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racconti italiani contemporanei

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La messa delle rane

di Michela Lazzaroni
Il signor Bertoni era il mio cliente peggiore, di rane ne comprava una sola e le sue monete erano sempre umide.

Voce di donna. All’inizio, il primo tempo

di Paola Taboga
Nel cinegiornale della mia infanzia ci sono io bambina e c’è Luisella bambina. Mia sorella sarebbe arrivata anni dopo. Mia madre ha sempre avuto una vera ossessione per l’ordine e la pulizia.

Il tuffo

Matteo Camerini
Come stai? chiesi, ma non mi rispose. O meglio, non so dire se mi rispose o meno perché non ascoltai la risposta, non ero pronto ad ascoltare.

Un gatto silvestro

di Tito Sdralevich
Finalmente ho chiesto a J**** di uscire: ha accettato subito! Va detto che non è stata una mia idea: me l’ha imposto un Gatto Silvestro.

Guarda che c’é dentro qualcosa

di Laura Rescio
Guarda che c’è dentro qualcosa, mi dice. E io apro il libro e lo sfoglio, e non vedo niente, e lei mi dice com’è che non vedi mai niente, gli uomini non trovano mai le cose, e io mi stufo e chiudo il libro e lo lascio lì proprio per farle dispetto

Al mondo l’otto percento li ha blu. La maggior parte li ha marroni

di Paola Zanini
Mia madre è morta e io mi sono dimenticata di chiedere chi le ha chiuso gli occhi. Ci penso ora, a un anno di distanza, quasi vorrei chiamare l’ospedale, fare un’indagine, risalire all’infermiere di quella notte.

Willy e luglio

di Arjuna Cecchetti
Okay, vederla tuffarsi dal pontile non era da mozzare il fiato, le mancava qualche curva nei punti giusti, per lo stesso motivo non mozzava il fiato nemmeno quando risaliva spingendo con le braccia sulle tavole di legno.

Il grande complotto delle voci magnetiche

di Tito Sdralevich
Di quel giorno mi ricordo che stavo andando al centro trapianti quando vidi lo zingaro accasciato fuori dalla stazione del metrò, con i vigili tutti intorno per evitare che lo linciassero

Alla gente i passaporti continuano a scadere

di Gabriele Esposito
. Il campanello suona alle tredici e trentaquattro. Acqua che scorre a cento gradi tra la ruggine dei tubi del palazzo; di là, passetti di coleotteri scuri in fuga verso bui d'intercapedini sconosciute.
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