di Christian Raimo
Nel luglio 2001 stava morendo mio nonno. Non andai a Genova. Avevo altre ragioni per andare e altre per non andare. Paura, pigrizia, obblighi civili. Un mio amico scrittore quarantenne cercava di convincermi: “Andiamo, si rimorchierà che non hai idea”. La sera della Diaz ero nel retro di una macchina, alla radio parlavano confusamente di quello che succedeva. Mi venne una strana paura, e un principio di quel senso di improvvisa caduta dall’astrattezza di giorni noiosi alla preganza di un evento storico. Mi sentii, come poche altre volte, forse più di ogni altra volta, italiano.








