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Quando la “razza” conta?

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(Prima puntata qui, seconda puntata qui. A. I.)

Fra pratiche discriminatorie e trattamenti eguaglianti

di Costanza Margiotta

1. A partire da una storia di stereotipi e pregiudizi

 

Vorrei iniziare questo contributo narrando una storia di varia umanità, diversa da quella inserita nell’intervento di Mauro Barberis al Forum «Legge, “razza” e diritti. A partire dalla Critical Race Theory», curato da Thomas Casadei e Lucia Re per «Jura gentium. Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale» (1). Si tratta sempre di esperienze vissute sui mezzi pubblici o piuttosto semi-pubblici precisamente su un treno in transito per la stazione di Bologna, nei giorni successivi al ritrovamento del corpo del piccolo Tommaso Onofri nei pressi di Parma. Al momento dell’ingresso in stazione una ragazza bianca, davanti alla porta del treno, dove si trovava anche il controllore, inizia ad agitarsi chiedendo se qualcuno avesse visto la sua valigia lasciata incustodita proprio in quella parte del vagone. La reazione immediata del controllore bianco è quella di fare notare alla ragazza come credesse possibile ritrovare una valigia lasciata incustodita in un treno frequentato da «negri». Malauguratamente per il controllore davanti alla porta di quel treno non mi trovavo solo io, ma anche una ragazza nera, la quale non aspettò un secondo per far notare al controllore che la sua era una affermazione profondamente razzista: gli chiedeva insomma come facesse a dare per scontato che dovesse essere stato per forza qualcuno di colore a rubare la valigia.

 

La rosa nera delle avanguardie

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di Marco Simonelli

La chiamano La rosa nera delle avanguardie. Da 25 anni Diamanda Galás presta la sua ragguardevole estensione vocale per incanalare in un flusso sonoro (spesso agghiacciante, spesso insostenebile persino per l’ascoltatore più estremo) un lamento funebre straziante che pare prodursi nelle viscere di un inferno dantesco.

Firenze Poesia. Voci lontane, voci sorelle

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10-23 giugno
Festival internazionale di poesia, sesta edizione

letture di poesia, incontri con i poeti, presentazioni,
confronti sulla situazione della poesia italiana e internazionale

ingresso libero

Parigi, una messa

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di Dario Borso

Il 21 aprile 1964, nella gran sala del Palais dell’Unesco, strapiena, Jean Beaufret prende posto sulla tribuna a lato di Jean-Paul Sartre e di Gabriel Marcel. L’occasione è un omaggio a Kierkegaard. Si assiste quasi a una prova generale di certi aspetti del Maggio 68: la folla degli studenti, esclusa dalla sala riservata agli invitati, preme violentemente alla porte e riesce a forzarle; s’installa sui gradini e deborda ovunque. Perché tale insistenza quasi insurrezionale? Per ascoltare Sartre che legge con voce secca e monocorde un testo notevole (Questioni di metodo), ma troppo arduo per un uditorio divenuto intanto saggio e silenzioso.

Poesie per principianti

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di Alessandro Broggi

la tecnologia ha un ruolo
importante perché è attraverso
di essa che sempre più spesso
passa la nostra esperienza

il flusso della comunicazione
avvolge la nostra quotidianità
ormai è l’orizzonte dentro al quale
avviene tutta la nostra percezione

Poubelle. Forse cercavi: monnezza

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Il dibattito
Intellettuali e debolezze della politica
di
Gabriella Gribaudi

Ritorna ciclicamente la discussione sulla borghesia napoletana. La solita discussione sulle «mancanze» (mancanze meridionali, ma anche mancanze italiane) ancora più assurda in epoca post-industriale e post-moderna. A Napoli mancherebbe una vera borghesia. Che cos’è la borghesia «sana»? I finanzieri rampanti di Roma e Milano? I vecchi industriali? Gli imprenditori che smistano i rifiuti tossici? Oggi più che mai la categoria non è adeguata a interpretare una realtà storica che vede trasformare completamente i vecchi assetti sociali in un rapporto inscindibile con i processi di globalizzazione. A milioni hanno letto e glorificato il libro di Saviano, Gomorra, ma sembra che quasi nessuno ne abbia colto uno degli aspetti più importanti: la descrizione del rapporto funzionale tra i gruppi camorristi e gli imprenditori settentrionali, per i rifiuti nocivi, per lo sfruttamento del lavoro nero…

Il potere degli incubi: le ombre nella caverna – di Adam Curtis

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The Power of Nightmares – The Rise of the Politics of Fear, di Adam Curtis (2004).
Un documentario che descrive la nascita del movimento neoconservatore americano e quella del movimento radicale islamico, osservandone le ambigue similitudini.

