Tag: inedito

Il testone

di Daniele Muriano

(Questo lungo racconto fa parte del romanzo di racconti Le avventure di un testone, inedito. L’autore ce lo regala e noi lo ringraziamo. G.B.)

Sono nella casa tutta silenzio e virgole. Dappertutto un’attesa di virgole mi strappa ogni sistematica ordinarietà.… Leggi il resto »

Passeggiando nelle strade della testa

di Mariasole Ariot

Arriva il vuoto del mattino, dove si scioglie il tempo e si dilatano gli oggetti : una sfera al centro del volto, che smussa angoli e scompone, che ride allo specchio nei lobi oscuri, quando arrivano madri e padri a bussare alla porta rossa del risveglio – e quante mani addosso, quanta presa, quanto rumore.… Leggi il resto »

Due fratelli

di Monica Pezzella

La perrera è un cunicolo scuro. Come la gola umida e tortuosa di una grotta, a un certo punto si snoda in due corridoi perpendicolari a un’anticamera quadrata e vuota. Questa stanza ha i muri lisci e lucenti simili a scaglie di metallo e, negli angoli in alto, grate lunghe e strette, spesso intasate da polveri vecchie e ragnatele.… Leggi il resto »

Nel bosco degli Apus Apus #3

di Mariasole Ariot

Apus apus: “Una sua peculiarità è quella di avere il femore direttamente collegato alla zampa, tanto che il nome scientifico deriva dalla locuzione greca “senza piedi”. Questa sua caratteristica fa sì che non tocchi mai il suolo in tutta la sua vita; infatti se disgraziatamente si posasse a terra, la ridotta funzionalità delle zampe non gli consentirebbe di riprendere il volo”.… Leggi il resto »

Quando ti vengo a riprendere

di Francesco Borrasso

Sei qui, al mio fianco, nell’auto fa caldo, fuori un vento solido simula le onde, borbotta.

Mi restituisci il profilo, la pelle di porcellana, i capelli rossi che ti toccano le spalle quasi con disperazione. Il silenzio che c’è tra noi, adesso, è uguale ad un valico, il primo che parla, perde tutto.… Leggi il resto »

Destino volle

di Gabriele Drago

Sono incastrato tra i corpi del mattino. Tengo il mento in alto per non alitare su questo sconosciuto che sto abbracciando come fosse mio padre, ma cedo fino ad appoggiare la mia guancia sulle sue spalle. Non si accorge del peso della mia testa.… Leggi il resto »

Ho ucciso l’Anticristo

di Matteo Pascoletti

Quando Luciano decise di rubarmi i pensieri avevo diciotto anni e lui quaranta. In paese l’ammiravano tutti perché faceva il chirurgo, ma siccome non poteva aprirmi la testa e prendermi i pensieri dal cervello, trovò un’altra via. Eravamo poveri, così una domenica mattina andò al campo, da mio padre, a dirgli che voleva sposarmi, e lui acconsentì.… Leggi il resto »

biocarcerazione epatica (ceb-ctf: la vergogna dell’attesa)

di Fabio Rocco Oliva

“un cervello morto essendo un corpo morto e un punto di partenza”

Il filo spinato e sotto il muro e sotto ancora l’asfalto del cortile e la guancia sinistra di Nunziata schiacciata all’asfalto:

– Visplane karistoghi Visplane efteroghi –

Urla : la guancia sinistra di Nunziata attaccata all’asfalto sotto un pezzo di muro bianco sotto il filo spinato e più in alto le finestre e le case e le voci della gente del quartiere atterrita poi scivolare per le scale e piedi e grida spingendosi e spalancandosi le porte – turiamicu, riuzut testeru, turiamicu – le urla, e nel traffico tra le automobili e gas, l’ambulanza è nel cortile perché la barella tra la gente è facce e poi asfalto a piccole pietre e tutti in cerchio senza toccare lei, Nunziata, telefonando agli altri e poi sporgendo gli occhi verso lei – riuzit remut andur, remut riuzit andur – urla strazianti e feroci frastuonare venendo iniettate gocce di valium che distendere i muscoli spastici e infilata nell’utero dell’ambulanza con sirena ad orgasmo e Carmela Blundo seduta di fianco a lei che è distesa sulla barella – Nunziata : fissare l’infermiere e Carmela Blundo che saltando nell’ambulanza per starle vicino con gli occhi di tutte addosso (l’invidia dell’aiuto): lei è gialla, d’un giallo mucoso e ha la pancia gonfia distesa sulla barella.… Leggi il resto »