

F. Chopin, Berceuse in D flat major, Op.57, Andante
di Anna Tellini
Seduto nel secondo palco di prima fila della soffocante sala del teatro Malyj di San Pietroburgo, Rozanov [1] assiste a un’esibizione di Isadora, impegnata in una delle sue numerose tournée in Russia, e anche senza binocolo può vedere distintamente tutti i dettagli:
La sala era piena: e non nego che tra coloro che si recavano per la prima volta a vedere la Duncan, tra coloro cioè che non l’avevano vista affatto e non avevano neanche idea di quel che facesse, ci fosse questo motivo di vedere sulla scena una donna seminuda. Nell’enorme folla che si agitava alla cassa, che per lo più aveva ricevuto un rifiuto per mancanza di biglietti, c’erano molte persone incolte, rozzotte e superficiali alquanto. Ma, lo ripeto, era la folla della strada, che si agitava davanti al teatro e in teatro non era entrata. E’ la “nostra folla”, la “folla russa”, Duncan o non Duncan. Dato che i miei ragionamenti che seguono saranno condotti dal punto di vista della storia della cultura, bisogna sottolineare con forza il fatto che “dare una sbirciatina a una donna nuda” è proprio il nostro impeto, l’impeto di Pietroburgo, di Mosca, della Russia, forse perfino dell’Europa […].




Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante. Con questo slogan partiva nel 1994 la prima Carovana Antimafia promossa dall’ARCI Sicilia, due anni dopo le stragi Borsellino e Falcone, che avevano scosso le coscienze e creato un forte fronte antimafia. 









