di Francesca Matteoni
Pelle immaginaria è il tuo amore
scoperto sulle colpe.
Folletti subacquei aprono e chiudono gli occhi
buchi grigi tra i corpi distesi.
L’anima si scompone, scompare
correndo nella voce.
Tu volti la nuca – hai la bocca
piena di sputo.
Si espelle da dentro il cuore, poi s’allunga –
un vortice nero d’anguilla.
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7 commenti
Molto bella, Francesca.
sono un fan delle due francesche.
La potenza del sogno
in contrasto con la potenza del corpo
attorcigliati e spietati….
Mi viene in mente Caroline Says II da Berlin di Lou Reed. It’s so cold in Alaska. In Artico too…
Mi viene in mente Caroline Says II da Berlin di Lou Reed. It’s so cold in Alaska. In Artico too…
Quella foto
mi ricorda una spirale accanto a un bronzo.
Un vortice di sensi
finale da brividi.
finalmente una poetessa coi controcoglioni.