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ARTHUR M. COOPER “Dreams of Toyland” [1908]

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Camille Saint-Saëns [ 1835 – 1921 ]
Etude en forme de valse, Op. 52, N. 6

 

Andrea Melone: Giardini di loto

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[Si pubblicano due estratti dal romanzo Giardini di loto, Gaffi, 2010.]

di Andrea Melone

Eravamo seduti a tavola. Mi pareva di sentire nel mio ventre le cellule schiantarsi e moltiplicarsi. Era come ali che battono appena, e non so bene se stavo piangendo o godendo.
Entrò in sala Piergiulio, mi salutò tastandomi le spalle, baciò mia madre. La sua bocca era piena di insoddisfazione. Si sedette con precisione di collegiale: scansò la sedia con le mani, se l’avvicinò. Dopo un tempo considerevole sollevò il capo. Mia madre gli accarezzò il dorso di una mano e gli domandò: «Tutto a posto all’università?», voleva ascoltare un effetto nuovo del genio di suo figlio. «Ma sì, in fondo», informò con un tono alterato e un rossore che aveva portato da fuori.
Papà li ascoltò parlare come l’arbitro di un agone bucolico. Agnese annunciò che avrebbe servito a tavola. Cercai di condurre altrove il mio pensiero, ma non avevo un luogo dove andare, nessuno da visitare se non il mio ventre che non era più io, era sedizione.

Barbara Millicent

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di Eleonora Sottili

La signorina Barbara Millicent nella sua vita aveva posseduto trentotto animali, tra cui si segnalavano un panda, un cucciolo di leone e una zebra.

Viola Rocca all’età di otto anni era riuscita a farsi comprare dalla madre una coppia di canarini. Mentre la signorina Millicent portava in giro per l’isolato il suo affettuoso e ricercato cucciolo di leone, Viola spingeva l’osso di seppia oltre le sbarre, provocando nei pennuti punte di vero terrore, frullare d’ali e versi acuti.

La signorina Millicent aveva quattro sorelle e due fratelli gemelli, ma in famiglia era lei a spiccare per fascino, portamento e personalità. Dei suoi genitori non si sapeva niente, tuttavia veniva da credere fossero i tipici americani, benestanti e ottimisti, di quelli che il Giorno del Ringraziamento spennellano con burro fuso un enorme tacchino.

Poesia del mondo al Teatro Filodrammatici

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Lunedì 29 marzo ore 21.00

MILANO, Teatro Filodrammatici (via Filodrammatici 1 – MM Duomo Linee 1 e 3)

POESIA BUONA COME IL PANE

Robert Viscusi (USA) “Ellis Island”

Ziba Karbassi (IRAN) (traduzioni di Cristina Viti)

Andrea Inglese (Italia) “La distrazione”

Alfie Nze (Nigeria/Italia) (performance)

INGRESSO LIBERO

La Poesia avvicina culture distanti, intreccia umanità e dignità.

Dopo la tragedia

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[È stato da poco ripubblicato, dopo dieci anni, Settanta, testo che è stato riveduto e corretto nonché integrato di circa sessanta nuove pagine. Marco Belpoliti ci regala un capitolo in una versione ulteriormente più lunga e differente da quella pubblicata nella nuova edizione. G.B.]

di Marco Belpoliti

Se Pier Paolo Pasolini non fosse andato a morire all’Idroscalo di Ostia, nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, se fosse vissuto almeno tre o quattro anni ancora, non c’è dubbio che le vicende del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro sarebbero entrate di diritto in quelle rubricate nello scartafaccio, zibaldone narrativo-cinematografico, che il poeta-scrittore-regista stava componendo all’inizio degli anni Settanta, previsto in oltre 2000 pagine e di cui invece abbiamo potuto leggere 500 pagine postume, e solo nel 1992, con il titolo di Petrolio.
Le lettere che il leader democristiano inviava dal carcere delle Brigate rosse ai colleghi di partito, alle massime autorità dello Stato italiano, agli amici e ai famigliari sarebbero certamente apparse a Pasolini troppo interessanti per non inserirle in quel romanzo manierista, scritto nella lingua «che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia», come dichiara in una lettera a Moravia. Così sarebbe stato anche per il successivo memoriale ritrovato nel covo brigatista di via Monte Nevoso a Milano, che per la sua prosa e la forma informe sembra addirittura un capitolo non finito di Petrolio.

