
di Francesca Genti
BISCOTTO SECCO A FORMA DI ANIMALE
fatto con uova di coltivazione
fatto con tuorli senza sapore
con latte a lunga conservazione.
in stampini a forma di leone
di gatto lince zebra e cane
di orso panda mucca alligatore.
di Dario Voltolini

Causa vinta per Carla Benedetti. Il Giudice respinge la richiesta di Pedullà.
di Marco Rovelli
Uno sguardo azzurro, sorpreso da una foto tessera. Gli anni – diciannove – che non compaiono sul volto. Ma stanno tutti dentro, e sono molti di più.
In Marocco quegli anni non c’erano ancora. Abdelali se li è venuti a prendere in Italia. Ha raggiunto il padre, che si è messo in regola. Anche lui può stare qui, adesso.
Abdelali fa amicizia, s’impara presto a stare nelle strade di una città nuova che ti nutre. Abdelali impara a stare nei carruggi di Genova. E’ un ragazzo come gli altri, agli altri è legato dall’età, il confine di stato si fa presto a dimenticarlo. Basta un gesto per abbatterlo, e Abdelali ne fa tanti di gesti che lo accomunano agli altri. Come quello di arrotolarsi una sigaretta di hashish, come quello di comprare un po’ di più di fumo per rivenderlo e potersi permettere qualche piccolo piacere. Tanto più che il corpo di Abdelali comincia a prendersi anni troppo velocemente: lo stomaco a volte si piega dal dolore, e vomita sangue. In ospedale lo trattengono, e per un po’ quella è la sua dimora. Lo operano in fretta, gli aprono la pancia, poi lo sottopongono a sedute interminabili.
di Massimiliano Governi

Roberto, cinque anni fa, a settembre, è morto Sandro Onofri. A te ho parlato spesso di lui – via email, e anche l’unica volta che ci siamo visti – e non so perché. Forse perché collabori a quello che era il suo giornale, il giornale che lui, insieme ad altri, ha fondato. Ti ho raccontato anche quella mia assurda avventura ospedaliera.
di Sergio Nelli
Ormai da tre anni una coppia di pipistrelli torna ad abitare una delle finestre della mia casa nell’oltrarno fiorentino. Vivono una parte della stagione nella zona di scorrimento di persiane incassate che si sono bloccate da tempo e che io lascio fare perché si tratta di una stanza in cui non si dorme. E’ la finestra di fronte al mio tavolo da lavoro e vicina all’apparecchio televisivo.
Tutti noi, mio figlio, M. e io, ci siamo abituati a questa presenza estiva, che ci rivela il guano sul davanzale e gli svolazzi crepuscolari e notturni.
La sera spesso guardiamo la televisione e mentre siamo lì sul divano, illuminati dal lucore del video, i pipistrelli vanno e vengono secondo tempi per noi imprevedibili e misteriosi. Sembrano concentrare la loro attività in momenti di caccia frenetica per poi scomparire come felini sazi dopo un abbondante banchetto.
A volte non si vedono per giorni, per settimane, come se avessero una seconda dimora.
di Piero Vereni
Non sono ancora le sei di mattina, e aspetto il 105 all’altezza di Torpignattara. Ho sonno, sono come al solito un po’ scocciato per questa gestione casuale dei tempi. Vengo dalla terraferma veneziana degli anni Settanta, dove gli orari di autobus e vaporetti erano filastrocche che imparavamo da bambini (cinque-venticinque-quaranta-cinquantacinque, sei-ventuno-trentasei-cinquantuno) e che ci hanno addestrati all’idea che ci sia una correlazione tra i nostri fini (arrivare in orario) e i mezzi (pubblici) per ottenerli. Trasferitomi a Roma a metà degli anni Ottanta, ricordo lo sbigottimento irritato dell’addetto Atac cui mi rivolsi per sapere quale fosse l’orario dello zerouno: “Orario de che? Quanno ce sta, parte”.
Intervista ad Alessandro Bergonzoni
di Federica Fracassi e Jacopo Guerriero
Con geologica velocità continua la nostra serie di incontri con i Comici (da notare la “C” maiuscola). Buona lettura
Costruzione del Museo
Nel cratere che trovammo di fianco alla strada
qualcosa sarebbe entrato alla fine
Nomi che vedemmo sillabati al contrario
Nella sabbia trovammo una tavoletta
Nei crateri delle bombe
che sono intelligenti potremmo trovare una mano
È la mano che scrive
la mano che sogna un cratere
a sinistra e a destra di ciascuna mano
La maggioranza di centro-destra ha bocciato al Senato lo stanziamento di 3 milioni di euro per le celebrazioni del 60° della Resistenza e della Liberazione, e contemporaneamente votato il riconoscimento di “militare belligerante” per gli ex repubblichini di Salò. Quello che segue è l’appello dell’ANPI ad aderire alla sottoscrizione nazionale.
***
C’è chi vuole farla finita con la Resistenza
Più forza all’ANPI, più forza alla memoria,
più forza alle battaglie per la democrazia
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) è stata costituita nel giugno 1944, quando era ancora in corso la guerra di Liberazione dall’occupante nazista e dalla dittatura fascista.
di Roberto Saviano
Hanno ucciso il giornalista collaboratore di DIARIO Enzo Baldoni. Era andato in Iraq con la Croce Rossa per aiutare una popolazione costretta allo stremo, aveva utilizzato il suo ruolo di volontario per raccontare ciò che gli uffici stampa dei Marines (quelli che i giornalisti Mediaset e RAI usano come fonte principale delle loro notizie) preferiscono tacere. Era un uomo interessato alla vita e forse questo l’ha reso pericoloso.
Intervista a Mauro Curradi
di Roberto Saviano
La riscoperta di Mauro Curradi (Pisa, 1925) è stata una piacevole nota dell’editoria italiana. Scrittore di grande qualità, Curradi è uno dei rarissimi narratori italiani ad aver analizzato e conosciuto il continente africano. In questa intervista avvenuta nella sua confortevole casa romana, Curradi passa in rassegna la sua esperienza africana ma non soltanto. Parla del mondo borghese in cui è nato, del suo rapporto con Aldo Palazzeschi, delle leggi razziali degli anni Trenta. Un affresco completo della sua vita di uomo e soprattutto un’immersione nella sua opera letteraria.
(Lello Voce mi ha inviato questa lettera aperta, che pubblico volentieri, con una personale noticina a pié di pagina. A. I.)
di Lello Voce
Io sono contrario al copyright. Lo aborro. Ciò non toglie che pensi che chiunque copi le idee altrui, o si impossessi degli scritti degli altri, delle loro iniziative, in modo fraudolento, distorcendole e infangandole, sia un pessimo soggetto. E’ falso ed ipocrita, per dirla con evangelica litote.
Per questo, dopo molti mesi di pazienza, ho deciso che era arrivato il momento di dire basta.
Signori di Interrete giù le zampe dal Poetry Slam! E giù le zampe da ciò che scrivo!
Ma vi faccio un sunto dell’intera faccenda, prima di proseguire…

È on-line il primo numero del nuovo corso de l’Ulisse, rivista di poesia e di pratica culturale diretta da Alessandro Broggi, Carlo Dentali e Stefano Salvi. La pubblicazione web, a cadenza trimestrale e dal taglio sempre monografico, affronterà via via diversi argomenti legati alla scrittura in versi e alla cultura contemporanea, in forma di inchieste, dibattiti e approfondimenti. Sarà luogo di incontro nel dibattito on-line nel campo delle arti. Il primo numero verte sul tema “La generazione più recente della poesia italiana” e vanta diverse collaborazioni. Per accedervi è sufficiente entrare nel sito lietocolle che la ospita, e cliccare sull’apposito link.
di Czeslaw Milosz

Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E nonostante ciò che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetizzare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me girovagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i miseri del mondo.
Sorrido e sto in silenzio. Ormai sono al riparo.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo è ciò mi riesce bene.
Traduzione di Roberto Saviano

A volte sono un bastardo e a volte un buono;
a volte non so neppure come io sono.
Mi piace qualunque cosa che è proibita,
ma vivo di cose semplici, vivo la vita.
Io donne ne ho avute tante che mi han capito
e altre che in malafede mi han ferito.
Ma è arrivato giusto per me il momento
per dire come io sono, come io sento.
Ti dirò:
impresto l’anima o il cuore;
sono un pirata ed un signore,
più amor proprio che pudore.
Ti dirò:
amo la luna e amo il sole;
sono un pirata ed un signore
professionista nell’amore.
C’è chi mi dice adesso che son più uomo
e là dove condannavo oggi perdono.
Non vado a un appuntamento senza un fiore,
ma non confondo il sesso con l’amore.
Non vado a un appuntamento senza un fiore,
ma non confondo il sesso con l’amore.
Ti dirò:
impresto l’anima o il cuore;
sono un pirata ed un signore,
più amor proprio che pudore…
Ti dirò:
amo la luna e amo il sole;
sono un pirata ed un signore
professionista nell’amore.
Sono un pirata sono un signore
[Soy un truhán, soy un señor – 1978]
Julio Iglesias – M. de la Calva – Ramón Arcusa – G. Belfiore
di Helena Janeczek

Perché la violenza di Abu Ghraib e la violenza delle decapitazioni sembra coincidere come mai prima con la pornografia? Perché è fotografata e filmata. Questa è la prima risposta, quella che infatti hanno dato tutti.

Di Andrea Inglese
Come definire il lavoro di Michael Moore? Giornalismo situazionista? Documentario decostruzionista? Cinema-verità? O più semplicemente, controinformazione? Ma Fahrenheit 9/11 è un documentario, una registrazione della realtà o una sua forma di manifestazione? Certo, per alcuni snob di sinistra o di estrema sinistra, il problema non si pone neppure: la capacità di Moore di raggiungere con efficacia un vasto pubblico, già sancisce la sua irrilevanza. “Già lo sapevamo, già sapevamo tutto”, dicono. Il principio dello snobismo, anche in politica, è la capacità di distinguersi dagli altri, di possedere qualcosa di esclusivo (la verità degli eletti contro la menzogna delle maggioranze). Ma se tralasciamo questo tipo di atteggiamento, Fahrenheit 9/11 non può non sembrarci un prodotto raro, anomalo, proprio in virtù della sua naturale tendenza a valicare categorie e schemi.
Storia di camorra politica nell’Italia dimenticata.
di Roberto Saviano
Trasite e’ pann’ ca chiove!
Marano è una città a Nord di Napoli. Una città di catrame e cemento, identica a mille altre, un luogo della periferia meridionale, nato a ridosso della grande città. Marano è una città ricca, densa di palazzi, ristoranti, alberghi per matrimoni. Agglomerati condominiali spuntati come funghi negli anni novanta troneggiano come corona alla periferia della periferia, condomini strozzati di cemento svettano ai lati di fastose ville a più piani con piscina in giardino, decine di mastini dietro i cancelli e le telecamere alla porta.