Prose rimate inedite

2 febbraio 2014
Pubblicato da

di Sonia Lambertini

Spot

L’estate irrompe, troppa luce, il sole d’agosto vuole espansione – non ce l’ho – contrario di riduzione, contrazione. Spiaggia spritz splatter story, bordo piscina e tu sei la star, spalle dritte petto in fuori e tanti saluti da silicon Valley. Pelle dovunque, pelle al bar, pelle al discount, prugne secche tra mele mature in danza perenne tra ciao come stai. Borsa di paglia, cappello di paglia, capelli di paglia, secchi, morti sotto il sole, senza pietà il sapiens estivo, un solo pensiero: melatonina. Ritmo in calo nel caldo di agosto: caffè x 4 nicotina, vitamina, adrenalina. Io cerco l’ombra, il buio chiusura dove il pensiero è in salita, usura. Guardo il foglio, è quello di ieri, spoglio ingiallito pare abbia cent’anni, il caldo l’opprime e svuota pensieri, vuota parole e piene omissioni. Torno in piscina per respirare ed ecco abbozzare pance grosse, pance ovali persino appuntite, spalle incurvate che invadono l’acqua e rubano spazio, aria, il respiro. Snack Lucky secondo caffè ed ecco sul palco di nuovo la star, signora grassoccia dai piedi palmati che nuota dorsale con ventre all’insù. Colori d’estate la cuffia dorata, con fiori piumaggio, perline lampwork. Che abbaglio di luce nel cielo d’agosto, ho perso tre gradi, la calma e il bon ton. Lasciati andare, la natura chiama e chissenefrega il suo canto è maligno e schiaccia i pensieri di giorno, la notte con spot progresso e sbatte in faccia – Io esisto quindi sono / tu no. Amen.*

Ballata del velo pendulo

Passo affrettato, sguardo nel vuoto, ecco il sapiens dal velo pendulo, dritto in piedi pieno di sé, membrana porosa, variante del rosa. Guarda, fissa e sputa il serpente, mi è rimasta una traccia sul dente, passaggio sublime con lieve estorsione, sguardi parole e sublimazione. E poi impasta, imbroglia e spadella la vecchia ricetta ritrita, scondita. Sistema idraulico in/out, chiamate subito un operatore o la meretrice che oltre a fare e pregare, dice. Si sa che da anni ascolta e consiglia, lo stesso discorso ossessivo ripiglia e quando è il momento oplà un movimento, di quelli studiati tra cosce e clichè. Sedia, caffè, farsa o incontro, scontro frontale di occhi e perché, mi chiami, non chiamo che cosa capisci, ho fretta, c’è il treno e non c’entra il ti amo. Si parte, riparto, un quarto la luna stanotte sul tetto di stelle, perché son qui fuori, cammino nel gelo, flâneur abusivo tra muri spioni, grandangolo aperto sulla città. Incontri sinistri tra gocce imperiali, pampero, palinka e qualche caffè ma ecco sbucare il pendulo rosa, cravatta, gessato e ormone brulé. Che classe, che occhi e guarda che lingua, sei bravo a parlare soltanto di te perché le parole, poesia e vibrazione, camminano a piedi, straniere nel mondo. La lingua non conta se batte sul cuore, ti sgonfia il pretesto d’amore, com’è? Si parte di nuovo, la resa è servita e questo è sicuro, almeno per me. Striscia serpente, avvolgi il mio piede, fallo con grazia e ritmo perché appena mi sposto e incrocio uno sguardo, potrei calpestarti, la vita…com’è.

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*In una forma leggermente meno elaborata http://www.lestroverso.it/?p=5219

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9 Responses to Prose rimate inedite

  1. elogiodelleccedenza il 4 febbraio 2014 alle 18:32

    Omeopaticamente Platina, fotogrammaticamente attraente, poeticamente buona e in progress.

  2. SoniaL il 6 febbraio 2014 alle 11:50

    Grazie della lettura

  3. clelia pierangela pieri il 6 febbraio 2014 alle 12:38

    Il respiro si fa corto, lo è davvero e non solo leggendoti.
    Grazie.
    c.

  4. SoniaL il 6 febbraio 2014 alle 12:49

    Il respiro, si. Grazie a te Clelia.

  5. francesca il 6 febbraio 2014 alle 18:04

    forse era melanina?

  6. Dimitri il 6 febbraio 2014 alle 18:36

    “Proesie” avvolgenti e intense scandite da un ritmo cardiaco “wallaciano”. Il tuo talento è puro e graffiante e la tua crescita impressionante. Leggerti è conoscerti un po’ di più. Lentamente e allo stesso tempo rapidamente come i tuoi scritti che cambiano velocità durante il loro sviluppo, il loro divenire ed il loro essere.

  7. SoniaL il 6 febbraio 2014 alle 22:11

    E’ la melatonina. Ha la proprietà di indurre la mutazione delle cellule, i melanociti, che trasportano il pigmento responsabile della colorazione della pelle.

    • francesca il 16 febbraio 2014 alle 12:25

      infatti appunto quella è la melanina, che si sintetizza nei melanociti e conferisce la colorazione alla pelle. La melatonina è uno dei regolatori dei ritmi circadiani, nel sistema nervoso centrale



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