di Andrea Inglese
Non credo troppo alla fine della poesia, anche se tutto prima o poi finisce, a partire dal sole stesso, che come tutte le stelle dell’universo ha una data di scadenza. Non ci credo, perché esattamente come facevo io più di vent’anni fa con un poeta più vecchio e affermato di me, oggi un giovane trentenne mi spedisce il suo primo libro, o delle sue poesie inedite, nella...
di Giacomo Sartori
Dimmi ch’è successo
dimmi ch’è successo
qui tutti schiattano
o s’ammalano
da quando hai fatto
irruzione
è un eccidio
in men che non si dica
Andrea è andato
(mollando tutto a mezzo!)
Marta ha le metastasi
l’editore chissà cos’ha
di colpo stramazzano
uno dopo l’altro
quando va bene
parlano di pensione
e di acciacchi cronici
dimmi ch’è successo
io stesso mi questiono
sul mio stomaco gonfio
(che sia carcinoma?)
e sul ginocchio
(si gripperà?)
dimmi tu
che succede
prima nessuno
moriva a raffica
o parlava tre ore
dell’età pensionabile
in fondo è colpa
anche un po’ tua
mi...
di Giacomo Sartori
Tic tac toc toc
tic tac
dentro la notte
tic tac
la tua capa
tic tac
fa patatrac
sono sdraiata
nella tomba
la pietra mi schiaccia
le braccia
dimeni le mani
svolti gli occhi
io spio la sveglia
tic tac
sono le tre
tic tac
e trentatrè
non ho aria
la lastra mi fracassa
le braccia
scrolli i piedi
sbatti la testa
tic tac
tic tac
bevi quest’acqua
non avere paura
non sei nella tomba
ci sono qua io
ti dico io
(la voce grave
che s’addice)
tic tac
tic tac
la coperta
vuole accopparmi
la scalci via
come una serpe
avviticchiata alla caviglia
tic tac
la...
disegni e didascalie (e testo a margine) di Elena Tognoli
Lo scoglio ci mette molto tempo a muoversi e molto poco a consumarsi.
In molti abitano lo scoglio (cozze, ricci, telline e altri ancora). Insieme resistono alle necessità delle correnti.
Lo scoglio ha punte aguzze che recidono la pelle. In alcune località di mare questo è conosciuto come il “bacio dello scoglio”.
Lo scoglio a volte è stanco di essere bagnato dal mare....
disegni e testi di Elena Tognoli
Hanno trovato una donna
nel Mar Baltico, era piena
di piccole uova.
I pescatori l’hanno raccolta
nelle acque fredde
a forma di
drago.
“Vedi le mani
dei pescatori quando aggiustano
le reti?”, lei diceva
“Giù nel fondo
le reti cadono
su di noi come le meduse di un
dio calloso”.
“Qualche uovo me l’hanno
preso in un fiume del
Baltico”, lei diceva
“Ma voi come fate?”,
chiese la donna
ai salmoni.
“Le nostre uova le abbiamo
messe in scatolette, le spingiamo fra
le corsie surgelate
fra i...
(Estratto di un articolo che apparirà completo su Testo a Fronte giugno 2019).
di Antonio Perrone
1. Storia traduttologica ed editoriale
1.1 Introduzione
Il poemetto di Pagliarani ha una storia traduttiva abbastanza cospicua: in circa un cinquantennio a partire dalla sua prima apparizione completa nel 1960, è stato tradotto in alcune delle principali lingue europee, come il castigliano , il tedesco e l’inglese . In quest’ultima si presenta in due edizioni ad opera...
di Giacomo Sartori
ora vai per conto tuo
ditti anche tu
che per troppo tempo
nessuno di noi
s’è sentito accolto
(o anche solo al riparo)
le cose stavano così
si navigava a vista
tra spuntoni e tifoni
(più inquietanti forse
le bonacce)
fino a un dato porto
ci rincuoravamo ancora
passavamo sopra
riprovavamo
poi i demoni
hanno preso il timone
ora evacua la collera
(da dove sprizza?)
le stoccate d’odio
(siamo giunti a questo!)
pensami come si pensano
le querce isolate
in lontananza
e certe rocce
un po’ in aggetto
quello ch’è stato
è stato
vedrai
ce la...
di Daniele Ventre
Da poco ha visto la luce, per i tipi di Lietocolle, nella collana gialla a cura di Augusto Pivanti, la silloge Misura, del poeta, critico e studioso napoletano Bernardo De Luca. Di fatto, se si escludono le presenze in antologie di un certo rilievo (Delle coincidenze, a cura di F. De Cristofaro e C. De Caprio, Ad est dell’equatore, 2012; Buio, catalogo mostra giugno 2007) e Gli...
