Articolo precedente
Articolo successivo

Prose rimate inedite

di Sonia Lambertini

Spot

L’estate irrompe, troppa luce, il sole d’agosto vuole espansione – non ce l’ho – contrario di riduzione, contrazione. Spiaggia spritz splatter story, bordo piscina e tu sei la star, spalle dritte petto in fuori e tanti saluti da silicon Valley. Pelle dovunque, pelle al bar, pelle al discount, prugne secche tra mele mature in danza perenne tra ciao come stai. Borsa di paglia, cappello di paglia, capelli di paglia, secchi, morti sotto il sole, senza pietà il sapiens estivo, un solo pensiero: melatonina. Ritmo in calo nel caldo di agosto: caffè x 4 nicotina, vitamina, adrenalina. Io cerco l’ombra, il buio chiusura dove il pensiero è in salita, usura. Guardo il foglio, è quello di ieri, spoglio ingiallito pare abbia cent’anni, il caldo l’opprime e svuota pensieri, vuota parole e piene omissioni. Torno in piscina per respirare ed ecco abbozzare pance grosse, pance ovali persino appuntite, spalle incurvate che invadono l’acqua e rubano spazio, aria, il respiro. Snack Lucky secondo caffè ed ecco sul palco di nuovo la star, signora grassoccia dai piedi palmati che nuota dorsale con ventre all’insù. Colori d’estate la cuffia dorata, con fiori piumaggio, perline lampwork. Che abbaglio di luce nel cielo d’agosto, ho perso tre gradi, la calma e il bon ton. Lasciati andare, la natura chiama e chissenefrega il suo canto è maligno e schiaccia i pensieri di giorno, la notte con spot progresso e sbatte in faccia – Io esisto quindi sono / tu no. Amen.*

Ballata del velo pendulo

Passo affrettato, sguardo nel vuoto, ecco il sapiens dal velo pendulo, dritto in piedi pieno di sé, membrana porosa, variante del rosa. Guarda, fissa e sputa il serpente, mi è rimasta una traccia sul dente, passaggio sublime con lieve estorsione, sguardi parole e sublimazione. E poi impasta, imbroglia e spadella la vecchia ricetta ritrita, scondita. Sistema idraulico in/out, chiamate subito un operatore o la meretrice che oltre a fare e pregare, dice. Si sa che da anni ascolta e consiglia, lo stesso discorso ossessivo ripiglia e quando è il momento oplà un movimento, di quelli studiati tra cosce e clichè. Sedia, caffè, farsa o incontro, scontro frontale di occhi e perché, mi chiami, non chiamo che cosa capisci, ho fretta, c’è il treno e non c’entra il ti amo. Si parte, riparto, un quarto la luna stanotte sul tetto di stelle, perché son qui fuori, cammino nel gelo, flâneur abusivo tra muri spioni, grandangolo aperto sulla città. Incontri sinistri tra gocce imperiali, pampero, palinka e qualche caffè ma ecco sbucare il pendulo rosa, cravatta, gessato e ormone brulé. Che classe, che occhi e guarda che lingua, sei bravo a parlare soltanto di te perché le parole, poesia e vibrazione, camminano a piedi, straniere nel mondo. La lingua non conta se batte sul cuore, ti sgonfia il pretesto d’amore, com’è? Si parte di nuovo, la resa è servita e questo è sicuro, almeno per me. Striscia serpente, avvolgi il mio piede, fallo con grazia e ritmo perché appena mi sposto e incrocio uno sguardo, potrei calpestarti, la vita…com’è.

_______________________________

*In una forma leggermente meno elaborata http://www.lestroverso.it/?p=5219

9 Commenti

  1. “Proesie” avvolgenti e intense scandite da un ritmo cardiaco “wallaciano”. Il tuo talento è puro e graffiante e la tua crescita impressionante. Leggerti è conoscerti un po’ di più. Lentamente e allo stesso tempo rapidamente come i tuoi scritti che cambiano velocità durante il loro sviluppo, il loro divenire ed il loro essere.

  2. E’ la melatonina. Ha la proprietà di indurre la mutazione delle cellule, i melanociti, che trasportano il pigmento responsabile della colorazione della pelle.

    • infatti appunto quella è la melanina, che si sintetizza nei melanociti e conferisce la colorazione alla pelle. La melatonina è uno dei regolatori dei ritmi circadiani, nel sistema nervoso centrale

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

L’operaio e la morte

di Vladimir Sabourín
traduzione di Alessandra Bertuccelli Molte sono le cose mostruose Ma più
Mostruoso dell’operaio
Non c’è niente di cui non sia capace

Assoluto letterario: Procne machine

di Rinaldo Censi
Leggo con crescente ammirazione Procne machine di Carmen Gallo. Come rendere conto di questo meccanismo che macina figure mitologiche accertando sottilmente la loro instabilità, metamorfosi, trasformazione? È un’arte della modulazione - meglio, della transizione.

Gli uccelli in gabbia cantano di più

di Michelle Steinbeck, traduzione di Francesca Gironi e Luigi Socci

capitalismo, calcolo facile

uno compra una tv enorme
+
uno dorme nel cartone della tv
=
win win

L’artista e la poetessa

di Romano A. Fiocchi
Questa è una storia vera che merita di essere raccontata. Siamo nella seconda metà degli anni Sessanta. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, si incontrano per la prima volta in Inghilterra, poi si ritrovano in Olanda. Lui si chiama Filippo Avalle, lei si chiama Helma Maessen.

La mano del mondo

Di Marco Di Pasquale
siamo certi, nessun volto ci somiglierà
ma almeno un movimento della voce
o un semplice disegno del pensiero
dentro un discorso che si era iniziato
e da qualcuno sarà pronunciato

Stefano Bottero: «questo libro è un dalmata bianco»

di Stefano Bottero
L’opera presuppone dal corpo una fuoriuscita. Non solo la spaccatura ma la spaccatura come varco - perdita di un corpo che cola. Emidio Clementi riprende John Cage e scrive «contenitori che perdono acqua noi siamo | nuotiamo, e ogni tanto affoghiamo». «We swim, drowning now and then». Tutto questo consuma.
daniele ventre
daniele ventre
Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: