di Corrado Premuda
1.
Nonna diceva che si saluta con gli occhi, non con le parole.
Un amico d’infanzia ti saluta con la nostalgia di rivederti in quel bambino che non c’è più. A un amante basta un piccolo cenno per far tornare l’ultimo istante di intimità. Poi c’è il falso saluto dei nemici, ma chi ce li ha?
Scesa dal treno, il ragazzo mi sorride e dice ciao. Chiedimi qualcosa, la voce...
di Mauro Tetti
Il tre maggio del millenovecentoquarantatre le torri della città bastionata crollavano, i soffitti cedevano, tutta Cagliari veniva iscoveccada, così dice Zina, e io non l’ho mai capito cosa voleva dire iscoveccada fino a che non ho visto i video della città iscoveccada e ho capito che vuole dire scoperchiata, nel senso di togliere copertura, nel senso di distruggere. Zina dice che c’erano i militari della batteria antiaerea...
La descrizione del progetto L’Anno del Fuoco Segreto, si può leggere QUI.
di Edoardo Rialti
Bisogna pure cominciare da qualche parte, tanto vale farlo dalla Pawa.
Ce n’erano almeno tre migliori, in zona. Alla Runner ci stava pure la spa, a Skoda e Azzurra giravano le ragazzine, con tutti quei corsi coi nomi inglesi, la Pawa invece non cambiava pesi e macchinari da dieci anni, persino la musica pareva più vecchia. Un po' come certe...
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di Dario Valentini
Ci sono storie che non hai mai vissuto, eppure le hai vissute. Mi aveva detto Lorca un pomeriggio, dopo avermi fatto riprovare per la millesima volta un passaggio che non mi veniva delle Variazioni Goldberg. Eh già. Gli avevo risposto distrattamente. Poi mi aveva appoggiato una mano sulla spalla e lanciato uno sguardo con gli occhi lucidi. Tutto ok?
«Non...
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di Loredana Lipperini
Il camicino da morto non era una vera e propria camicia: era una maglietta bianca di lana fine con un paio di ghette in tinta, sempre candide come capelli di demone. La zia di Camilla l’aveva preso grande, 3-6 mesi e non 0-3, perché, diceva, ai bambini i vestiti sfuggono, neanche il tempo di metterglielo una...
di Maria Gaia Belli
Seduta sul pavimento della sala d’attesa, ripensi a quella volta che hai visto morire una bambina per la puntura di un’ape. Il dito intorno al pungiglione le era diventato rigido e rosso, il bianco degli occhi aveva iniziato a riempirsi di puntini scuri. Quando avete smesso di giocare, la lingua ormai le imbottiva la gola e muco giallo le colava dal naso. L’ambulanza l’aveva portata via...
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di Carla Fronteddu
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Karin Boye
Quel giorno un grosso cavolfiore bolliva in pentola, rilasciando una terribile puzza di zolfo e impregnando la stanza di umidità, ricordi? La vecchia c’era abituata ma il tuo povero nasino si sarà arricciato infastidito. Riuscì con la sua sensibilità ferita, a distrarti dalla scena?...
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di Elena Giorgiana Mirabelli
… e per un mese intero suonarono e ballarono
È mia madre ed è nel bosco.
Ci sono le primule viola, l’odore di fiori e di sterco, il suono dell’acqua sulle pietre, una lunga gonna bianca. C’è la luna e una brezza di terra, lei è scalza. I capelli sulle spalle, sciolti, ciocche mosse e lucide; lascia...
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di Francesco D'Isa
- Questa storia non ha senso.
- Lo so.
- Ma quando è iniziata?
- Appena ho aperto il suo computer.
- Cioè?
- Ora ti spiego, non guardarmi così.
- Scusa, è che sono preoccupata. Ti guardo così perché sono preoccupata. È una roba strana, secondo me devi andare da qualcuno.
- Ci sono stata, che credi, poi ti dico. Voglio raccontarti...
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di Andrea Cassini
Il giorno prima di partire il ragazzo chiamato cerbiatto bevve il sangue dei padri, poiché lo avrebbe reso forte per il viaggio. I padri si strinsero il gomito con un laccio, si fecero un taglio sulla spalla con un coltello d'osso e lasciarono sgorgare il sangue in una ciotola d'argilla. Il ragazzo lo bevve una volta...