Terza parte “The Shadows in the Cave”
60 minuti, in inglese, trascrizione, schermo pieno.

Raccontare la realtà – creare una bugia

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di Martino Baldi

Sembra impossibile che in così pochi si siano accorti di quello che succede a Granara. Un ponte lungo e strettissimo sul Taro che sembra il passaggio in un’altra dimensione, un’infinità di curve in salita tra squarci di valle intravisti attraverso gli alberi fitti e il levarsi di falchi ad altezza d’occhio, infine, dietro una curva, all’improvviso, una manciata di case e ai suoi margini, in una radura tra borgo e bosco, un tendone da circo. Provengo da una full immersion di 5 giorni in quel tendone, in compagnia di una quarantina di teatranti. Il progetto è quello di una produzione di lungo termine, preparata da una cadenza di laboratori, fondata su una riscrittura dei fondamenti del lavoro dell’attore e sulla riappropriazione di spazi e tempi dettati dalle esigenze artistiche e non dai cordoni della borsa di un produttore. Il progetto si chiama “PPP”. Al centro di tutto: il Potere, la Politica, la Pornografia. Ovvero: le mutazioni sociali, la crisi di un paese scivolato progressivamente verso una falsa coscienza collettiva da cui pare impossibile evadere. Ma prima di tutto: la falsa coscienza di ognuno di noi, la tentazione di sentirsi dalla parte giusta e quindi di simulare soltanto un dialogo con la realtà che in verità non ha luogo. Riappropriarsi della capacità di guardare e comprendere. Spogliarsi delle maschere, delle tecniche, delle protezioni. Studiare scrupolosamente per conoscere. Immedesimarsi per capire. Svellere le maschere, le false certezze che ci proteggono, i meccanismi a cui ci teniamo stretti per sentirci sicuri.

Ruota degli esposti

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di Fabiano Alborghetti

I

Poi il figlio s’era perso, d’improvviso nella piazza
tra la gente nasce il vuoto dove prima stava in piedi:
e nessuno che sapesse, mai nessuno che abbia visto

la maglietta a righe viola, il cappello rosso in testa.
Che ne sai dello spavento gli gridava in pieno viso
che ne sai di quel dolore di una madre resa monca

che ne sai gli ripeteva delle ipotesi più infami
e con le mani sulle spalle come merce lo scoteva.
Che ne sai delle rinunce

del dolore che nel parto ti divarica la fede
che ne sai del corpo a corpo che nei mesi si fa spazio
per lo spazio che reclami, che ne sai

Ancora “no reply no party”

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Mercoledì 11 giugno, Ore 19.00 – 23.30, al Goganga, Via Cadolini 39 Milano

No Reply insieme a Marco Travaglio, Aldo Nove, Marco Rossari e (forse) Gianni Biondillo (dipende se mi libero in tempo da un impegno preso precedentemente), e alla musica di Cinemavolta e KnK presentano

NO REPLY NO PARTY

Dagli organizzatori di La Biblioteca in Giardino una grande festa di interazione tra set acustici, dibattiti e reading per una serata tra parole e musica, impegno e divertimento.

Nel bosco. Elisa Biagini a Brescia

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Sabato 7 giugno alle ore 18:30 all’atelier del Galeter (Via Guerzoni 92h), a Borgosotto di Montichiari, provincia di Brescia, siamo lieti di accogliere la nota poetessa fiorentina Elisa Biagini che per l’occasione presenterà la sua ultima raccolta poetica “Il bosco”, leggendo alcuni brani e discutendo con Andrea Garbin.