di Giacomo Sartori
adesso esci da me
scendi i gradini
scarruffati dal maestrale
pesta quella sabbia
(quante spiagge
mano nella mano!)
inala l’aria salata
le espettorazioni
della risacca
ti sono sempre
piaciute tanto
abita la tua vita
non dimenticare
non ne potevi più
ripetiti
le frasi insopportabili
e l’astio dei gesti
dismetti l’amore
ormai avariato
(perché resta solo
la nostalgia?)
per tanti anni
siamo stati
bimbi adulti
(discoli e
temibili)
ora siamo
bimbi vecchi
non possiamo più
giocare assieme
dobbiamo cavarcela
ognuno da solo
adesso aiutami
devo fare a meno
dei tuoi sorrisi
(struggenti pozzi
di calce viva)
della tua libertà
(certo selvaggia)
del tuo feroce
attaccamento
a me
accogli pure tu...
di Andrea Inglese
(Questo testo è incluso nel volume Teoria e poesia, curato da Paolo Giovannetti e me, per le edizioni Biblion di Milano. Il volume raccoglie 11 testi di altrettanti autori che su invito dei curatori hanno realizzato una giornata di studio, con interventi e discussioni, alla Libreria Claudiana di Milano il 16 settembre 2017. Gli autori sono Giulio Marzaioli, Florinda Fusco, Vincenzo Frungillo, Stefano Ghidinelli, Italo Testa, Mariangela...
di Daniele Ventre
La raccolta Colpa del mare e altri poemetti (Oèdipus, Salerno, 2018) ci fornisce il quadro pressoché completo della carriera poetica di Bruno di Pietro, se si esclude la recente silloge Impero (sempre uscita per i tipi di Oèdipus, nel 2017). L’intero libro, appartenente alla collana Intrecci, consta di dieci sezioni, in origine indipendenti, ognuna delle quali connotata da una propria specifica identità formale, ognuna centrata su uno...
di Elena Tognoli
Cercavo una tua foto
(odiavi farti fotografare
come d’altronde ballare)
Ho paura che tu muoia. La differenza d’età è così grande.
Succede così quando si ama, dicevi.
Tu hai paura che io muoia?
Sei così giovane, hai detto.
(Ho sempre pensato che morirò
molto giovane o
molto vecchia.
Non so quale delle due preferirei)
Continuo a pensare al problema della foto.
Per la lapide la foto ci vuole.
Non si sapeva che occhiali metterti,
chissà se preferisci quelli da vicino o...
di Giacomo Sartori (fotogrammi: film di Trapani-Sartori)
Si dà per scontato che l’età della gente
aumenti mano a mano
cambi di continuo
ciò contraddice la fisica quantistica
e più semplicemente
l’esperienza di tutti i giorni:
ognuno ha la sua età
fissa e immutabile
se la porta appresso
mese dopo mese
anno dopo anno
C’è chi è un bamboccio d’otto anni
e lo sarà sempre
chi è sempre stato un vegliardo
chi una ragazzona
I denti spuntano e cascano
i capelli s’infoltiscono e si diradano
gli stili vestimentari...
di Andrea Inglese
Da qualche tempo nelle discussioni letterarie – pur nella forma spesso frammentaria che hanno oggi assunto sui social – anche in Italia si è cominciato a fare il nome di Christophe Tarkos. Sembra addirittura che questo autore francese sia conosciuto e che vi sia una certa urgenza nel nominarlo, quando si parla di poesia contemporanea. Ebbene, ora si potrà finalmente leggerlo, dal momento che è da poco...
di Andrea Inglese
E poi scrivi la tua biografia intellettuale, mi ha detto Biagio Cepollaro, spiegandomi come funzionava questa cosa dell’autoantologia. Io naturalmente ho risposto felice all’invito, perché il progetto è davvero bello, perché l’invito è venuto da un amico che io ho a lungo considerato nel mio percorso poetico come un fratello maggiore, ossia uno che ne aveva già viste prima di me, e che aveva avuto tempo di...
di Daniele Ventre
La poesia di Costanzo Ioni vive da sempre nella dimensione verbo-motoria della performance, tanto che quando appare nello spazio bianco della carta stampata, vi si ritrova come confinata, deprivata in parte del suo effetto perlocuzionale. Una volta di più questo fenomeno si riscontra per i testi, fra verso e "iper-prosa", raccolti nella silloge Stive (il suo secondo libro, dopo Prêt-à-porter del 1985), edita per i tipi di...
di G.
