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ambiente

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Pedologi (sillabario della terra # 12)

di Giacomo Sartori
Per carpire meglio i segreti della terra si infilano armi e bagagli nelle buche che fanno o fanno fare, annegando fino alle spalle o anche più, e adempiono i loro seriosi rilievi senza timore di sporcarsi, come fanno anche i bambini che giocano. In genere sono affabili e alla mano, e forse anche un po’ ingenui, quindi il paragone non è del tutto casuale.

Merda (sillabario della terra # 8)

di Giacomo Sartori
A partire dall’undicesimo secolo c’è stato un grosso salto in avanti, nel filone tecnologico della merda. Per non perdere nemmeno un grammo di deiezioni si costipavano gli animali in appositi locali e recinti, le stalle, nutrendoli con il fieno. E inoltre le loro deiezioni venivano usate mescolandole con paglia o fogliami, vale a dire sotto forma di letame.

Acqua (sillabario della terra # 7)

di Giacomo Sartori
Quando i campi sono tenuti male, come di norma succede nei tempi attuali, nei quali si mira solo agli introiti immediati, invece di infiltrarsi nella terra l’acqua scorre in superficie, asportando gli strati superiori più fertili, e andando a ingrossare in modo improvviso i corsi d’acqua. Basta una pendenza da niente, nemmeno visibile, non bisogna immaginarsi erte impegnative.

Fuori terra (sillabario della terra # 5)

di Giacomo Sartori
Se quindi si facessero i calcoli, quasi nessuno li fa, si vedrebbe che per avere le chilocalorie contenute in un chilo di pomodori ci vogliono le chilocalorie contenute in un chilo e mezzo o due chili di pomodori: la resa energetica è negativa. Detto altrimenti si trasforma il petrolio, sempre lui, in oro rosso, in pomodori.

Erosione (sillabario della terra # 4)

di Giacomo Sartori
L’aspettativa di vita dei suoli coltivati in pendenza anche minima si è ridotta quindi più frequentemente all’ordine di grandezza di quella di un essere umano. Nei casi migliori il doppio, spesso e volentieri meno: grazie al nostro intervento i tempi geologici e dei cicli climatici, quelli della terra, si conformano a quelli umani.

Vita (sillabario della terra # 3)

di Giacomo Sartori
Per i nostri gusti la vita della terra è troppo umida e buia, sa troppo di decomposizione e marcescenze, di morte. Gli spazi delle nostre esistenze sono sempre più asettici e areati, la terra ci appare viepiù sporco che rimane attaccato alle scarpe, fango fastidioso, possibile contaminazione.

Pellicola (sillabario della terra # 2)

di Giacomo Sartori
La nostra attuale alimentazione, ma anche quella del futuro, dipendono allora da questa esigua pellicina che dove il clima è clemente ricopre le terre emerse, come una glassa di gran qualità.

Guerra (sillabario della terra # 1)

di Giacomo Sartori
Le immagini dall’alto dei campi costellati di crateri delle battaglie in Ucraina sono tristemente identiche a quelle della valle dell’Adige, nella mia regione, nel conflitto di più di cento anni prima.

Produrre il cibo nell’Antropocene

di Giacomo Sartori
Come fare sì allora che le persone possano orientarsi e pesare, come potrebbero accedere a informazioni affidabili, come possono difendersi dalle teorie interessate e dalla strategia di rendere nebbiose le problematiche (utilizzata con successo per i danni dei neonicotinoidi sulle api, sulla pericolosità del glifosate …)?

La legge sul biologico di nuovo bloccata

di Cristina Micheloni
Volendo prenderla con ironia, nel frattempo Rudolph Steiner credo stia ridendo sotto i baffi che non aveva, visto che i prezzi attuali dell’urea gli stanno dando ragione nei fatti.

I cambiamenti climatici dentro di me

di Giacomo Sartori
Dentro di me c’è un io che tanti anni fa ha deciso di studiare agronomia, vallo a sapere da dove gli è venuta di preciso l’ispirazione, molti aspetti di noi stessi restano un mistero.