Elisa Biagini vive in Italia, dopo aver studiato e insegnato negli Stati Uniti per vari anni.
Si accosta alla poesia scoprendo le voci di Montale, Rilke, Dickinson e Plath che influenzeranno, come naturale, i suoi primi componimenti. Gli anni trascorsi negli Stati Uniti gli permettono di conoscere la poesia di Sharon Olds, di Adrienne Rich e Anne Sexton.
Sue poesie sono uscite su varie riviste e antologie italiane e americane, fra le più recenti Nuovissima poesia italiana (Mondadori, 2004) e Parola Plurale (Sossella, 2005).
Ha tradotto dall’inglese Emily Dickinson, Sylvia Plath e Anne Sexton. Ha curato la realizzazione e traduzione del volume Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006).
Ha pubblicato sei raccolte poetiche, tra cui Uova (Zona, 1999); L’ospite (Einaudi, 2004); Acqua smossa (Lietocolle, 2005); Fiato (Edizionidif, 2006) e recentemente Nel bosco (Einaudi, 2007)

RADIOBAHIA: racconti per canzoni [004]

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di Marco Ciriello

Radio News 1948

RADIOBAHIA: suona

“Grace Kelly Blues” degli Eels

4.
Monsieur Olivier Dupont crede solo a quello che incontra. Si muove per cercare e catalogare, raccontandolo nella sua rubrica “il costume di mio padre”. «So che non è molto di moda, ma io non ho radici, dove mi mettono sto. Sono un uomo misterioso e molto lento», questo ha scritto di sé.

Diorama dell’est #11

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di Giovanni Catelli


Odessa, albe

Che sapore ha la birra, che sapore ha il fuoco, nella sigaretta il silenzio, la separazione dal vuoto, dalle luci fosforiche.
Solo il gesto dell’alba ti cala, feroce, la distanza, quali piazze del giorno concedi ai poteri del fato.
Nella prima luce nel freddo trema il vero sapere, la misura perfetta, il senso fuggente : ora puoi sciogliere, ai grigi del largo, lo specchio di gelo del bar, che veglia nebbioso le notti di luce, le mobili sabbie del giorno che avanza, muove leggeri plotoni dal mare, irrompe ormai certo sul lido sconfitto, e stupisce negli occhi la tenebra fonda, la notte più antica, le brine del buio :

Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea (2)

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di Michele Zaffarano

tiratele la pelle mentre sta a succhiare bagnata ingoia lei ha le mani che potrei trattenere vicino a me intorno al punto d’appoggio alla punta lei ha le mani che ha sciolto me le schiocca intorno alla vita torcendo per un momento il cuscino dicendomi che lo fa per il nostro piacere avendola guardami pronta a mugolare ancora per un po’ allora i suoi seni mi hanno stretto e formicolato intorno l’introito del mosto ma non troppo faccia lei mostrandomi quanto caldo quanto molto caldo nelle sue passioni era diventato il suo faccia e bocca mi sono mosso sopra verso di lei ha iniziato e la diga si è rotta sprofondata sul punto d’appoggio non volendo mai interrompere le sue tette cremose bagnate negandola ssssì che ha sibilato da dietro spara dappertutto sparami di tuo mi ha insegnato a ha ansimato e rimosso da me i gemiti che annunciano per concludere comprimendo i seni sotto la camicetta trattenendosi oooh

Gomorra, o Dell’agenda dei delitti e delle pene

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di Stefano Palmisano

Scena 1. Nell’ufficio direzionale di una fabbrica del Nord-est. L’imprenditore e l’intermediario della camorra, lo “stakeholder”. Trattano. Sul servizio di smaltimento dei rifiuti industriali dell’azienda. Lo stakeholder offre un prezzo ridotto alla metà rispetto a quelli di mercato. Per il servizio completo: certificazioni, stoccaggio e trasporto. Prova a specificare che tutto finirà nelle discariche di Marcianise, in provincia di Caserta, comune in provincia. L’imprenditore lo stoppa. A lui non interessa dove e come. Gli interessa solo che sia “tutto clean, come dicono gli americani”. L’affare è fatto.

Appello in difesa del popolo e della cultura rom

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In un ciclo di lezioni aperte alla Libera Università delle Donne di Milano, che si è svolto nei mesi scorsi, abbiamo potuto conoscere la cultura e la storia del popolo rom; ne abbiamo incontrato alcune esponenti e studiose: Dijana Pavlovic, Jovica Jovic, Emanuela Miconi, Anna Rota; sappiamo dello sterminio che hanno subito durante il nazismo e il fascismo e per il quale non hanno mai avuto nè risarcimenti nè alcun riconoscimento. Oggi contro di loro nuovamente si stanno realizzando forme di persecuzione etnica, che ci sgomentano e ci tolgono ogni sicurezza.

Vi chiediamo di firmare questo appello
Libera Università delle Donne

L’adesione può essere effettuata sia come singol* sia come associazioni inviando una e-mail a universitadonne@tiscali.it

(Continua qui)

John C. e la filippina

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di Linnio Accorroni

C’è poco da fare: quando i libri toccano e commuovono come quest’ultimo di Coetzee si vorrebbe quasi non scriverne. Si ha la sensazione, infatti, che qualsiasi interpretazione costruita su questo “Diario di un anno difficile”, anche la più acuta e sofisticata, servirebbe solo ad evidenziare l’intrinseca vacuità surrogatoria dell’esercizio critico quando il confronto passa attraverso opere siffatte. Il rumore sottile della prosa del recensore si trasforma in un indistinguibile e quasi fastidioso brusio, incapace di evocare la potente bellezza dell’opera.

Il potere degli incubi: la vittoria fantasma – di Adam Curtis

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The Power of Nightmares – The Rise of the Politics of Fear, di Adam Curtis (2004).
Un documentario che descrive la nascita del movimento neoconservatore americano e quella del movimento radicale islamico, osservandone le ambigue similitudini.

Seconda parte “The Phantom Victory”
59 minuti, in inglese, trascrizione, schermo pieno.

Genesi e Metamorfosi. Cremonainpoesia 2008

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II edizione
Cremona: prologo 24 maggio, 5-8 giugno

Per contatti e informazioni:
www.cremonainpoesia.it

Tel. 348-3515505

Era di maggio, io no, non mi dimentico,
cantavamo una canzone a due voci…
Più tempo passa e più me ne ricordo,
fresca era l’aria e la canzone dolce…
E diceva: “Cuore, cuore!
cuore mio, vai lontano,
tu mi lasci, io conto le ore…
chissà quando tornerai!”

È con la prospettiva del piacevole ritorno che l’Associazione Era di Maggio, ripercorrendo i versi della tradizione poetica e musicale italiana e internazionale, è lieta di presentare la seconda edizione di CremonainPoesia, che avrà luogo dal 5 all’8 giugno 2008 nell’antico ed elegante centro storico della città, toccando piazze e cortili.

SUL DISEGNO (1918)

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di Ludwig Meidner

traduzione di Luca Zenobi

Se vuoi disegnare, devi sentire dentro di te una grande pienezza di spirito, serenità, trasporto e amore per il creato.
Non temere la vuota bianchezza del foglio.
Sii impavido! Là c’è il mondo selvaggio, la spaventosa incertezza – e qui c’è il tuo spirito e la tua ardente volontà di fondare un nuovo mondo, più puro, più organizzato, più vicino a Dio rispetto a questo caotico e disordinato che ora ci circonda.

Prima dell’estinzione

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di Mauro Pianesi

Avevo letto già in manoscritto Prima dell’estinzione (Effigie), l’ultimo romanzo di Sergio Nelli, storia narrata in prima persona di un giornalista nel tunnel del ricovero ospedaliero. Trasformato, fra diagnosi imprecise e impietose, in cittadino del dolore, comincia a sentire la fine e il peso insopportabile del mondo. “Entri in un’atmosfera plumbea, fredda, come sottomonte. Mentre fuori c’è il sole, ci sono i motorini che esplodono all’estate, c’è la stessa erbetta tenera che cresce, e il cibo e la musica e le ragazze che si vogliono divertire”.
Autobiografica, quasi diaristica come nei precedenti e, in particolare, nel bellissimo Ricrescite (Bollati Boringhieri), innervata da un’immaginazione potente che ne è il vero motore, la scrittura di Nelli ha il raro pregio di riuscire a far dialogare le cose (il mondo inanimato) con i ricordi che esse lasciano nel nostro universo sensoriale. I ricordi o la loro malinconia. Per giungere a questi esiti (che sento particolarmente innovativi), l’autore sembra rifarsi a luoghi letterari arcaici, premoderni, tipo “mondo alla rovescia”, che ad esempio – se riferito alla donna del protagonista – sa materializzare così: “L’energia del suo orgasmo invade le stanze, appiccica la sua pellicola sui muri, rinnova le pentole, rivitalizza la frutta, dà profumo all’aglio, fa brillare il vetro, ammorbidisce le coperte, esalta il fumo vecchio”. C’è qualcosa di fiabesco in questa elencazione mozzafiato della nuda verità non solo degli oggetti, ma addirittura degli odori.