Articolo precedente
Articolo successivo

Il lavoro capovolto

Qui di seguito il comunicato stampa e il programma della rassegna sui nuovi scenari del lavoro che si svolge in questi giorni a Verona.

Il lavoro, in Italia, sta cambiando. Anzi, è già cambiato. Centinaia di migliaia di giovani – e non solo giovani – ne stanno facendo esperienza diretta in questi anni. Questa metamorfosi incide profondamente sulla loro vita quotidiana e sul loro agire sociale.

Le prospettive mutano, e orientarsi all’interno di questo clima di cambiamento profondo non è affatto semplice.

Il lavoro sembra “capovolgersi”: la continuità professionale, sulla quale si è costruita la vita delle passate generazioni, non esiste più.
Pertanto il lavoro è oggi, in Italia come in Europa, un tema che pretende di essere approfondito e ridiscusso, alla luce dei mutamenti in atto.

Il Lavoro Capovolto. Racconti dall’Italia che (non) lavora vuole essere una sintesi di esperienze e un luogo di confronto reale su un fenomeno che mai come in questi tempi ha bisogno di essere ripensato, nuovamente immaginato e raccontato.

Il Lavoro Capovolto, attraverso una serie di incontri, vuole quindi dare la parola a chi il lavoro lo ha conosciuto direttamente, ha deciso di raccontarlo e lo sta ancora raccontando, in teatro, al cinema, nei documentari, nei racconti, nei romanzi e persino nelle canzoni.

Il Lavoro Capovolto è un’iniziativa di Performa srl, ideata ed elaborata assieme a Giorgio Vasta, editor e saggista, curatore dei contenuti della manifestazione.
Il Lavoro Capovolto è promosso dall’Assessorato al Lavoro del Comune di Verona.

IL PROGRAMMA

Mercoledì 27 aprile – ore 21.00
Teatro Filippini
Laura Curino
Se l’Homo si chiama Faber, una ragione c’è.
Ingresso 5 €.
Un viaggio attraverso il teatro di Laura Curino, impegnata da tempo nell’esplorazione trasversale dei rapporti tra teatro, società e mondo del lavoro.

Giovedì 28 aprile – ore 21.00
Corte Molon
Loredana Dordi e Francesca Catarci
Sommersi e invisibili: quando il documentario racconta il lavoro.
Ingresso libero.
Un incontro con le due registe, autrici di alcuni tra i più originali documentari sul mondo del lavoro. Seguirà la proiezione di due loro reportage su questi temi.

Venerdì 29 aprile – ore 21.00
Corte Molon
Davide Longo
Chi non lavora non fa l’amore.
Ingresso libero.
Un itinerario attraverso le diverse rappresentazioni del lavoro nella canzone italiana degli ultimi decenni, secondo uno dei più interessanti narratori italiani contemporanei.

Sabato 30 aprile – ore 18.00
Corte Molon
Giorgio Falco e Aldo Nove
Il lavoro come sparizione.
Ingresso libero.
Il lavoro interinale e i nuovi lavori, i call center e il precariato come forma di vita. Una conversazione tra due importanti voci della narrativa italiana che su questi temi riflettono da tempo.

Sabato 30 aprile – ore 21.00
Corte Molon
Francesco Dezio e i Bread Pitt
Il lavoro della festa.
Ingresso libero.
Un originale reading attraverso cui l’autore di Nicola Rubino è entrato in fabbrica, assieme al gruppo pugliese, racconta i risvolti drammatici della globalizzazione del lavoro.

Corte Molon – via Della Diga 17 – Parona – Verona
Teatro Filippini – v.lo Dietro Campanile Filippini 1 – Verona

GLI AUTORI

LAURA CURINO è nata a Torino ed è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. É autrice e attrice, tra gli altri, degli spettacoli: Passione (1992); Canto per Torino (1995); Olivetti (1996) e Adriano Olivetti (1998), con Gabriele Vacis; L’Età dell’oro (2002) e Una stanza tutta per me (2004), con Michela Marelli. Si occupa anche di laboratori teatrali e formazione.