Ancora sulle prove scientifiche dei risultati magici dell’agricoltura biodinamica

L'agricoltura biodinamica non sembra essere poi così magica come si è strombazzato in questi mesi, stando ai primi lavori scientifici ampi che analizzano i suoi indubbi risultati. https://terraevita.edagricole.it/biologico/biodinamica-premiata-da-due-ricerche-scientifiche/  

Agricoltura convenzionale, agricoltura biologica, nuove tecnologie

intervista a Giacomo Sartori di Dario De Marco
DDM Partiamo dal principio: la dicotomia biologico / convenzionale. Noi ce li figuriamo spesso come due cose distanti e distinte, in teoria è così ma poi nella pratica,

L’aratro della discordia

di Giacomo Sartori C’eravamo già da moltissimo tempo abituati a raccogliere quello che trovavamo andando in giro, milione di anni dopo milione di anni, poi l’altroieri ci siamo messi a raccogliere i semi delle piante e a piantarli noi. Per varie ragioni sulle quali gli esperti non sono nemmeno troppo d’accordo, adesso non stiamo lì a disquisire di questo. Invece di sgambettare in giro raccoglievamo i semi delle piante che...

Il mio Antropocene

di Giacomo Sartori Sull’utilità pragmatica del concetto di Antropocene, e sulla sua propensione, così come è nato e viene propalato, a nascondere l'origine dei singoli problemi e le responsabilità, e quindi anche a complicare l’individuazione di strategie non velleitarie per contenere le catastrofi, mi sembra che ci sia molto da discutere, moltissimo. Ma è innegabile che l’Antropocene, con i suoi sconquassi e minacce, sia ormai sotto gli occhi di tutti,...

Atarassia, o l’età dello scioglimento (letteratura e ambiente)

di Benny Nonasky In fin dei conti un mondo senza di noi rappresenterebbe l’ideale. Sarebbe un finale sconvolgente, forse lieto per qualcuno o qualcosa, ma è un’infondata conclusione. Se ci soffermiamo sulle singole azioni o su determinate situazioni, effettivamente siamo degli esseri sgradevoli: noi uccidiamo, noi deprediamo, noi costruiamo delle dinamiche che comportano ecocidi e dolore, sia per il genere umano sia per tutto quello che intorno ci abita e...

L’anima

di Davide Orecchio C’è un'anima inossidabile, inespugnabile di certo capitalismo - ed è il suo motore cardiaco, la sua ragione propellente -, e purtroppo quest’anima è allergica all'etica, non ha rispetto del mondo e delle specie che l’abitano, inclusi noi che siamo il suo mercato di pascolo. È un’anima contaminatrice. Noi ne siamo le vittime insieme agli alberi, agli animali, al permafrost scongelato del mondo, ma ne siamo responsabili pure, visto che abbiamo...

La terra bianca

di Giulio Milani Dal Corriere Fiorentino Online: La costa apuo-versiliese rappresenta da sempre, per i toscani e non solo, una terra tanto frequentata quanto enigmatica. Il romanzo d'inchiesta di Giulio Milani uscito in questi giorni per Laterza, “La terra bianca”, ci fa conoscere una realtà complessa, che parte dalla famigerata esplosione del serbatoio di pesticidi della Farmoplant del 17 luglio 1988 – evento ribattezzato dalla stampa di allora “la Caporetto del...

Minima ruralia – Conservare la diversità

di Massimo Angelini Non si conserva il patrimonio varietale se si dissolve il tessuto rurale che lo ha generato, conservato e fatto evolvere: non ha senso recuperare i semi se si estirpano i contadini. Per conservare la diversità delle piante agricole e il patrimonio di varietà e razze tradizionali, bisogna che nelle aree rurali e montane soggette a spopolamento funzionino le scuole per i figli di chi ci vive. E i...

Minima ruralia – Dove sono le varietà tradizionali?

di Massimo Angelini “Le varietà tradizionali stanno scomparendo”: così si dice e, per dare un esempio e un’immagine, si aggiunge che dove a fine Ottocento si contavano trenta tipi di mele oggi se ne trovano sì e no quattro. Certe affermazioni le sento di frequente, ripetute quasi per inerzia, non tanto perché si conosca con certezza di cosa si parla, ma perché va bene pensare che sia così. Ma non...

Gli orsi trentini

di Giacomo Sartori La più incazzata è la tipa delle asine l’orso le ha fatto secche due asine era molto affezionata (la capisco alla mia veneranda età mi sono invaghito di una tigre di peluche) milita per il genocidio degli orsi ha fomentato un comitato i valligiani sono d’accordo il partito xenofobo si è schierato Certo che l’orso è un rompicapo è un bestione maleducato fracassa tutto non sbocconcella con il mignolo in alto tanto per cominciare squarta e massacra poi grufola nelle interiora è come se...

I territori della criminalità oltre Gomorra

lunedì 28 marzo, alle ore 15 presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano a cura di Paola Savoldi e Daniela De Leo L'assunto da cui il seminario prende le mosse è che sia urgente osservare e discutere anche nei territori dell'Italia settentrionale i nessi tra radicamento territoriale, forme non solo locali di organizzazione della criminalità, produzione di reddito e processi di speculazione che...

