
Sognai che ero una farfalla
che d’esser me sognava
guardava in uno specchio
ma nulla ci trovava
-Tu menti-
gridai
si svegliò
morii.
R.D. Laing
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TQ, qualche buona ragione per un laboratorio politico e culturale
di
Andrea Inglese
Trovo che l’iniziativa avviata dall’incontro di più di un centinaio di scrittori sotto la sigla di TQ presenti alcune caratteristiche che ricordano la celebre Azione Parallela, in cui il protagonista de L’uomo senza qualità di Musil si trova coinvolto. Da anni, abbiamo sperimentato in Italia tutte le virtù e i limiti dell’intelligenza solitaria e di piccolo gruppo. Quanti di noi non conoscono le miserie e i trionfi dell’essere minoritari? Sulle solitudini, i malintesi, le impotenze, le velleità, le intransigenze sappiamo quasi tutto. Diciamo che il motto, per molti di noi, in questi anni, è stato: “meglio soli che mal accompagnati”. E a ragione. Di grandi motivi per comunioni generazionali io non ne ho mai visti molti. I conflitti si sono sempre giocati sia dentro che fuori il gruppo dei coetanei, per quanto mi riguarda. E non tutte le solitudini erano dello stesso colore. Alcune erano costruite in funzione della carriera e richiedevano risparmio di energie e rovello tattico. Altre erano frutto d’incompatibilità con stili di vita, di pensiero e di scrittura, che erano in larga parte accettati dal maggior numero come ovvi. Quale che fosse, insomma, la forma delle solitudini, generosa o cinica, ribelle o opportunista, la sostanza di esse è una certa tristezza, un senso di amputazione.