Hai un acquitrino
sotto il pancino
hai un acquitrino
ben periglioso
le dita slittano
non ce la fanno
a ripartire
(nemmeno
se faccio leva
con la bocca
se chiedo aiuto
al tuo fiato)
Quando la voglia
quando la voglia
t’attanaglia
gli occhi
d’acqua verde
ti stropicci
le narici
strizzi e torci
la bocca
la tua faccia
di bimba adulta
si squaglia
sulla battigia
dell’ossitocina
(dove corre
corre corrivo
il nostro amore)
Cosa fai
cosa fai
ti masturbi?
hai chiesto
mi tocco un po’
mentre ragioniamo
del nostro rapporto
tanto asimmetrico
e tanto tenero
ho risposto
Sul davanti
sul davanti
ti sporgono
due birilli
birichini
due sferette
fiere
deliziosamente
impiccione
per non dire
esibizioniste
(arroccate
su collinette
ergonomiche:
precise precise
per la...
di Andrea Inglese
NOI EUROPEI
.
Stiamo abbastanza bene,
non siamo disorientati,
abbiamo ancora idee, cose da dire,
siamo zeppi di progetti, assidui nell’invenzione,
spostiamo cose, allarghiamo menti
noi europei, la gente ci detesta
non è che mi sia così familiare questa formula, “noi europei”,
certo, comprendo l’urgenza, la necessità dell’epoca,
bisogna mettersi sotto, “noi europei”, all’inizio
suona bizzarra, ma io insisto, per senso
di responsabilità, “noi europei, non siamo mica
morti, teniamo ancora la posizione, siamo qui
nella buona vecchia Europa”,
lo dico da...
testi e disegni di Elena Tognoli
Ricorrenza
Ogni anno
ti saluto
fino a perdere
la mano
lascio una traccia
agli arrivi e alle partenze,
è tremolante
e luminosa
è il saluto di una
lumaca.
La fine dopo la fine
C’è un vuoto
di granchio,
d’insetto
a pancia in su
non ha più
nerbo, non si
può ribaltare
Funerale
Sui ferri per fare a
maglia sono rimasti in sospeso
i punti per il tuo cappellino
per la tua piccola testa,
parole di una lingua che
mi si è gelata fra le mani.
Emigrante
Andava tutto bene.
I saldi...
di Roberta Dapunt
A settembre dell’anno scorso è stato presentato a Brunico un libro che raccoglie i versi tradotti in italiano di Norbert Conrad Kaser, poeta dell’Alto Adige, enfant terrible di un territorio che non gli ha voluto bene, perché in balìa della sua voce poetica che graffiava profondamente tutto ciò che toccava. Norbert C. Kaser ha toccato tutto, luoghi, abitanti, lingue, società, politica e chiesa. Ma di più ancora,...
di Giacomo Sartori
facce affacciate (alle facciate)
facce affaccendate (alle faccende)
facce sfaccendate
facce sfaccettate
facce sfatte
facce fascinose
faccine facinorose
facce fasciste
facce fasciate
facce sfasciate
facce che guardano in faccia
facce che non guardano in faccia nessuno
facce che non hanno la faccia
facce che hanno due facce
visi invisibili
visi visibili
visi viscidi
visi risibili
visi invivibili
visi imbevibili
visi virginali
visi virgiliani
visi virali
visi virulenti
visi purulenti
facce da culo
facce da mulo
facce mulatte
facce culattone
facce da rinculo (al poligono di tiro)
facce da paraculo
facce fantastiche
facce fantasticanti
facce fantasmatiche
facce da fantasma
facce fantasiose
facce fantascientifiche
facce in...
di Viola Amarelli
(è uscito per i tipi di Sartoria Utopia “Il cadavere felice” di Viola Amarelli, di cui riportiamo alcuni estratti)
da narrazioni
- di cosa parlano?
- al dunque, niente
sorda sirena
I.
da qualche parte, in qualche tempo, qualcuno
II.
il conto, infinitesimale, del
macellaio
III.
ammutola per scanto, stanchezza
delle labbra, fatica delle sillabe
IV.
da qualche parte qualcuna scuote le anche
lì vuoto chaos
la nascita del mondo
V.
aironi, fenicotteri, libellule
ma le poiane pure hanno il loro ruolo
scarnificano, pulendo all’ossoessenza
quello che resta,...
di Giuseppe Acconcia
“Il luogo stretto”, l'ultima raccolta di poesie del siriano Faraj Bayrakdar (Nottetempo, 2016, 98 pag., 10 euro), traduzione di Elena Chiti, si inserisce nel magnifico e vario filone della poesia in carcere e sul carcere fiorita negli ultimi decenni nel Paese. Faraj ha trascorso sei anni in completo isolamento e 14 anni in carcere, attivista del partito comunista anti-governativo, il poeta è stato costretto...
