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Antonio Turolo, ‘A parte il lato umano’: premio Ciampi Valigie Rosse 2016

di Azzurra D’Agostino

Valerio Nardoni e Paolo Maccari dal 2010 propongono un’iniziativa più che lodevole nel panorama della poesia e dell’editoria italiane. Il progetto nasce intorno al Premio Ciampi, dedicato com’è noto alla canzone d’autore. I due curatori hanno portato questa esperienza nel campo della poesia internazionale, realizzando in collaborazione con Valigie Rosse una sorta di ‘premio alla carriera’ a un poeta italiano e a un poeta straniero in traduzione. Non ci si candida, ma sono i due attenti lettori che invitano un autore, degno in qualche modo di interesse, a proporre una plaquette inedita che verrà pubblicata nella collana del premio. Collana della quale chi scrive è entrata –con stupore e gratitudine – a far parte l’anno scorso, dopo Italo Testa, Matteo Marchesini, Andrea Inglese e Francesco Targhetta. Ne scrivo dunque in qualche modo ‘dall’interno’ pur essendo questo un caso non cercato: avevo letto tutti i libri precedenti, di autori che stimo, e fin dalla nascita di questa avventura avevo trovato molto interessante la formula di dare in qualche modo spazio – che fosse anche riconoscimento – a poeti diversi ma al contempo dal percorso significativo, dalla voce definita. Dopo aver coosciuto da vicino come lavorano Valerio, Paolo e Tiziano Camacci di Valigie Rosse, la mia idea iniziale di ammirazione si è rafforzata, per la passione, l’entusiasmo e la gentilezza che mettono nel progetto che hanno ideato. Ho poi provato un vero e proprio moto di gioia nel sapere il vincitore italiano di quest’anno: Antonio Turolo che, insieme al rumeno Ioan Es. Pop, è stato premiato lo scorso 25 novembre alle 21 al Teatro ‘La goldonetta’ di Livorno.
Perché ho gioito per Antonio Turolo? Innanzi tutto, per il fatto di poter finalmente leggere sue poesie inedite. Fin dall’esordio – che non a caso si chiamava ‘Le parole contate’, inserito nel VI Quaderno di poesia italiana Marcos Y Marcos – una caratteristica di questo poeta un po’ defilato è stata la scrittura centellinata. Due raccolte brevi, a distanza di 9 anni l’una dall’altra, uscite per editori piccolissimi. L’ultima prima di questo ‘A parte il lato umano’ è stata ‘Corruptio optimi pessima’, andata esaurita da tempo. Turolo non compare tra i nomi dei festival, non compare sui magazine letterari e non partecipa a dibattiti o querelle. Eppure i lettori di poesia sanno benissimo che questo autore è degno di nota e non se ne dimenticano da un decennio all’altro, perché Turolo ha qualche cosa da dire: e quando la dice, nel suo modo serrato, privo di fronzoli, dritto alla questione, la dice per tutti, senza fare sconti, dando alla nostra lingua e alla nostra lettura del mondo nuova aria e nuovi spunti.
In particolare ‘A parte il lato umano’ esce dal confine dell’autobiografismo e lo amplia in una sorta di autobiografismo collettivo, una storia personale rifratta in vari personaggi, uno sguardo dei vinti verso chi li ha vinti, in un gioco di specchi che mette il lettore – il chiunque stia dal lato dei ‘normali’ o dei ‘salvati’ – in una crisi spartana e domestica, quella del dover fare i conti con le disattenzioni quotidiane, con i soprusi minuti, con l’indifferenza ormai didascalica del nostro mondo e tempo.
Dice bene Maccari, sempre puntualissimo e lucido nelle sue postfazioni, che si potrebbe qui parlare di uno ‘studio delle solitudini’, indagate nel momento in cui il singolo destino è in un momento di svolta decisiva, quello che illumina tutta la vita.
La forma è interessante, si passa da brevi poesie che in qualche modo espongono il fatto – esistenziale, letto attraveso una lente quasi cronachistica – e dei prosimetri in prima persona dove il protagonista spiega le sue ragioni, portandoci dentro quel dolore e quelle ragioni che in genere non sappiamo (non riusciamo ? non possiamo? non vogliamo?) ascoltare.
Il saggio di Maccari, da leggere, dà interpretazioni e visioni puntuali, alle quali non c’è molto da aggiungere, se non la speranza che questo premio continui il suo percorso con la stessa coriacea indipendenza con cui è nato.
Riporto dunque in anteprima alcune poesie da ‘A parte il lato umano’, Premio Ciampi Valigie Rosse 2016, volume impreziosito dalle sculture di Riccardo Bargellini create ad hoc per la pubblicazione.

A parte il lato umano,
(schiarendosi la voce),

devi considerare che è difficile
per i colleghi del Pronto Soccorso
riuscire a stabilire quando
la TAC è veramente necessaria
poi ovviamente ci sarà l’inchiesta.

(E qui una breve pausa).

A parte il lato umano
ribadisce.

*

La morte di un poeta è una notizia
che scivola leggera sugli schermi
delle telescriventi e le agenzie di stampa.

Discreta si diffonde
nelle pagine interne dei giornali
in coda ai notiziari della televisione.

Lo ricordavamo vivo oppure no,
si scoprono gli anni
si fanno un po’ di conti.

All’improvviso ci si accorge di
un dispiacere, come
uno sgomento leggero.

*

Il dottore ha detto che devo stare attenta. Non lasciare scadere le medicine. Me le ha cambiate, ma mi sento sempre uguale. Certi giorni le prendo e certi no. Quando vado da lui, prima devo lavarmi. E poi prendere il posto. E litigano sempre, per chi è arrivato prima. Mi passano davanti perché hanno i bambini piccoli, perché devono andare al lavoro. Così ci ho rinunciato. Però era contento che ho smesso di fumare. Ha anche sorriso. La sigaretta mi faceva compagnia però. È venuto anche lui a visitarmi. Avevo messo a posto la stanza, ma lui si è arrabbiato lo stesso. Ha detto che non posso vivere in questo disordine, e che dovevo pensare all’igiene, dare una mano di bianco ai muri, ha detto, buttare via gli scatoloni. Ma sarà abituato, penso io, è il suo lavoro, no?

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francesca matteoni
francesca matteonihttp://orso-polare.blogspot.com
Sono nata nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia e racconto fiabe. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Come ricercatrice in storia ho pubblicato questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/
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