni.

  10. lucia cossu
    25 febbraio 2009 at 18:49

    Véronique grazie delle notizie, e allora doppiamente belli…… Credo soldato blu che come capita ad alcune persone la reattività e disponibilità li rende anche fisicamente molto diversi in pochi momenti. A questo punto vogliamo le ufficiali foto del fotografo mentre si svestivano.

  11. lucia cossu
    25 febbraio 2009 at 18:53

    Véronique, conosci “Il fait dimanche quand tu souris” cantata da Salvador? (molto francese, e senza spocchie deliziosa come le parole che di effeffe dici)

  12. 25 febbraio 2009 at 19:55

    Autoreverse è un bel libro. Ha tutta la profonda leggerezza di quell’adorabile “dandocomunista” di effeffe, che lì “mette in prosa” il “corpo” del suo linguaggio, i suoi due alter ego “François” (l’intellettuale francese) e l'”Angelo Cocchinone” di casapulla/casagiove “emigrante” a Torino. Entrambi alle prese col “corpo” letterario di Pavese e col fantasma della sua “voce”, rincorso per tutte e due le facciate su cui si avvolge e svolge la storia, come un nastro rewind/fastforward. E via coi temi della precarietà e delle solitudini urbane, degli spaesamenti e del “meticciato” che non è solo culturale, ma anche letterario (spruzzatine di godibilissima comicità, e parodia di Conan Doyle nell’irrompere del commissario nell’hotel Roma dopo il furto dei gioielli alla Signora), con un dolcissimo omaggio a Constance Dowling, in passato maschilisticamente vilipesa per il suicidio di Pavese. E poi vi sono un paio di capitoli (quello dell’amore tra Angelo ed Heléna con l’acca e del “prezioso orologio cartier” portato al monte dei pegni assolutamente strepitosi!. Ma non si ride solo….si riflette ridendo e si ride riflettendo. Insomma un effeffe alla ricerca di una lingua “bastarda” (ritmica, dalla verve leggera come la sabbia smossa nel deserto, tiè!). E su tutto, il confronto con l’altra “grande lingua” quella di Pavese (Penso ad alcuni brani da Il Compagno, Il Diavolo sulle Colline). Il che non è poco. E poi l’azione allocata intorno e nei pressi della “stanza feticcio” (la 303 – ahò, vado a memoria, senza controllare – dell’ Hotel Roma) dove sul finire d’agosto del 1950 si suicidò Pavese. Il tutto costruito come il “movimento” di una composizione musicale a due voci (françois e angelo cocchinone), e i necessari “entr’acte”. Insomma, ragà, una bella prova. Dopo la lingua bastardamente poetica dei photoscioperò, apparecchiatevi a gustarvi questo bianchetto delle langhe!
    Mah, avrò esagerato, ma di sicuro Forlani non m’ha pagato!
    Ed è venuta pure la rima.

  13. maria v
    25 febbraio 2009 at 22:12

    ah, mi pareva un déjà vu, …
    accorrete numerosi, faccio pubblicità progresso ;-)
    ho appena avuto l’onore di ascoltare maestro forlani a capua con il gruppo ring ring raja, credo, non so come si scrive, e come sempre è stato un successone ;-)

    Ps: furlèn hai dimeniticato lucky strike e libro feltrinelli nel mio cofano…che faccio? spedisco? o fumo alla tua salute? ;-)

    con tanto affetto,accorrete numerosi, acquistate anche il dubuffet…
    saluti

  14. macondo
    25 febbraio 2009 at 22:26

    A quando la foto intera coi mutandoni e i calzini?

  15. 25 febbraio 2009 at 22:50

    Forse può essere uno spunto il testo-base della presentazione dei nostri due amici, furlen e inglish, in anticipo pubblicato su http://www.cepollaro.splinder.com .
    E’ stata una bella lettura per me. Scrittori e amici di lunghissima data…E anche una bella soddisfazione, come due promesse mantenute, due percorsi giunti a piena maturità…Più che una presentazione sarà una festa, o come direbbe il furlèn, una divinanza…Di questi tempi non è poco. A venerdì, allora, per chi può…
    Biagio Cepollaro

  16. francesca matteoni
    25 febbraio 2009 at 22:50

    @ivan e tutti: qui si possono leggere le note di Biagio Cepollaro ai due libri:
    http://www.cepollaro.splinder.com/archive/2009-02

  17. 26 febbraio 2009 at 09:00

    @ soldato

    della serie: in questa foto ho vent’anni di più…
    @ maria

    rotto il colmo dell’ansa,con un salto
    il Volturno calò giallo, la sua
    piena tra gli scopeti, la disperse
    nelle crete. Laggiù si profilava
    mobile sulle siepi un postiglione
    e apparì su cavalli,
    in una scia di polvere e sonagli.
    Si arrestò pochi istanti, l’equipaggio
    dava scosse, d’attorno volitavano
    farfalle minutissime. Un furtivo
    raggio incendiò di colpo il sughereto
    scotennato, a fatica ripartiva
    la vettura : e tu in fondo che agitavi
    lungamente una sciarpa, la bandiera
    stellata! , e il fiume ingordo s’insabbiava.

    Verso Capua, di Eugenio Montale

    @ Saldan

    Merci quand même

    @ lucia
    andrea ha delle nostro foto en travelot

    @ Verò
    sarai a Milano, nespò?

    @Macondo
    ce la fai a venire? Il post reading sarà in un locale chiamato Stalingrado

    @Cepo
    mèèèèèèèèèèèè!

    @Iglès
    Piiicccciiiuuuuuuuuu!!!!

    effeffe

    effeffe

  18. 26 febbraio 2009 at 10:09

    @natalia
    (colpa d’Inglese)
    distrazione!
    effeffe

  19. 26 febbraio 2009 at 10:15

    Grazie, sto leggendo.. Penso che saranno due miei futuri acquisti.. Probabilmente se ci saranno presentazioni a Torino o a Asti potrei essere presente..

    Saluti,
    Ivan

  20. macondo
    26 febbraio 2009 at 12:07

    @ effeffe,
    volessi, siiii, ma non potessi…
    t’è arrivato il cucciolotto?

  21. liviobo
    27 febbraio 2009 at 06:13

    furlen, complimenti per lo spirito, meno per il corpo… io per fortuna ti ho conosciuto in una fase (successiva) ben più affascinante, con meno chili, e meno capelli spostati sulla schiena

  22. Fabio Teti
    27 febbraio 2009 at 10:14

    Una splendida lettura, Inglese e Giovenale particolarmente efficaci.
    Sperando in una prossima.

  23. Giorgio Di Costanzo (Ischia)
    27 febbraio 2009 at 10:50

    Contro la distrazione
    del tempo presente.
    Poesie di Andrea Inglese

    Marco Rovelli
    All’inizio de La distrazione , il secondo libro di poesie di Andrea Inglese (Sossella, euro 12), l’autore dichiara: «Non posso non raccontare la mia storia». E’ questa una “calamità biografica”: l’impossibile “doversi fare una storia”. «Farla nascere, imprimere un’esasperante lentezza / a questa cosa mai accaduta, mai appianata». Doversela fare, perché la parola è il solo luogo possibile di salvezza (una salvezza che resta intramondana, non si equivochi) dall’esilio cui questo tempo ci condanna. L’esilio della distrazione, della “finzione”, di “favole” che «vanno nel pendio dolce / a un civilissimo e meditato schianto»: «Quello che ci serve anche ci consuma, / quello che amiamo ci devasta, / ma con lentezza, nei pomeriggi /assolati, con estrema calma, /entrando dai pori, dalle labbra, / dalle pupille, dalle parole soffiate / che assorbiamo e crediamo vere».
    All’esilio della distrazione ci condanna anche lo spazio. Nei versi di Inglese lo spazio della città è il luogo del dissolvimento dei legami – un dissolvimento che si riverbera anche nell’intimità degli spazi privati («gli abitanti stupefatti / attendono che l’esterno si disfi»). A questo paesaggio desertico, Inglese oppone una poetica “anti-lirica” che pare mimare, per scartarne immediatamente, l’inabitabile disarmonico spazio del mondo. (E la dichiarazione genealogica sta nell’esergo di Bartolo Cattafi: «è tutto mare / altissimo mare, / te la sogni la terra»).
    Moltissimi oggetti si accumulano nei versi di Inglese: elenchi che sono veri e propri esercizi di “attenzione” – una vigilanza, una veglia dello sguardo spalancato che è l’unica arma contro la “distrazione” del tempo presente. Quegli oggetti, mediati dallo sguardo dell’autore, si levano allo sguardo del lettore come raggelati, appaiono colti nella luce di una dimenticanza, di un abbandono. E allora trasceglierli uno ad uno, enumerarli, nominarli è richiamarli in vita, e far scorrere di nuovo in loro il senso, come sangue. Restituirgli vita, dunque, sarà restituire vita a noi stessi. Questa è la «nube di futuro». «Il momento che ci aspetta».

    27/02/2009 – “Liberazione”

  24. veronique verge
    28 febbraio 2009 at 11:13

    Grazie mille per la lettura. Era poetica, magica. Ringrazio con il mio cuore il grande effeffe che mi ha incantata. Sa dare bellezza alla vita. Ho potuto incontrare belle personne.
    Ringrazio per mi avere accompagnata alla stazione: un caro saluto dalla mia parte e anche a Franco Buffoni.
    Ringrazio anche Giulia per la sua bella attenzione dei dolci.
    Spero che il mio commento passa, perche ho problema con la mia boite email.

Comments are closed.