Articolo precedenteRicordo di François Cavanna
Articolo successivoMinotauro – minatore

Prose rimate inedite

di Sonia Lambertini

Spot

L’estate irrompe, troppa luce, il sole d’agosto vuole espansione – non ce l’ho – contrario di riduzione, contrazione. Spiaggia spritz splatter story, bordo piscina e tu sei la star, spalle dritte petto in fuori e tanti saluti da silicon Valley. Pelle dovunque, pelle al bar, pelle al discount, prugne secche tra mele mature in danza perenne tra ciao come stai. Borsa di paglia, cappello di paglia, capelli di paglia, secchi, morti sotto il sole, senza pietà il sapiens estivo, un solo pensiero: melatonina. Ritmo in calo nel caldo di agosto: caffè x 4 nicotina, vitamina, adrenalina. Io cerco l’ombra, il buio chiusura dove il pensiero è in salita, usura. Guardo il foglio, è quello di ieri, spoglio ingiallito pare abbia cent’anni, il caldo l’opprime e svuota pensieri, vuota parole e piene omissioni. Torno in piscina per respirare ed ecco abbozzare pance grosse, pance ovali persino appuntite, spalle incurvate che invadono l’acqua e rubano spazio, aria, il respiro. Snack Lucky secondo caffè ed ecco sul palco di nuovo la star, signora grassoccia dai piedi palmati che nuota dorsale con ventre all’insù. Colori d’estate la cuffia dorata, con fiori piumaggio, perline lampwork. Che abbaglio di luce nel cielo d’agosto, ho perso tre gradi, la calma e il bon ton. Lasciati andare, la natura chiama e chissenefrega il suo canto è maligno e schiaccia i pensieri di giorno, la notte con spot progresso e sbatte in faccia – Io esisto quindi sono / tu no. Amen.*

Ballata del velo pendulo

Passo affrettato, sguardo nel vuoto, ecco il sapiens dal velo pendulo, dritto in piedi pieno di sé, membrana porosa, variante del rosa. Guarda, fissa e sputa il serpente, mi è rimasta una traccia sul dente, passaggio sublime con lieve estorsione, sguardi parole e sublimazione. E poi impasta, imbroglia e spadella la vecchia ricetta ritrita, scondita. Sistema idraulico in/out, chiamate subito un operatore o la meretrice che oltre a fare e pregare, dice. Si sa che da anni ascolta e consiglia, lo stesso discorso ossessivo ripiglia e quando è il momento oplà un movimento, di quelli studiati tra cosce e clichè. Sedia, caffè, farsa o incontro, scontro frontale di occhi e perché, mi chiami, non chiamo che cosa capisci, ho fretta, c’è il treno e non c’entra il ti amo. Si parte, riparto, un quarto la luna stanotte sul tetto di stelle, perché son qui fuori, cammino nel gelo, flâneur abusivo tra muri spioni, grandangolo aperto sulla città. Incontri sinistri tra gocce imperiali, pampero, palinka e qualche caffè ma ecco sbucare il pendulo rosa, cravatta, gessato e ormone brulé. Che classe, che occhi e guarda che lingua, sei bravo a parlare soltanto di te perché le parole, poesia e vibrazione, camminano a piedi, straniere nel mondo. La lingua non conta se batte sul cuore, ti sgonfia il pretesto d’amore, com’è? Si parte di nuovo, la resa è servita e questo è sicuro, almeno per me. Striscia serpente, avvolgi il mio piede, fallo con grazia e ritmo perché appena mi sposto e incrocio uno sguardo, potrei calpestarti, la vita…com’è.

_______________________________

*In una forma leggermente meno elaborata http://www.lestroverso.it/?p=5219

Print Friendly, PDF & Email

9 Commenti

  1. “Proesie” avvolgenti e intense scandite da un ritmo cardiaco “wallaciano”. Il tuo talento è puro e graffiante e la tua crescita impressionante. Leggerti è conoscerti un po’ di più. Lentamente e allo stesso tempo rapidamente come i tuoi scritti che cambiano velocità durante il loro sviluppo, il loro divenire ed il loro essere.

  2. E’ la melatonina. Ha la proprietà di indurre la mutazione delle cellule, i melanociti, che trasportano il pigmento responsabile della colorazione della pelle.

    • infatti appunto quella è la melanina, che si sintetizza nei melanociti e conferisce la colorazione alla pelle. La melatonina è uno dei regolatori dei ritmi circadiani, nel sistema nervoso centrale

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Prima fascismu, adés no sai – FEDERICO TAVAN

poesie di Federico Tavan fotografie di Danilo De Marco
Maledeta chê volta / ch’ài tacât a scrîve

Se un corpo è puntellato dagli spilli

di Mariasole Ariot
Si incammina lento, un corpo puntellato dagli spilli, quando gli insetti s’insinuano nel sottopelle e dalla punta più bassa del terreno arrivano alla testa: un brulichio di voci e mani a forma di pensiero...

Maria Borio: “in un sogno diventavo un corpo di medusa”

    Ciò che può unire l’operazione sonora e l’operazione immagine dipende dalla ricerca dell’energia letterale della superficie. J.-P. Courtois   Zacinto Edizioni ha recentemente...

Flavio Ermini: “dalla parte dell’ombra”

    Anterem ha recentemente pubblicato Perché la poesia. L'esperienza poetica del pensiero di Flavio Ermini. Come scrive Daniele Maria Pegorari:...

La penna nei guantoni. Per lasciare un segno in quattro domande

Terzo e ultimo intervento tra Federica Guglielmini (FG) e Dome Bulfaro (DB) per valorizzare la boxe e riflettere sulla boxe. Dopo i loro due rispettivi articoli monografici il terzo e ultimo intervento avviene in forma di gioco

Gaia Ginevra Giorgi: “di una specie che ho tradito”

    Ospito qui alcuni estratti del libro L'animale nella fossa di Gaia Ginevra Giorgi, pubblicato da Miraggi Edizioni. ***   il mio mestiere...
daniele ventre
Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: