a Franzisko e Franzone: poli francescani della mia idiozia
Il faro dell’illuminismo lombardo, ossia il quotidiano di Varese «La Prealpina», pubblicava il 10 luglio scorso un’interessante analisi del celebre elzevirista Boni, che scriveva in un editoriale intitolato Italia paese poco sicuro: “Nove persone su dieci si dicono preoccupate per il crescente numero di episodi di criminalità e ritengono che l’Italia sia diventata un Paese poco sicuro. Un clima di incertezza che si concentra maggiormente nelle regioni del Nord, quelle con la percentuale più alta di migranti.” Mi sia permesso di dire che la visione di Boni è del tutto ottimistica. Credo sia ora di affrontare il problema alla radice: non solo il Nord, non solo l’Italia, ma il pianeta tutto è in larga misura fuori dal nostro controllo. Il pianeta non è più un posto sicuro. Non è più un luogo dove portare a passeggio i propri bambini.
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Il pianeta è un posto poco sicuro, non può essere del tutto rassicurato, il pianeta manca di sicurezza. (Ha un carattere debole, esita, è sfiduciato.)
Il pianeta è un posto poco sicuro, meglio sarebbe stare chiusi in casa, ma stando attenti a non rimanere chiusi dentro. (Meglio stare chiusi fuori, potendo nel caso scappare dentro. [Quelli rimasti dentro, spesso sono stati estratti fuori quasi morti. Senza contare i murati vivi.]).
Il pianeta è un posto poco sicuro, va illuminato meglio, anche dietro al muro, o sopra, nelle siepi, sott’acqua, dove regna, di notte, il lato oscuro, lì si deve intervenire con fari e lampi, ma senza accecare, senza esagerare. (Ci sono stati casi, molti, di sbandamento, salto di corsia, frontale secco, per via dei lampeggianti, delle luminarie disseminate ovunque, anche tra i sedili, o tra i piedi, nella bocca dei cani randagi.)
Il pianeta è un posto poco sicuro, tira un sacco d’aria, che colpisce la faringe, poi i polmoni, la colonna vertebrale, il collo, i bulbi oculari. È consigliabile coprirsi, ma coprire soprattutto, con teli impermeabili e gran tendaggi di feltro, e doppi vetri, strisce di nastro adesivo lungo le fessure, anche sulla bocca del compagno, da dove sale un venticello malizioso. (Attenzione, però, il proprio respiro, benché rischioso in luoghi umidi, è ritenuto comunque necessario.)
Il pianeta è un posto poco sicuro, per via dei finti cibi, autenticamente artificiali, ma contraffatti dopo, artificiosamente, da falsari senza dubbio orientali. (Polli allevati a siringate di veri antibiotici, contraffatti da polli siringati da antibiotici scaduti; polli che ingozzano soia veramente modificata, contraffatti da polli che ingozzano approssimazioni di soia poco identificata.)
Il pianeta è un posto poco sicuro, in quanto lo straniero entra come vuole nel paese, persino ci vive lavorando tanto, dormendo poco, e mangiando male. Questo primitivismo va corretto, lo straniero educato, piegato alle regole, al contratto giusto: e cibo buono, cappotto bello, auto fiammante. (Col rischio dello straniero ricco e altezzoso, e dell’indigeno porco e povero: quello che schifosamente usa tovagliolo e forchetta, quest’altro che pateticamente si sputa in mano e si liscia i cappelli.)
Ogni giorno, sul nostro pianeta, avvengono terribili, ingiustificati, incidenti di cui sono vittime uomini, donne, vecchi e bambini. Senza parlare di cos’accade alle lucertole o ai bufali muschiati, e alle tante altre bestie, sprovviste di protezione sanitaria, mense della Caritas e caserme dei carabinieri.
Ogni giorno migliaia di persone rimangono intrappolate in un lenzuolo, cadono in trance alla vista di un gatto, svengono durante la festa del loro compleanno, si prendono a sberle prima di addormentarsi, rimangono incastrate tra due rami mentre colgono ciliegie, s’infilano per errore un attaccapanni in gola, si feriscono con un pettine di plastica, vengono accecate da corvi che le scambiano per impiccati, perdono un piede per aver stretto esageratamente i lacci delle scarpe, soffocano facendo la doccia, cadono ipnotizzati girando il volante dell’auto, si evirano tentando di masturbarsi con un aspirapolvere, muoiono di fame perché a quell’ora i ristoranti erano chiusi, muoiono di freddo essendosi addormentati in cantina, asfissiano ingoiando una fetta di melone senza togliere la scorza, muoiono per il malocchio, perdono l’uso della parola cercando di ricordare una poesia imparata a scuola, si ammazzano per dimostrare agli altri che non scherzano, prendono fuoco misteriosamente, sono colpiti da radiazioni vaganti, dissanguati per ferite da ventaglio, amputati per un malinteso chirurgico, uccisi per motivi gravi e personali.