di Giacomo Sartori
vedi com’è
com’è la vita
la vita vissuta
nel chiuso di muri
taggati di ricordi
(frasi impiccate
penzolanti nel vuoto
e sorrisi fossili)
ora son io che vado
vado via
via da me stesso
anche se
anche se
in queste cose
mai si sa
chi va
per restare
e chi resta
(essendo cacciato)
per far sloggiare
chi va per far restare
chi ama e chi detesta
chi ama e detesta
chi ama detestare
chi detesta amare
(gli intricati dettami
dell’amore!)
nemmeno si deve
idealizzare
certi giorni
certi giorni
te ne stai alla larga
manco fossi furente
manco avessi da
da rimproverarmi
qualcosa
un...
di Giacomo Sartori
come faccio senza
senza la tua eleganza
di pantera nera
la tua grazia
senza grazia
poche cose
così poche
mi dan pace
e piacere
la prima sei tu
perché privarmi
proprio ora
mica ho fatto
niente di male
(quasi niente)
mica mica
appena m’avvisti
sgambetti a strusciarti
contro le mie gambe
le mie gambe
o più spesso
più spesso
ti butti per terra
a pancia in su
aspetti che ti gratti
e ti carezzi
sei tanto
tanto contenta
a me s’imballa
tanto il cuore
tanto
l’anno scorso eri tu
che dovevi partire
partire per sempre
i tuoi padroni
vendevano
(causa separazione)
mi schiattava il...
José Carlos Rosales (Granada, 1952) ha pubblicato otto libri di poesie, di cui l’ultimo intitolato Si quisieras podrías levantarte y volar (Madrid, Bartleby Editores, 2017; in italiano: Se volessi potresti alzarti e volare). Il libro è composto da venticinque sequenze che raccontano la storia di un uomo in fuga. Presentiamo la prima, la quarta e la quinta, a cura di Damiano Sinfonico.
*
I (Le ali)
Sarai così stanco che ti sentirai...
di Giacomo Sartori
come faccio
senza te
giorno dopo
dopo giorno
dimmi come
faccio senza
senza te
trova tu
la soluzione
io mica
la vedo
tu la
sei così bella
così bella
così lucida
e i tuoi occhi
i tuoi occhi
mi fanno pazzo
come farò
ora che
ora che
tu resti
son io che vado
le cose cessano
anche quando
quando paiono
eternamente eterne
di botto
giù il sipario
s’ha da sloggiare
la vita è così
bisogna ubbidirle
bisogna
sarà amore
sarà abitudine
sarà quel che sarà
ma per me
per me
ci sei solo tu
solo tu
il resto è tedio
e seccature
senza fine
senza fi
fi fi
quando ti vedo
mi si...
di Francesca Fiorletta
Fazi Editore pubblica Le poesie più belle di Valentino Zeichen, a un anno dalla sua scomparsa.
Di seguito, alcuni estratti.
*
Come dirti ancora amore mio,
mia, mio, adesso
che gli aggettivi possessivi
sono istruiti di dubbi, svogliati
e disaffezionati alla proprietà
abbandonano la guardia e disertano
lasciando sguarniti i beni privati,
concedendosi solo al plurale.
*
Ero a caccia di belle vedute;
e ho visto alcuni milioni d’anni
sommarsi in un istante,
nel vento che modella ad arte
nella vertigine,
la parete rocciosa,
a...
Qui diamo il programma dettagliato, e le istruzioni per l’uso (19) di una mentalità intraterrestre.
Per ognuno di noi ci sono circa 200.000.000 insetti (una biomassa importante). Sediamoci al tavolo con loro, con pazienza e cordialità.
⇓⇓⇓
venerdi 26 maggio - dalle 18.00 alle 21.00
VIR VIAFARINI via Carlo Farini 35, 20159 Milano
Un incontro tra pratiche artistiche, poetiche, scientifiche a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese
Performances, micro-conferenze, letture, proiezioni, interventi musicali di:
Sergio Basso con Elena Nico, Dario Bellini con Luca Iuliano e Mauro Scolara,...
di Sonia Caporossi
Le tue mani
muschi estatici del senso
papille del terzo occhio addormentato
le tue mani, ora
mi lisciano come fossi un gatto arruffato
e piegano i silenzi dei nostri rancori passati
come fossero spighe del sonno
che s’inchinano ad un vento impietosito
i guanti eburnei della tua pelle
e tutte le carezze del tuo respiro
che effonde su di me la ritmica dell’attimo
ricercano sul mio corpo i segni del futuro
esitando sul velluto del vulcano a cono
baciando l’epidermide...