di Christian Raimo
Può fare uno strano effetto leggere quello che diceva oggi Doris Lessing su “Repubblica” se avete appena finito di parlare con un vostro amico che insegna al liceo, totalmente demoralizzato per il fatto che spiegare i principi più basilari di Marx si è dovuto impiccare un’intera mattinata. Il Premio Nobel se la prende con il gergo comunista, quello che definisce “una degenerazione del linguaggio” colpevole di aver infestato il mondo negli ultimi decenni e che oggi continua a perpetrarsi tra le aule e le biblioteche delle università. Tra le pagine della Pravda e quelle dell’accademia inglese e americana Lessing vede un filo rosso, rossissimo, che in nome di un marxismo elitario, ha in realtà creato più che combattuto le differenze di classe.







