Archivi dei tag: Andrea Raos

Siamo sempre stati separati. Terzo quadro: Rebecca

di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- E quando eri a Parigi, avevi nostalgia, di dove venivi?
- Beh, ero piccola.
Avevo dodici anni.
- E la città, non ti piaceva Parigi, all’inizio, quando
sei arrivata?
- Sì, Parigi non mi piaceva.
Non mi è mai piaciuta credo,
credo che non mi è mai piaciuta.
- Ti mancava dov’eri prima?
- Mi mancava,
mi dicevo a [...]

Siamo sempre stati separati. Secondo quadro: Nella stanza della signora anziana: Il Sud

di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- Oh! Era tanto tempo fa!
Era di notte.
Era di notte in treno.
Oh! Quanto durava!
La prima volta era…
Oh! dovrei ricordarmi!
Millenovecento…
- Dopo la guerra o prima della guerra?
- Eh?
- Era dopo la guerra o prima della guerra?
- Dopo.
- E com’era?
- La guerra del 45?
- No, quando sei arrivata nel Sud, la prima [...]

Siamo sempre stati separati. Primo quadro: Mio papà, la guerra del 14, i balli, i libri

di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
Una casa di riposo, un pomeriggio d’estate.
La biblioteca della casa di riposo.
La ragazza prepara il materiale per registrare la signora anziana.
- Ecco.
- È pronto?
- Sì, sì.
- Te ne intendi, tu, di quegli affari?
- Boh, no, non tanto.
- Ma sì dai, un po’ sì.
- Oh, sì, un po’.
- Un po’.

PP

(estratto)
di Laurent Grisel
traduzione di Andrea Raos
noi, genia di combustione lenta -
intanto che viviamo - sappiamo
la stranezza di ciò: l’inammissibile
estraneità del fuoco. Distruzione
dell’uomo in quanto legame, l’orrore di
essere ridotti a una danza di atomi.

Siamo sempre stati separati, di Sarah Kéryna - Indice

1. Primo quadro: Mio papà, la guerra del 14, i balli, i libri
2. Secondo quadro: Nella stanza della signora anziana: Il Sud
3. Terzo quadro: Rebecca
4. Quarto quadro: Gli uomini
5. Quinto quadro: La fatica
6. Sesto quadro: Campoformio
7. Settimo quadro: (dopo pranzo) Il Fronte Popolare
8. Ottavo quadro: Le donne
9. Nono quadro: Carmen, le carte
10. Decimo quadro: Roques-Hautes

Litania della poesia

di dj Raos & Inglese MC
C’è poeta e poeta (poesia
e poesia) come prozia
e prozia (pota e priorìa)
poema e prossema, poetare
e pietire. E c’è critica e critica
di vaglia e di voglia,
militante ed aitante, c’è cosa
e cosa, (scusa e posa), e il rhum
e la rima, la strofa e la scrofa.

Azioni Poetiche

Dossier sulla poesia italiana contemporanea della rivista francese Action poétique, n. 177, settembre 2004
Franco Buffoni, Gabriele Frasca, Giuliano Mesa, Biagio Cepollaro, Aldo Nove, Andrea Inglese, Marco Giovenale, Florinda Fusco, Massimo Sannelli, Flavio Santi - con un disegno originale di Mattia Paganelli
Introduzione
Tondi di Andrea Raos e corsivi di Andrea Inglese
Nel 1994, appena prima di morire, Franco [...]

mp 3.1 - Professor Bad Trip

di Andrea Raos
Da troppo amare, quanto amara
l’arte dei vecchi, alla quale non si arriva.
Si muore prima, non pensare che per sé
arriva.

prendere corpo

da La fine del mondo (1969)
di Gherasim Luca, tradotto da Andrea Raos
Io ti floro
tu mi fauni
Io ti scorzo
io ti porto
e ti finestro
tu mi ossi
tu mi oceani
tu mi audaci
tu mi meteoriti

Il diario del siamese (1)

Liliane Giraudon
Un capitolo di La fiancée de Makhno (2004)
tradotto da Andrea Raos
Una frase deve ogni giorno venire puntata. Ma non sul mondo che attraverso, né su me stesso. “Ossèrvati è la parola del serpente”. Franz aveva ragione. Osservarmi, ora che lei non fa più parte del mio corpo, sarebbe tempo perso. Annotare ogni giorno qualche [...]

Tre sonetti

di Jacques Roubaud tradotti da Andrea Raos

(Dispatrio è una rubrica dedicata a prime traduzioni di autori stranieri non ancora pubblicate in Italia né su rivista né su volume; consideriamo prime traduzioni anche nuove e inedite traduzioni di testi già apparsi in italiano)
2.4.3. vista
sette
il tempo fugge il tempo, il tempo è come larva
il tempo è l’inconscio della [...]

Sono davvero irritato, mi urta…

di Andrea Raos
Sono davvero colpito, profondamente irritato, mi urta l’assurda, nonché (dato il momento storico che viviamo) colpevole genericità di molti interventi recenti sulle culture ed i paesi del Vicino Oriente. In particolare, e semplificando molto, mi sconcerta che si insista a dire “l’Islam” (sempre al singolare!), “i musulmani”, per descrivere universi di tale [...]

Muta 2 lingua

di Andrea Raos
leggo un brano da Hans Henny Jahnn, Die Niederschrift des Gustav Anias Horn, 2 (Fluss ohne Ufer, III), 1936-1945:
«Il plancton nutre gli abitanti degli abissi. Nessuna luce vi penetra. Di conseguenza, non vi si trovano piante. Ma minuscoli cadaveri di animali e d’alghe scendono a pioggia in questa nera immobilità. Ciò che muore [...]

canyouhearmedoctor

Andrea Raos
“Doctor? Can you hear me, Doctor? Can you hear me?”
Quasi tutte le mattine andavo a consultare la posta elettronica in un internet-café vicino al parco. È uno di quei posti dove si può anche telefonare in paesi lontani spendendo meno che con la Telecom (senza contare che c’è anche gente che non [...]

MUTA, LINGUA

Andrea Raos
…pensando che c’è un scrittore capace di questo :
“Ci sono molte possibilità, perché la provvidenza non ammette alcun limite”, disse,