Tag: Stati Uniti

L’esperienza soggettiva e l’immaginario collettivo della guerra in Brian Turner

di Roberto Antolini

La letteratura italiana (come altre europee) è ricca di ‘narrativa di guerra’. Sono numerosi i libri che hanno segnato l’idea che le generazioni seguenti si sono fatte degli eventi bellici: pensiamo a quanto di quello che abbiamo in testa sugli assalti disperati della Prima Guerra Mondiale lo dobbiamo ad “Un anno sull’Altipiano” di Lussu, o a quanto della ritirata di Russia a “Il sergente nella neve” di Rigoni Stern (e sia l’uno che l’altro sono, in fondo, libri antimilitaristi).… Leggi il resto »

L’ultima frase

di Luca Lenzini

falling beckmann

[1] In uno dei film più significativi degli ultimi anni, La venticinquesima ora di Spike Lee, c’è una scena in cui due dei tre amici protagonisti della storia conversano in un appartamento le cui finestre si affacciano su Ground Zero. Frank lavora a Wall Street e Jakob è insegnante di inglese. In una pausa della conversazione lo sguardo dei due si volge all’esterno: nella luce fredda, lunare, dei fari del cantiere, le scavatrici e le macchine – enormi ma dall’alto minute come giocattoli o insetti metallici – si aggirano lentamente e spostano e ammassano detriti lungo i percorsi tracciati sul suolo dalle gigantesche ruote delle ruspe, come in una cava a cielo aperto nel centro di Manhattan.

Dialoghi con Georges Corm

[Georges Corm è, oggi soprattutto, una lettura necessaria. Tra le poche in grado di abbinare visuale storica, analisi politica e centralità dei fattori sociali e economici nella comprensione di quella regione del mondo, il Medio e Vicino Oriente, che sembra intellegibile, nella rappresentazione dominante, solo attraverso categorie generiche e totalizzanti come la religione islamica, o caratteristiche di tipo etnico che trascenderebbero ogni temporalità storica.… Leggi il resto »

Una Dubai sull’Hudson: viaggio nella New York ereditata da Bloomberg

di Paolo Mossetti

Il candidato Democratico Bill De Blasio è il vincitore delle elezioni per la poltrona di sindaco di New York. Il suo trionfo è stato definito da quasi tutti i giornali come una landslide, una valanga. Se come diceva Camus “dare un nome sbagliato alle cose contribuisce all’infelicità del mondo”, questo vale in particolar modo per New York, in cui ognuno vede e legge ciò che vuole e ciò che più gli conviene. In effetti il Repubblicano Lhota è rimasto staccato di oltre cinquanta punti percentuali. Ma in termini assoluti, considerando la totalità della popolazione newyorkese, De Blasio è stato eletto da una esigua, microscopica minoranza.

Lettera aperta alla mia editrice mancata (Une pisseuse de copie)

di Gian Balsamo

Gentile Emilia,

Collaboro da vent’anni con Claudio Maria Messina, che considero degno di figurare nella schiera degli illustri editori italiani del passato: Einaudi, Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, Garzanti, e Bompiani: settimo tra cotanto senno. Però due anni fa contattai Lei, invece di Messina, a proposito di un mio lungo saggio di contenuto analogo al bestseller recente d’una sua autrice, che chiamerò col nome fantasioso di Fiorenza.… Leggi il resto »

Zero Dark Thirty. La cancellazione dell’alterità del nemico e l’esibizione della tortura

di Andrea Inglese

Sono andato a vedere Zero Dark Thirty. Quando ho saputo che negli Stati Uniti avevano già sfornato un prodotto per raccontare cinematograficamente l’uccisione di Bin Laden, sono rimasto lievemente incredulo e ammirato. A nemmeno due anni di distanza dall’evento, la grande macchina narrativa hollywoodiana aveva già fagocitato, elaborato, e confezionato una versione dei fatti da vendere in giro per il mondo con l’intento di far sognare, divertire ed emozionare un pubblico globale.… Leggi il resto »

“Gli italiani sono bianchi?”

di Tatiana Petrovich Njegosh

Soltanto ci si confonde con chi ci assomiglia, da ciò la necessità di mantenere netta separazione fra le due razze bianca e nera.(Alessandro Lessona a Rodolfo Graziani, 5 agosto 1936)

Il razzismo fascista segna una svolta cruciale, sia per l’affermazione di un razzismo di stato, sia per la costruzione della ‘bianchezza’ e ‘arianità’ dell’uomo “nuovo” italiano, prima con il divieto della mescolanza razziale nelle colonie (il Regio decreto del 1937) e poi, dal 1938, con le leggi antisemite in Italia.… Leggi il resto »

default

di Helena Janeczek

Si scrive “default”, si legge “fallimento”. E’ quanto è stato appena evitato, ma per le borse il re è rimasto nudo nell’equazione elementare Stato = debito statale. La bancarotta degli Stati Uniti: apparsa all’orizzonte con l’ineluttabilità delle notizie che tocca dare, quasi un sogno di mezz’estate che all’ultimo istante deve svanire come il vascello di Pirati dei Caraibi.… Leggi il resto »

Ricordando Dovlatov

di Lorenzo Pompeo

Il 24 agosto 1990, all’età di quarantanove anni, moriva a New York Sergej Dovlatov. L’anno successivo alla sua scomparsa si dissolse l’Unione Sovietica. Quello stesso anno, il 1991, la Sellerio pubblicò Straniera. Mentre la parabola esistenziale dell’autore era stata legata a quel particolarissimo contesto storico, politico e culturale che fu l’Unione Sovietica (la sua formazione, il suo linguaggio, la sua mentalità, tutto era legato, in un modo o in un altro, a quel paese), il suo successo internazionale, almeno in Italia, fu proclamato dopo la dissoluzione di quella singolare entità geopolitica.… Leggi il resto »

I tortuosi sentieri del capitale / Giovanni Arrighi intervistato da David Harvey (2)

Il Tribunale brasiliano concede l’estradizione a Battisti. Prime pagine dei quotidiani di giovedì 19 novembre. Già si prepara una dibattito all’italiana: ci chiederanno se siamo pro o contro l’estradizione di Battisti, se lo vogliamo difendere o no, e intanto si restringerà ancora di più la visuale sugli anni Settanta.… Leggi il resto »

Harold Pinter

di Antonio Sparzani

Un mese fa moriva Harold Pinter, (Londra 10 ottobre 1930  Londra 24 dicembre 2008) premio Nobel per la letteratura 2005.
Mi sembra utile ricordare in questo momento il rigore della sua posizione di intellettuale contro l’imperialismo USA e le guerre in generale.… Leggi il resto »

Passo dopo passo a Sarajevo


di
Azra Nuhefendic
Editing: Ljiljana Avirovic

La prima pietra della futura Ambasciata Americana a Sarajevo è stata posata. Il palazzone sarà costruito nel posto più bello e più centrale della città. Subito accanto al monumento del presidente Tito.

Sono sicura che Tito, se fosse vivo, non avrebbe niente in contrario sui nuovi inquilini.… Leggi il resto »

Percorsi

di Antonio Sparzani

Sono stato negli Stati Uniti nell’anno accademico 1971-72. Durante l’estate del ‘72 ho viaggiato in macchina da costa a costa, da New York a Santa Barbara, uno dei campus dell’Università della California. Viaggiavo sfruttando ospitalità organizzate di famiglie più o meno benpensanti degli States, oltre a campeggi e occasionali motels.… Leggi il resto »