Onda su onda

Note sugli strumenti di (mancata) tutela legale da un nemico dell’ambiente e della salute pubblica sempre meno invisibile di Stefano Palmisano “Un ruolo quindi, almeno concausale, delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia che ha patito il sig. Marcolin è ‘probabile’ (probabilità qualificata).” Così la Corte d’appello di Brescia – Sezione lavoro nella sentenza (pag. 11) n. 614 del 10 dicembre 2009 che chiude un giudizio relativo ad una richiesta di indennità per...

IL BARISTA DI MALAGROTTA

di Yari Selvetella Malagrotta regno animale, Malagrotta regno di zanzare, di topi e di gabbiani, di esseri umani. Malagrotta Via degli oleodotti e Via degli idrocarburi, Malagrotta Bosco di Massimina, Malagrotta Testa di Cane, Malagrotta gassificatore, Malagrotta pecore e vacche, Malagrotta raffineria, Malagrotta Ponte Galeria, Boccea. Malagrotta 1 e Malagrotta 2, Malagrotta lavoro, malattia. Malagrotta gola, sapore, odore, un uomo che guida e intanto si distrae, osserva chilometri di...

Stili di vita alternativi. Nella Valle degli Elfi: intervista a Mario Cecchi (2° parte)

di Giuseppe Moretti Qui la prima parte dell'intervista Parlaci di Avalon e della terra che vi sostiene (Avalon, è uno degli insediamenti degli Elfi in cui vive Mario). Avalon è difficile da definire perché è un miscuglio di tante cose, di tante attività che si intersecano dando la possibilità ad ognuno di esprimersi. È chiaro, l’attività prevalente, quella che ci dà da magiare, è l’agricoltura. Coltiviamo gli orti...

Stili di vita alternativi. Nella Valle degli Elfi: intervista a Mario Cecchi

Questa è la prima parte di una lunga intervista a cura di Giuseppe Moretti, pubblicata sul numero 35 di Lato Selvatico. L'intervista è qui riproposta quasi integralmente, con pochi tagli e modifiche e spero sia il primo articolo di una serie dedicata all'esperienza degli ecovillaggi e dei felici esperimenti di vita comunitaria, che sussistono nel nostro paese. Questi possono essere condivisibili o meno, ma è certo che testimoniano della...

A partire dalla munnezza

di Helena Janeczek Domenica Maurizio Braucci mi ha portato a Chiaiano. Ci eravamo visti l’altro giorno e lui cominciò subito a parlare di quel che stava succedendo, metà incazzato metà affranto. “Ma hai visto quel che vanno scrivendo sui giornali? Secondo “la Repubblica” ci stavano i camorristi fra i manifestanti che distribuivano in giro dosi di cocaina. Ti rendi conto che strunzate? Quelli ammazzano i parenti piuttosto che darti la roba...

I pirati della spazzatura

di Loretta Napoleoni La crisi dei rifiuti nel napoletano sconvolge l’Italia e le agghiaccianti eco si fanno sentire anche all’estero e Berlusconi decide di governare da Napoli tre volte la settimana fino alla risoluzione della crisi. All’estero qualcuno mormora che il governo non tornerà mai più a Roma perché le pile dei rifiuti nascondono l’ennesimo racket miliardario del crimine organizzato. E probabilmente hanno ragione, ma la gestione dei rifiuti in...

Monsanto, Portugal

  di Cristina Babino Monsanto è un lembo sperduto e antico del Portogallo centrale, nella regione interna di Beira Baixa. Nel 1938 il regime fascista, col suo vacuo primatismo da propaganda, coniò per esso la definizione di villaggio più portoghese del Portogallo, motto che occhieggia tutt’ora nei dépliant turistici e sui cartelli stradali. Dall’aeroporto di Lisbona occorrono circa tre ore di macchina per giungere qui, nel distretto di Castelo Branco, a...

Le città visibili

Spazi urbani in Italia, culture e trasformazioni dal dopoguerra a oggi di Robert Lumley e John Foot La gente che s’incontra, se gli chiedi: – Per Pentesilea? – fanno un gesto intorno che non sai se voglia dire: «Qui», oppure: «Più in là», o: «Tutt’in giro», o ancora: «Dalla parte opposta». – La città – insisti a chiedere. – Noi veniamo qui a lavorare tutte le mattine – ti rispondono alcuni, e...
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