C’È ANCHE IL RISCHIO DEL PERICOLO
Attenti! È troppo pericoloso rischiare, e chi vive è ostaggio di molti rischi pericolosi.
DANGER DANGER ha scritto la gioventù più consapevole.
DANGER DANGER ha scritto con grande maturità
DANGER DANGER sulla schiena dei propri genitori
C’è il pericolo della bistecca marcia del latte tagliato della calza spaiata del martello sul ginocchio della ciabatta ad imbuto del mandarino con dentro il chiodo del dio carogna della nuova Bisanzio della corsa all’atletismo della frenesia per il ribes del cazzo che non monta del cazzo che non smonta delle formazione eterna del meteorite finale della droga che non fa male e non dà dipendenza della poesia fannullona del rischiare meno raschiando tutto del cazzo morto per preservativo contraffatto della bocca morta per cazzo contraffatto dell’uomo morto per cognome contraffatto della contraffazione del caviale della contraffazione delle feci del finto cane veramente lupo della finto criceto veramente ratto del finto marito veramente bestia del controllo mentale del controllo rettale dei cagatori incontrollati
POI C’È IL RISCHIO DI LEGGERE LE STATISTICHE
In Italia si calcola che un bambino di meno di 14 anni muore accidentalmente ogni tre ore.
Su 100 morti accidentali di bambini da sei mesi a nove anni, un terzo muore per incidenti del traffico stradale, ma i due terzi restanti per INCIDENTI DOMESTICI.
Sottovalutare gli incidenti domestici è come tagliare la gola ad un prete disperato.
La casa appare come un luogo falsamente sicuro. (Paradossalmente un budello di miniera è meno pericoloso.)
Messi in ordine di maggiore frequenza, gli incidenti domestici si definiscono come
– cadute e traumi
– intossicazioni
– ustioni
– asfissie, soffocamenti, annegamenti
– scariche elettriche
– eventi imponderabili
– malocchio
I bambini sono facilmente soggetti a cadute:
– da un luogo elevato (seggiolone, letto a castello, balcone, finestra, spalle di un adulto, quadrupede domestico, scala a pioli, altalena)
– su suolo duro (cortile della ricreazione, caduta dalla bicicletta, sulla strada)
– con slancio (bicicletta, pattini, skate, monopattino, dorso di un amico).
I traumi cranici sono gravissimi quando sono accompagnati dai seguenti fenomeni:
– perdita di conoscenza al momento della caduta, anche se molto breve
– vomito o mal di testa
– stato di sonnolenza secondaria
– vociferazione in lingue sconosciute
– allucinazioni visive o uditive con comparsa di ruote infuocate e suono di cembali
– perdite di sangue dal naso o dalle orecchie
– fame aggressiva
– desiderio di mostrarsi molto più ricchi e potenti dei propri genitori
– evocazione di dottrine sull’origine del male
E L’INCIDENTE DOMESTICO NON È IL PIÙ RISCHIOSO: LEGGETEVI DUE RIGHE SUGLI INCIDENTI ALIMENTARI
Si è parlato recentemente del rischio di bere latte mescolato con spremute di coratella, o latte vaioloso, o latte che fa letteralmente schifo. Si è anche avvisato il paese del rischio di utilizzare un dentifricio di marca contraffatta, che potrebbe contenere sostanze tossiche. MA SIETE AL CORRENTE DELLE STIME AVANZATE DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ?
Secondo l’OMS ancor oggi 110.000 persone in tutto il mondo mangiano ogni giorno merda. Merda vera, escrementi umani. Il 40% di coloro che ogni giorno mangiano merda lo fanno per ignoranza, ossia sono convinti che la merda sia una sostanza gradevole e commestibile. Ma almeno il 25% mangia merda per distrazione, ossia scambiandola per una sostanza commestibile. Un buon 8% mangia merda in piena consapevolezza pur essendone disgustato, ma lo fa per motivi religiosi. E mi dispiace dirlo, ma i cattolici che mangiano merda per ragioni dottrinarie sono più numerosi, fatte le debite proporzioni, dei protestanti, degli ortodossi e degli stessi musulmani. La cosa che forse rattrista di più è che tra tutti i mangiatori di merda quotidiani solo il 5% lo fa unicamente per deliberato piacere (4% mangiano merda per rafforzarsi; 4% senza nessun motivo; 10% per risparmiare sulla spesa).
