
immagine: lutte fractale
di
Dario Arena
Penso spesso di collocarmi fisicamente nel giusto equilibrio spazio-tempo. Mi capita invece, altrettanto spesso, di vagare mentalmente fuori dall’ordine prestabilito del momento-tempo, vorrei stare da altre parti con qualcun altro mentre mi parla colui/colei che ho di fronte.
Il blog è il jack di quadri che riaggancia il distacco: sto da una parte, scrivo in un non-luogo su una non-carta e qualche sconosciuto da un’altra parte sconosciuta, certamente dotato di cervello funzionante, mi legge e talora mi risponde. Magari invitando al dibattito.
Ecco la differenza. Nel mondo reale, pochi possono vantare di garantirsi la conoscenza di un cervello funzionante fra tutti coloro con i quali ci si incontra. Il virtuale che stiamo usando ora offre tali criteri valutativi, li espone. Noi siamo in grado di capire presto se esiste scelta; è evidente la differenziazione di livello qualitativo tra un sito ed un altro; si può stare sprofondati sul divano e scrivere che si sta in ufficio, come stare realmente incasinati ai massimi livelli mentre si cazzeggia on-line; ci si può finalmente liberare dal peso della parola parlata e convogliarlo sulla nuda parola scritta.
Il diagramma mostra un trend neurolettico in fase frizzante.
E la fase di passaggio.

