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di Viola Di Grado
Una sera, in una zona fredda della Terra, mi sono innamorata di una persona. Perdonate l’imprecisione. L’imprecisione è una forma narrativa e una forma d’amore. Non ricordo davvero di che sesso fosse. Non ricordarlo è il mio tentativo maldestro di avvicinarmi alla sua essenza.
La mia memoria è complice di quella sua natura indefinibile che tanto...
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di Luca Ricci
“Ci sono più cose in cielo e in terra,
Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”.
Amleto, William Shakespeare
Luigi Menz, da giorni accampato nei paraggi di Frippane, venne raggiunto da un uomo.
- Di cosa è fatta la tua tenda?
- Gore-tex. Un tessuto antivento e impermeabile. E’ ultra leggero.
- Che diavoleria.
Menz sorrise. - Posso entrare nel villaggio?
-...
di Giulia Felderer
“For bonny sweet Robin is all my joy”
Mi piaci fin dal Paradiso Terrestre senza dubbio ti ricordi di: ma anche di: quella volta in cui: siamo stati benissimo abbiamo corso a perdifiato sotto la Luna ne abbiamo le foto e tutti se ne ricordano tutti non possono averle dimenticate in quanto: le abbiamo postate su Instagram. Oppure si trattava di una pubblicità di biscotti fin dal Paradiso...
di Elisabetta Costanzo
musiche di Martina Betti aka Shedir
1. Paesaggio
SHEDIR · 1. Paesaggio
Eravamo in macchina; avanzavamo veloci mentre i ciottoli sull’asfalto crepitavano al nostro passaggio. Mi sembrava di volare; istantanee della campagna si susseguivano dietro il finestrino, albero dopo albero, chilometro dopo chilometro. Il sole si nascondeva tra le chiome per poi riapparire in una striscia di luce calda. Era un bel momento; non si capisce mai fino a che...
L'Anno del Fuoco Segreto
di Edoardo Rialti e Dario Valentini
Suonando invisibile per il giovane Ferdinando che si aggira sulla spiaggia del naufragio, lo spirito Ariel canta che il padre del ragazzo giace a più di cinque braccia e le sue ossa sono adesso di corallo, perle quanto erano i suoi occhi e che tutto ciò che in lui è soggetto a mutamento il mare adesso lo trasforma in qualcosa di...
di Julian Zhara
#covid #2020
Stanno morendo uno dopo l’altro; / buttare la terra sopra le bare / sta diventando un gesto abituale / come buttare il sale sul cibo in cottura. Prima strofa della poesia Si affrettano a morire, di Luljeta Lleshanaku.
#albania #shqipëria
Chiamare qualcosa è darle un posto nel mondo. Chiamare Albania uno stato che si definisce Shqipëria è provocarle una nevrosi: la percezione di sé - anche linguistica -...
di Orazio Labbate
Nevicava da due notti. Il gelo aveva sommerso i pali della luce interrompendo la corrente in tutto il quartiere. La gente rimaneva in casa come in attesa di un mistero. Il mio vicino di tanto in tanto mostrava un occhio attraverso la tenda, come a spiare un omicidio. La neve aveva sommerso la mia auto, riuscivo a vederne, dalla finestra della cucina, solo alcune parti. Nel cofano...
Una questione di gesti
Note a margine di Ivano Mugnaini
su
La cosa, di Gianluca Garrapa
Edizioni Ensemble, Roma, 2020
La nota sulla quarta di copertina de La Cosa è di Paolo Zardi, autore tra l’altro di Antropometria e Il giorno che diventammo umani, due titoli che fanno cenno a “misurazioni” e “metamorfosi”. Zardi osserva che «Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con...
di Andrea Cassini
Essere con la testa a venticinque chilometri di altitudine, le guance sfregiate da bufere di anidride carbonica ghiacciata ma gli occhi aperti, a sfidare i cristalli di polvere marziana che si conficcano nella sclera e le particelle cosmiche piovute tra le maglie larghe della ionosfera. Avere il corpo inscritto nella circonferenza del vulcano, la caldera che si è stratificata intorno al petto usando il torace come camino,...
di Giovanni De Feo
Nico non riuscì a distinguere il momento esatto in cui il racconto del Mastro si insinuò a tal punto nel suo sonno da spaccarlo, come un cuneo di ferro in un ciocco di legno, penetrando in profondità nei suoi sogni. A un certo punto però si trovò a camminare dentro di essi.
Era un sogno, e insieme non lo era. Intanto perché era consapevole di stare sognando,...
di Marisa Salabelle
Le donne erano sedute in cerchio nella piazzetta secondaria di Tetti, non quella principale, all’ingresso del paese, con le panchine e i tigli e la fontanella dell’acqua, e nemmeno quella della chiesa, che una piazza della chiesa propriamente a Tetti non c’era, c’era solo il prato davanti all’ingresso e il monumento ai caduti da una parte: l’altra piazzetta, quella oltre il vecchio lavatoio, nella zona chiamata Tetti...
di Lavinia Mannelli
Solo da pochi giorni i lettori italiani possono trovare in libreria un nuovo grande romanzo di Elfriede Jelinek, autrice austriaca insignita nel 2004 di un molto discusso Premio Nobel per la Letteratura. Gli esclusi, pubblicato ora per La nave di Teseo, è in realtà un testo del lontano 1980; il terzo in ordine di tempo uscito dalla penna della scrittrice e già denso di alcuni interessanti stilemi...
di Gianni Biondillo
Piersandro Pallavicini, La chimica della bellezza, Feltrinelli, 270 pagine
Massimo Galbiati, professore di chimica di mezza età che ha conosciuto la passione per la ricerca scientifica pura e, al contempo, la frustrazione di un sistema universitario gretto e incapace di mettere in luce il suo talento, non ha alcuna voglia di accompagnare il professor de Raitner ad un convegno a porte chiuse a Locarno. Ma l'arcigno barone non...
di Haroldo Conti
Il vecchio morì proprio all’inizio dell’estate. Come se avesse continuato a ritardare il momento, per aspettare quel periodo e non un altro. E così successero tante cose, in qualche modo notevoli e definitive, anche se passarono inosservate.
Il Colorado Chico venne a cercarli con la lancia e tutti pensarono che il momento era arrivato.
– Andiamo! – disse soltanto. E partirono.
Avevano messo il vecchio in una stanzetta, da solo.
–...
Esce domani in libreria per l'editore Marcos y Marcos il nuovo lavoro di Franco Buffoni, Come un polittico che si apre, libro intervista con Marco Corsi per i settant'anni dell'autore. Ne diamo qui volentieri un'anticipazione. Buona lettura a tutti.
di Franco Buffoni
ULTIMI IRRIDUCIBILI IMPEGNI:
SUL VIVERE IN SOCIETÀ
Siamo tornati al clima di partenza, perché queste conversazioni si sono protratte nell’arco di un anno. Oggi il tempo è benigno, promette una discreta primavera,...
di Antoine Volodine
traduzione di Federica Di Lella
Lisbonne, dernière marge è il romanzo di Antoine Volodine che preferisco tra quelli che ho letto. Sono molto contento che, con il titolo Lisbona, ultima frontiera, sia stato pubblicato in Italia nell'eccellente traduzione di Federica Di Lella. Ringrazio Federica e le Edizioni Clichy per il permesso di riprodurne qui un brano. a.r.
E poi, come l’eruzione di una lava trattenuta per mille anni, per centoquattordici...
di Stiliana Milkova
Pacific Palisades, il nuovo libro di Dario Voltolini, è appena uscito da Einaudi. Pacific Palisades racconta una vita attraverso la mappa di una città. Per specificare, il suo è un testo autobiografico che colloca la propria storia sulla pianta topografica di Torino (la città natia dello scrittore) per poi espandere la prospettiva dell’io narrante e dunque anche quella del lettore fino a comprendere territori lontani e definitivamente...
di Marosia Castaldi
“Ciò che perpetuamente scorre, costringe a una moralità” (Robert Walser). Con questo ex ergo si apre il libro di Alberto Rollo sulla “sua” e “su” Milano
Perché, come dice l’autore, non esiste una ma mille Milano. Non una ma mille morti sperimentiamo ogni giorno ogni notte della vita, come diceva Shakespeare
E il nostro teatro è il paesaggio in cui viviamo che porta nelle sue viscere la nostra morte,...
di Maria Gaia Belli
Questo mondo è molto semplice.
È fatto così:
a sud c’è il mare, e tutto quello che sta intorno al mare. Di fianco, vicino, appoggiato al mare: paesini pieni di piste ciclabili, vuote d’inverno; panifici che profumano di sale; piedi in infradito, facilmente sporchi; pelle scura, spesso secca, bambini che si tirano via le pellicine delle scottature; palloni poco pesanti; molta strada a corsie strette, sempre dritta, che...