Se ci spostiamo su di un evento assai meno sgradevole che l’ingoiare feci umane, ma comunque non attraente, quale il cagarsi addosso, ci rendiamo conto dell’enormità del fenomeno. Nel solo Belpaese, benché non se ne parli mai sui massmedia, ben 800 persone adulte si defecano addosso ogni giorno. In questa cifra sono compresi anche coloro che già hanno varcato la soglia di un bagno pubblico o privato. Sono invece esclusi da questa cifra coloro che si defecano addosso per goffaggine, intempestività o mancanza di mira, una volta che hanno già sbottonato i pantaloni o sollevato la gonna, in prossimità della tazza del cesso. Stiamo quindi parlando soprattutto di gente che si caga addosso per errore, distrazione, calcolo impreciso, a casa, in ufficio, sui mezzi pubblici, in discoteca, per strada.
Ora che sono rese pubbliche queste cifre, io penso che nessuno potrà sentirsi sicuro non solo a casa propria, ma per così dire nel proprio corpo. Inoltre, ciò che rende più inquietante queste statistiche sta nel fatto che la merda con cui entriamo in contatto (per ingestione – nel primo caso – o per sfregamento – nel secondo) dipende non dall’azione violenta di qualcuno su di noi. Molto inferiori sono le cifre di coloro che nel mondo sono obbligati a mangiare feci o che vengono colpiti dalle feci altrui (attraverso un lancio o un tranello).
TAKE CARE : DON’T EAT SHIT !
NE MANGEZ PAS VOTRE MERDE NI CELLE D’AUTRUI !
PRIMA DI MANGIARE, ASSAGGIATE SEMPRE QUELLO CHE AVETE NEL PIATTO!
(Foto di un classico incidente domestico: strangolamento e soffocamento con lenzuolo notturno.)
MA SOPRATUTTO C’È IL PERICOLO DELLA PAURA
(IL PIANETA È UN POSTO PAUROSO)
La paura di sbattere la porta di camminare a piedi nudi di mettere i piedi nelle scarpe di guardare il sole di non vedere niente di respirare di un esaurimento dell’ossigeno di aver mangiato la cotoletta di maiale rossa che porta la tenia di non trovare che carne marcia da mangiare di inghiottire lamette da barba di non ingoiare più aria di entrare nella botola di uscire dalla lavatrice di essere mangiato vivo dai parenti di dover mangiare crudi tutti i figli di dover inculare il proprio nonno di farsi masturbare da gesù bambino di bere per sbaglio l’antigelo ghiacciato di cadere di faccia nel ragù bollente di essere rapiti dagli alieni di essere violentati dagli alieni di dover mangiare il cibo degli alieni di dover conversare tutto il pomeriggio con gli alieni di non incontrare mai gli alieni E POI C’È IL PERICOLO DI PAURE ANCORA PIÙ PAUROSE La paura di morire nudi di rimanere mezzi morti e mezzi vivi di morire per finta poi si scopre che è per davvero di morire ancor prima di nascere di nascere zombie di nascere dalla propria madre di nascere con i piedi trasparenti di rimanere intrappolato in un dipartimento universitario di dover scontare un ergastolo con un professore universitario di essere nato scemo ma nessuno lo dice per cortesia di diventare scemo a forza di stare con gli scemi di essere completamente pazzo di essere l’unico a non essere pazzo di fare a botte con il papa di cadere vittima di una truffa escogitata da se stessi di perdere la calma davanti a un bicchiere di vino di acquistare la calma solo davanti a una bottiglia di vino di amare la droga più che se stessi di porgere alla droga l’altro braccio di amare la droga d’altri di pensare che la droga non fa la felicità di fare l’amore nudo di fare l’amore con l’abito della prima comunione di fare l’amore con tutta la propria famiglia di fare l’amore con il cadavere di Petrarca di leccare un piede di leccare una donna mestruata di farsi leccare da un gruppo di carmelitane scalze di svegliarsi dentro la testa di un arabo di diventare il più grande cantante ma in arabo di calzare le ciabatte di un musulmano di far mangiare porchetta a venti musulmani del fiato di un ebreo di diventare tirchio come un ebreo del nero della pelle di un africano di diventare pigro come un africano della pronuncia di un calabrese di mangiare piccante come un calabrese di avere le sopraciglia napoletane di diventare ladro come un napoletano della pelle gialla dei cinesi di lavorare tutta la vita come un cinese di avere un cervello statunitense di diventare simpatico come uno statunitense di avere le orecchie abruzzesi di parlare il dialetto veneziano di mangiare come un pugliese di andare al cesso come un romano di divertirsi come un milanese di diventare omosessuale per sbaglio di essere manipolato da un circolo di femministe di nascere biondo di avere le unghie che crescono già da vivo di cagare delle murene di cagare il pancreas di cagare un feto di mettere il piede dentro l’ano di un mostro
(Il servizio fotografico, porco incluso, è stato realizzato interamente a spese dell’autore.)










