
Sacrificio di Isacco – Michelangelo Merisi da Caravaggio
1603, olio su tela, 104×135 – Galleria degli Uffizi, Firenze

Noi siamo tutti dei bambini, tranne i bambini.
“Santuario” W. Faulkner
C’è la letteratura. E c’è la morte. C’è la letteratura e c’è la morte, e c’è la morte, quella più terribile ed ingiustificabile, quella dei bambini, quella che non ammette nessuna elaborazione, quella che non permette nessuna forma di conforto, quella che non concede oblio, quella che strazia e strema. Non sorprende quindi che Philippe Forest, a 10 anni dalla scrittura del suo ‘romanzo’ Tutti i bambini, tranne uno, sia tornato ad impelagarsi in questa materia tanto sconvolgente e dolorosa, sia tornato di nuovo a domandarsi cosa accade “nell’impossibile della realtà”: e la malattia e la morte di una bambina è una delle forme – la meno riconducibile a logiche consolatorie di razionalità e di senso – che “l’impossibile” assume nella dimensione della quotidianità.