LOREDANA DORDI, regista documentarista, con il suo lavoro filmato ha raccontato, e racconta, le grandi trasformazioni sociali ed economiche del nostro paese attraverso le voci di chi queste mutazioni le vive. Ha vinto il Premio Venezia Opera Prima e il Premio Ilaria Alpi per il giornalismo.

FRANCESCA CATARCI, regista, ha realizzato per Raitre programmi sul teatro e l’opera lirica, ha diretto numerosi speciali per il programma Sfide, è autrice e regista di diversi documentari sul mondo del lavoro. Insegna regia televisiva all’Università di Siena.

DAVIDE LONGO, scrittore, musicista e sceneggiatore, ha pubblicato nel 2001 Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos), vincitore del Premio Grinzane Cavour come miglior esordio del 2001. Del 2004 è il suo ultimo libro, Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos).

GIORGIO FALCO, scrittore milanese, ha esordito con Pausa caffè (Sironi, 2004), che racconta di un divertente e convulso viaggio nella bolgia del mondo del lavoro nell’epoca della globalizzazione.

ALDO NOVE è scrittore e poeta. Il suo esordio in narrativa risale al 1996 con Woobinda e altre storie senza lieto fine (Castelvecchi). Tra i suoi libri ricordiamo Puerto Plata Market (1997), Amore mio infinito (2000), La più grande balena morta della Lombardia (2004), editi da Einaudi. Collabora con diverse testate giornalistiche.

FRANCESCO DEZIO, pugliese, è autore di Nicola Rubino è entrato in fabbrica (Feltrinelli, 2004), che racconta dell’esperienza di un giovane lavoratore in una multinazionale. Con Dezio si esibiranno i BREAD PITT, “un gruppo che fa un genere indefinibile, non è postrock, non è hardcore, non è postpunk ma un qualcosa che li tiene tutti assieme…”

INFO: PERFORMA SRL – tel. 045 57 66 00 – www.scheria.it

2 Commenti

  1. Dai giornali di oggi: “Sei barbieri uccisi in Iraq perché tagliavano i capelli all’occidentale”.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Aggrappàti al cielo, di Sergio Bianchi

di Mauro Trotta
Dall’adesione a Potere operaio all’autonomia operaia, tra incontri con vecchi partigiani e contrabbandieri, tra gruppi femministi e quelli che poi saranno chiamati i cattivi maestri, si dipana la storia di un gruppo di persone legate tra loro dal personale e dal politico che attraverseranno tutte le vicende di quegli anni.

Ognuno accanto alla sua notte

Gianni Biondillo intervista Lia Levi
Più storie s'intrecciano in "Ognuno accanto alla sua notte". E vengono raccontate grazie a incontri fortuiti. Il "caso" certe volte aiuta a non dimenticare?

Autunno a Bratislava

di Giorgio Mascitelli
A vivere all’estero va così, se si ha l'umanissimo desiderio ogni tanto di trascorrere una simpatica serata tra connazionali, perché con le amicizie è un po’ come a militare, che bisogna accontentarsi di quel che passa il convento

L’uomo senza lingua

di Max Mauro
Nell’estate dei miei tredici quasi quattordici anni in paese arrivò un personaggio curioso. Non che a Fol mancassero figure originali, tutt’altro. Sebbene il paese contasse meno di mille abitanti

Pasta asciutta

di Serena Iaconis
Le tapparelle erano quasi chiuse. Entrava solo qualche filo di sole. L’aria era pesante.

Un divertissement per Adone: esiste un Petrarca epicureo?

Un omaggio di Alberto Costa
ad Adone Brandalise, critico letterario e italianista da poco scomparso. C'è dell'epicureismo in Petrarca?
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: