Tag: mariagiorgia ulbar

Lighea

Mariagiorgia Ulbar

 

(Lighea è la sirena del racconto di Tomasi di Lampedusa. Il rimando al nome è un ricordo di quel personaggio incontrato anni addietro, che era una donna e nello stesso tempo non lo era, e veniva raccontato come emblema dell’amore: incomprensibile, inenarrabile, indimenticabile e presto perduto.… Leggi il resto »

CaLibro 2016, Festival di Letture a Città di Castello [31 marzo – 3 aprile]

Da giovedì 31 marzo a domenica 3 aprile 2016 torna CaLibro – Festival di letture a Città di Castello.

La quarta edizione di CaLibro è ormai alle porte: il Festival di letture, organizzato dall’Associazione culturale “Il Fondino”, grazie anche al sostegno e al patrocinio del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, sarà caratterizzato dalla presenza di ospiti prestigiosi e iniziative coinvolgenti che interesseranno un vasto pubblico: dai più piccoli ai più grandi, dagli appassionati di narrativa e di poesia, a quelli di ciclismo, spaziando dalla musica all’arte grafica.… Leggi il resto »

Light-Poetry (il tempo qui non vale niente)

testi di Mariagiorgia Ulbar
fotografie di Gaetano Bellone

 

C’era una volta

1

Una stanza per stare seduti
in cui io mi sdraiavo.
Da un ingresso di vetro
persone entravano e uscivano.
Io rivedo con occhi velati
e pupille che guardano dentro
primavere snervanti, erbe già marcescenti
così tenere acerbe grafie
che desidero ancora toccare.

Dove tornano i mondi immaginari

Francesca Matteoni

“Ci aiuta a vedere il mondo reale/ visualizzare un mondo fantastico” ha scritto il poeta americano Wallace Stevens. Il mondo fantastico in cui ci spingiamo ha un rapporto di prossimità con il nostro contingente, avviene in quel luogo dove l’altrove, preconizzato più che manifesto, si incontra con la comune quotidianità – il noto si confonde con l’ignoto, in una zona di confine che non separa affatto, ma si lascia più volte attraversare.… Leggi il resto »

NUOVI INQUADERNATI 4.

MARIAGIORGIA ULBAR

Sarai anche tu un invitato
al “funeral blues” che non ti aspetti
per le volte, tutte, in cui hai scosso
la testa per non essere coinvolto.
Verranno a battere i gabbiani lunghi
le loro ali anche lontano
dai luoghi di mare che sappiamo,
sulle paludi batteranno, sulle foreste
su ogni città cadente che hai tracciato
con una mano sbagliata su una carta.… Leggi il resto »

Grano blu, un fumetto di Anke Feuchtenberger. Segno, senso e significato.

di Mariagiorgia Ulbar

Non so quale sia il nume che controlla le deformazioni della mente che ci rendono un tipo di lettore oppure un altro, quale sia il nume che regola il nostro personale Parnaso di ricezione di un’opera. Ma se non volessimo andare a scomodare gli dei arrischiandoci in domande –possibili peccati di Hybris, possiamo metterci a scavare nel territorio terroso della teoria della ricezione, interrogare e trovare reperti che ci rispondano: un’esperienza personale, un fatto di storia, un rito, il mito, l’appartenenza ad una tradizione letteraria, l’individuale capacità di sogno o visione, altrimenti detto: la pesca paradigmatica nel pozzo del sé e la spontanea reazione del nostro cervello che crea immagini rispondendo ad uno stimolo.… Leggi il resto »