Vietato ai minori

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Lettori in crescita
di
Giulia Blasi

Confessione numero uno: leggo poco la critica letteraria italiana. Il che probabilmente suona un po’ come il “Thank you for being so not Italian” di Stanis La Rochelle, ma così è. Per una serie di motivi leggo più volentieri quella straniera; e l’anno scorso sono letteralmente impazzita per Fine Lines , la rubrica di Lizzie Skurnick su Jezebel dedicata alla narrativa per ragazzi. O più correttamente young adult, espressione che inquadra molto meglio i destinatari di questo genere di libri. Giovani adulti, che a guardarli da vicino sembrano i personaggi di Waking Life, in costante mutamento e sospesi fra tratti della personalità in parte compiuti in parte ancora infantili, a turno sfuocati e nitidissimi, in grado di attaccarsi con lo stesso tenace romanticismo a Piccole donne come a Cent’anni di solitudine, per citarne solo due fra quelli che hanno formato la mia personale young adulthood. Lizzie Skurnick fa un’operazione splendida nella sua semplicità: riapre dopo decenni i libri che ha amato, e li rilegge con la prospettiva di un adulto e l’affetto dell’adolescente che fu, decostruendone le narrative e contemporaneamente rievocando l’effetto che avevano su di lei.

Categorie: Agamben

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di Daniele Giglioli

Uno degli interrogativi indotti dalla ricomparsa, a quasi quindici anni di distanza dalla prima edizione, di un libro come Categorie italiane. Studi di poetica e di letteratura di Giorgio Agamben è come mai un filosofo così appartato e in fondo così difficile da definire sia potuto diventare negli anni una figura sempre più esemplare. Una risposta non scontata è tutt’altro che facile. Un critico che volesse centrare oggi su Agamben, come fece Giacomo Debenedetti con Croce nel 1949, una sua Probabile autobiografia di una generazione, non andrebbe molto lontano dal vero, ma in un senso del tutto diverso. A differenza di Croce, Agamben non è mai stato una figura centrale, didattica, dispotica, attentissima a esercitare con ogni mezzo possibile una sua ferrea egemonia.

carta st[r]amp[al]ata n.9

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di Fabrizio Tonello

Questa settimana avremmo voluto occuparci del noto pensatore Antonio Socci che, dall’alto della sua cattedra di ex conduttore televisivo di Excalibur, rimbrotta il teologo Hans Küng spiegandogli che non ha capito nulla dell’importanza del celibato dei preti. (leggere per credere: Libero 19/3/2010, p. 19).

Socci dovrà aspettare perché Pietro Del Re, su Repubblica di venerdi scorso, lancia una notizia clamorosa: “La guerra è cambiata, addio alla baionetta”. E l’occhiello aggiunge: “La svolta dopo secoli di combattimenti all’arma bianca” (p.54).

NEW ITALIAN EPIC, un altro manifesto

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di Carlo Tirinanzi

Nell’introduzione a New Italian Epic (Enaudi 2009) Wu Ming 1 nota che il «memorandum» sul NIE è stato scaricato oltre trentamila volte in pochi mesi. Un dato impressionante, come l’autore nota giustamente. E c’è da rallegrarsene: si scrive per essere letti e trentamila download vogliono dire che almeno ventimila persone (togliendo quel terzo di curiosi che scaricano e poi si dimenticano) hanno letto il memorandum. L’uso della rete, la particolare ricettività del pubblico di Wu Ming a questo strumento, il passaparola, hanno dato a Wu Ming 1 un vantaggio spesso fondamentale: egli ha potuto scegliere le posizioni, il che nel mondo letterario vuol dire nominare le cose — fissare una griglia attraverso cui leggere e conoscere il mondo (almeno una porzione di mondo). Questo è proprio quello che fa la teoria letteraria. In realtà però lo fa anche, nel suo piccolo, il libretto d’istruzioni della lavapiatti.

