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RADIOBAHIA: racconti per canzoni [013]

di Marco Ciriello

RADIOBAHIA: suona

“Way to blue”
di Nick Drake

13.
Fred Astaire ha un magazzino del pesce a Helsinki e non balla più. A sera, quando chiude, va a pattinare sul ghiaccio portandosi dietro l’odore di merluzzo. Tornare a casa è sempre difficile. Di notte sogna enormi pesci da congelare, pesci strani, non da mangiare, belli da guardare, magari da incorniciare. E quando pattina, sotto la torre, guardando gli altri: pensa che Dio è una invenzione della solitudine. Sono pensieri obliqui che il ghiaccio scatena, lontano dalle aringhe, diventa un altro. Aveva interesse per la musica, un tempo. Ora, ha solo ricordi. E scivola, scivola fino a non trovare senso. Niente scelte e niente risposte. Nessuno noterà le differenze, perché nessuno è al riparo e tutti girano in tondo.

Radiobahia suona ogni venerdi all’alba sul quotidiano IL MATTINO

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[ Nick Drake, da Way To Blue (An Introduction To Nick Drake), Way to blue, track 03, Island, 1994]

[ immagini di Fred Astaire dal film “Puttin’ on the Ritz”, 1930 ]

1 commento

  1. “E scivola, scivola fino a non trovare senso.”…
    molto bello questo racconto, in particolare nelle righe finali .
    Radiobahia ciao

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orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.