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Eugenio Cambaceres

Immerso nel suo pessimismo, scavato dai più grandi demolitori meccanici moderni, affondato nel più profondo nulla delle nuove dottrine, trascinava la vita nella più nera solitudine.
Era come morto, chiuso tra le pareti di casa, giorni interi senza voler vedere o parlare con nessuno, portato dalla corrente rovinosa del suo secolo. Pensava a se stesso, agli altri, alla miseria di vivere, all’amore (un maldestro richiamo dei sensi), all’amicizia (un disastroso sfruttamento), al patriottismo (un dovere o un residuo di barbarie), alla generosità, all’abnegazione, al sacrificio (tutte chimere, o

Sudeste

di Haroldo Conti

Il vecchio morì proprio all’inizio dell’estate. Come se avesse continuato a ritardare il momento, per aspettare quel periodo e non un altro. E così successero tante cose, in qualche modo notevoli e definitive, anche se passarono inosservate.
Il Colorado Chico venne a cercarli con la lancia e tutti pensarono che il momento era arrivato.… Leggi il resto »

Horacio Quiroga: la vita come un crimine

di Mauro F. Minervino

Esiste su Horacio Quiroga un giudizio lapidario, e forse un po’ malevolo, formulato da J.L. Borges nel 1945: «Ha scritto racconti che aveva scritto meglio Kipling». Non esattamente una riduzione, però. Essere secondi a Kipling non avrebbe dovuto offendere il talento letterario di nessuno, specie se una simile graduatoria fosse stata stilata da un genio della letteratura universale come Borges.… Leggi il resto »

Sulle tracce di Belgrano in Liguria

di Marino Magliani

Tanto tempo fa, con una certa regolarità, mi capitava di frequentare un bar alla Spianata di Borgo Peri che assomigliava a quei locali della California, anche se io in California non c’ero mai stato. La vetrata dava sulle palme, e là sotto c’era il mare che faceva rabbrividire l’aria e le cose della riva.… Leggi il resto »

La civiltà Laiseca

Alberto Laiseca

 

Come dice lo stesso Alberto Laiseca, Los sorias è «anzitutto qualcosa di molto divertente». Poi, oltre a essere l’opera più ampia della letteratura argentina, una delle più ambiziose e, fino a qualche tempo fa, anche una delle più sconosciute, è tante altre cose.… Leggi il resto »

El Chalten

di Pierpaolo Lupo

L’intensità del vento sembrava essersi placata. Le nuvole nere che per tutto il pomeriggio, con movimenti vorticosi, avevano giocato con le cime delle montagne, andavano diradandosi e in una zona più elevata del cielo avevano fatto la loro comparsa soffici strato-cumuli di un bel colore cangiante tra il rosa e l’arancione.… Leggi il resto »

¡Que viva la traducción! – La letteratura italiana in Argentina

(Dopo le prime puntate in Spagna – qui e qui – ecco una nuova intervista per capire che ruolo giochi la nostra letteratura fuori dai confini nazionali. Questa volta esploreremo l’Argentina grazie alla guida di Jorge Aulicino. Il salto tra i continenti non vi sembri così arbitrario: le due culture e i due mercati editoriali sono profondamenti intrecciati.… Leggi il resto »

Ernesto Sabato, la classe media e la dittatura

di Alberto Prunetti

In seguito alla recente scomparsa dello scrittore argentino Ernesto Sabato – lo scrivo senza accento sulla prima “a”, come d’uso in Argentina – molti blog letterari italiani, a cominciare da Nazione Indiana, hanno pubblicato articoli che commentano la vita e l’opera di questo scrittore.… Leggi il resto »

Assenze

di Gianluca Veltri

Nel romanzo di Nathan Englader “Il ministero dei casi speciali”, il padre di un desaparecido la cui colpa era ascoltare i Pink Floyd e leggere Marcuse, al culmine di vane ricerche, riflette: “Sono il padre di un figlio morto che non ha un cadavere su cui piangere.… Leggi il resto »

LA SPIAGGIA DEI CANI ROMANTICI

di Marino Magliani

Alla fine di febbraio a Lincoln finiva anche l’estate. Con la negra i posti dove farci a pezzi si riducevano a due o tre. Negra solo perché era ordinaria, a Lincoln se uno è ordinario è negro anche se è biondo, ma scura di pelle la negra lo era davvero.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina # 14

di Antonio Moresco

Ritorno a Buenos Aires.

Incontro con Roberto Raschella, nel solito caffè all’interno della libreria. Laura lo intervista, per un libro che deve fare assieme a Giovanni. Arriva un’altra scrittrice, uno studioso di qualcosa, poi una che lavora nel cinema.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina # 13

di Antonio Moresco

Montevideo

Partenza per Montevideo con Giovanni. Fermiamo un taxi. Ma l’uomo che lo guida è strano. Scuro, coi calzoni rotti, sembra stordito. È domenica mattina, qui al sabato stanno svegli tutta la notte, forse è solo per quello che sembra così sballato.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina # 12

di Antonio Moresco

Laura racconta, mentre facciamo colazione a casa sua, la mattina dopo, che a Santiago del Cile, ci sono delle figure che vengono chiamate «i rospi».

I rospi
Fermi al centro delle enormi strade a molte corsie che corrono da una una parte e dall’altra, nel traffico così impazzito che a volte bisogna prendere il taxi per andare al lato opposto della strada senza venire investiti dalle ondate delle macchine e dalle valanghe degli autobus delle varie compagnie private in concorrenza tra di loro anche sulle stesse tratte, hanno il compito di segnalare agli autobus della propria compagnia i tempi di passaggio sulla stessa tratta degli autobus delle compagnie concorrenti, in modo che questi si possano regolare se gli conviene accelerare oppure rallentare per raccogliere un maggior numero di passeggeri.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina # 11

di Antonio Moresco

Còrdoba

Laura e Nic partono per Buenos Aires, io e Giovanni per Còrdoba. All’arrivo, ci viene a prendere all’aeroporto Esteban Nicotra. È una persona dolce. Ci porta a casa sua. Dopo un po’ arriva Silvia, sua moglie, che era andata a comperare delle bottiglie di cerveza ed era passata alla posta.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #10

di Antonio Moresco

Le Ande
Partenza di mattina presto per le Ande. Ci si avvicina pian piano. Guida la macchina il padre di Eugenia, Carlos. Sullo sfondo un’enorme raffineria di petrolio che fuma, l’immagine lontana del cono vulcanico spento del Tupungato.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #9

di Antonio Moresco

Mendoza
La mattina dopo, partenza per Mendoza. Ancora vento, pioggia. Arrivando col taxi all’aeroporto, per le strade e gli incroci allagati, e costeggiando di nuovo il Club des Pescadores, e poi ancora, mentre l’aereo decolla, la vista del Rio della Plata a fianco della pista, con la sua acqua limacciosa, livida, gialla.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #8

di Antonio Moresco

Santa Fe
Sveglia prima dell’alba, dopo pochissime ore di sonno. Il tempo è cambiato. Il cielo è tutto nero, piove, la temperatura si è abbassata di colpo di dieci, quindici gradi. Guardo, dall’altra parte della ringhiera, le mie mutande e le mie canottiere stese, che ieri avevo lavato con un pezzo di sapone e appeso a un filo con le mollette.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #7

di Antonio Moresco

Sono qui in Argentina da diversi giorni e non sono ancora riuscito ad andare al cesso. Il mio cagare sta diventando argomento di discussione quotidiana tra noi. Contiamo i giorni. Tre, quattro, cinque… E non ci sono segnali.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #6

di Antonio Moresco

Andiamo a mangiare il solito bife con Nic e Laura. Raccontiamo loro quello che è successo al Boca. Lei non dice niente. È un po’ stanca, va a casa a riposare. Passiamo il resto del pomeriggio e la serata io e Giovanni da soli.… Leggi il resto »