Per un voto onesto servirebbe l’ONU

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di Roberto Saviano

“LA disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo”. È una riflessione che Corrado Alvaro, scrittore calabrese di San Luca, scrisse alla fine della sua vita. E io non ho paura a dirlo: è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un’affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, sappia che l’Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe?

Audiodafé

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La responsabilità dello scrittore (in tv)

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"NON C’È PIÙ RACCONTO"

non solo nell’isola

ma anche nella penisola

Grazie Aldo

Enumerazioni

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CENTRO MUSICA CONTEMPORANEA

FESTIVAL 5 GIORNATE – MILANO

Domenica 21 marzo 2010

Atelier Vivienda, via Murat 84

Ore 19:30

Concerto

1)      Recital pianistico di Lorenzo Meo su un programma di musica contemporanea

2) Enumerazioni

Visione per pianoforte, elettronica live e registrata, immagini proiettate e voce narrante.

Musiche, testi e video di Luigi Pizzaleo

Pianoforte e live elctronics: Luigi Pizzaleo

Voce recitante: Gianluca Gigliozzi

3) Performance multimediale “Atlas Coelestis, la musica e le stelle” Raccolta di composizioni di Giovanni Renzo – concerto per pianoforte, computer e video con animazioni ed immagini legate agli eventi astronomici descritti in ciascuna composizione.

Giovanni Renzo, pianoforte ed elettronica

Ingresso ad invito

Che cos’è Global Voices in Italiano

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Poco più di cinque anni fa Rebecca MacKinnon ed Ethan Zuckermann cercavano di capire come i blog ed il giornalismo partecipativo potessero favorire conversazioni dirette e più significative tra persone di Paesi diversi, soprattutto al di fuori del mondo occidentale e ben oltre la sfera alquanto uniforme dei media mainstream.

Da un incontro internazionale di tali blogger, tenutosi nel dicembre 2004 presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University, prese così le mosse Global Voices Online, network non-profit che dà voce ai citizen media e alle produzioni di cittadini-reporter sparsi nel mondo, selezionandone gli interventi originali e rilanciandoli in articoli in inglese, a loro volta ritradotti in altre 17 lingue, innescando così un circuito di rilanci e conversazioni continue.

L’idea di base è la creazione di una sfera pubblica globale aperta e partecipativa, capace di far conoscere ciò che accade in altri Paesi e tematiche locali, superando le frequenti limitazioni (di spazio, di attenzione e di interesse) delle “grandi testate” invece forza e spazio alla voce di singoli, comunità e situazioni espressa tramite l’uso diffuso, non filtrato dei citizen media. In particolare, si tratta soprattutto di Paesi in via di sviluppo o comunque fuori dal radar mediatico, e di tematiche legate all’attualità, da eventi e culture locali ai conflitti “dimenticati”, dai disastri naturali agli scenari socio-politici, dalla libertà d’espressione al cyberattivismo.

Festa della poesia a Firenze

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19 e 20 MARZO
Biblioteca delle Oblate
Via dell’Oriuolo 26

FESTA DELLA POESIA

organizzata da
laboratorio nuova buonarrotifirenze poesia

in collaborazione con la rivista SEMICERCHIO

e con la Direzione della Biblioteca

carta st[r]amp[al]ata n.8

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di Fabrizio Tonello

Il Giornale di lunedì 15 marzo, riferendo in una corrispondenza da Parigi sul risultato delle elezioni regionali, scrive: “In vista delle presidenziali del 2012, Sarkozy deve insomma darsi molto da fare. Rischia seriamente di perdere il posto”. E anche la moglie, aggiungiamo noi: documenti in possesso di Nazione Indiana rivelano che ben presto la compagna Carla Bruni tornerà in Italia. Per fare cosa? Ebbene, sembra che Pierluigi Bersani (supplente di matematica nel liceo svizzero dove la giovane Carla studiava) l’abbia convinta a prendere la guida della Commissione Femminile del Partito Democratico.

Arrivano i mostri!

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ZIBALDONI E ALTRE MERAVIGLIE
Anno VIII – Quarta Serie, Numero 9

Napoli – Palazzo Reale
22 marzo 2010 ore 17:30

LA FONDAZIONE “PREMIO NAPOLI”
in collaborazione con
“Zibaldoni e altre meraviglie”
QuiEdit Edizioni
Lavieri Edizioni

presenta

“IL BADALUCCO, IL LUNATICO E ALTRI FANTASMI”
– Tre atti e una jam session –

I ATTO
“Il Badalucco”
Gianni Celati legge “I sonetti del Badalucco nell’Italia odierna” (Edizioni Feltrinelli 2010)

II ATTO
“Il Lunatico”
Ermanno Cavazzoni legge “Il limbo delle fantasticazioni” (Edizioni Quodlibet 2009)

III ATTO
“Altri fantasmi”
Giancarlo Alfano, Gianni Celati, Enrico De Vivo, Domenico Pinto, Massimo Rizzante, Marianne Schneider parlano della collana “Questo è quel mondo” diretta da Enrico De Vivo (Edizioni QuiEdit) di “Non siamo gli ultimi” di Massimo Rizzante (Edizioni Effigie 2009) e della trilogia di Arno Schmidt curata da Domenico Pinto (Edizioni Lavieri)

JAM SESSION
Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni dialogano con il pubblico su “Letteratura e fantasticazione”
IN REPLICA il 23 marzo 2010, ore 17,30, ad Angri (SA) presso il Liceo Scientifico “La Mura”

I 60 anni di Filmcritica (III)

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[Ricorrono i 6o anni della rivista «Filmcritica», per chi voglia abbonarsi il modulo si trova qui. DP]

Filmcritica ha negli anni più volte invitato studiosi d’ogni provenienza a riflettere sull’immagine. Il caso del filosofo, psichiatra e psicanalista cileno Ignacio Matte Blanco, in Italia alla metà degli anni ottanta, è forse uno dei più clamorosi.
Il testo è tratto dalla sezione Sentire (a cura di A. Cappabianca), pp. 68-79.
(Lorenzo Esposito)

Riflessioni sulla creazione artistica
Ignacio Matte Blanco
n. 365/366, giugno/luglio 1986

Cinema Moralia a Napoli

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Cinema Moralia
rassegna internazionale di film e video d’autore
promossa dal Teatro Stabile di Napoli
nell’ambito del percorso Shakespeare / Beckett
a cura di Bruno Roberti e Rosalba Ruggeri

Dal 15 marzo al 25 maggio 2010
film, incontri, notti a tema, anteprime e installazioni video
a Galleria Toledo, al Cinema Modernissimo e al Teatro Mercadante

Cinema Moralia è una rassegna di film e video a cura di Bruno Roberti e Rosalba Ruggeri, con anteprime, film inediti e rari, installazioni, montaggi d’autore, notti a tema, film domenicali con brunch
Fil rouge dell’intera proposta saranno i temi legati all’opera di Shakespeare e Beckett, seguendo uno dei percorsi della programmazione artistica della stagione in corso.

BLITZ – LA STORIA DALLA PARTE DEL NEMICO: CRAXI RILEGGE TANGENTOPOLI E MANI PULITE

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Progetto PPP presenta
Blitz
Teatro Ringhiera, Via Boifava 17, Milano
dal 18 al 28 marzo
Orari: serale 20h45, pomeridiana 16h00, domenica 28 marzo 20h45
Ingresso: € 1

A dieci anni dalla morte di Craxi viene presentato al teatro Ringhiera di Milano, in via Boifava 17, ospitato dalla compagnia Atir, Blitz, studio teatrale sugli anni di Tangentopoli e Mani Pulite, scritto da Letizia Russo e diretto da Cristina Pezzoli, in scena dal 18 al 28 marzo.
In scena, tra gli altri personaggi, ci sarà una trasfigurazione di Bettino Craxi che dall’oltretomba racconta la sua verità.
L’adesione al punto di vista del nemico è il principio fondativo di Blitz e del progetto PPP che l’ha generato, nella prospettiva di una ricerca teatrale e storica che restituisca la complessità degli eventi che hanno attraversato la storia italiana.