di Giuseppe Genna
Vorrei spezzare una lancia in favore degli americani dell’antologia di minimum fax: noi non siamo bambini bruciati, loro sì. Noi siamo esposti da una quantità inimmaginabile di decenni alle contorsioni del Leviatano di fronte al quale, proprio come bambini che finiscono nelle fiamme, gli americani reagiscono mediante balbettii avantpop.
di Giuseppe Genna
L’equivoco che permette un’ascesi in piena contemporaneità è questo: datemi dell’idiota. Sono un tizio sospetto. Aumentate l’attenzione a un plausibile narcisismo che si dispiega nell’orizzontalità di una vita che pare intensa e che invece è ordinariamente alienata. Non ogni esistenza è alienata, ma la mia sì.
di Helena Janeczek
La testimonianza che mi ha mandato Diego de Silva – pezzo pubblicato sul “Mattino”, ma Diego ci teneva che avesse vita più lunga e meno ufficiale - mi ha acuito una sensazione che avevo da giorni.
da Non toccare la pelle del drago, di Giuseppe Genna, Mondadori 2003, pagg. 169-170:
Abbordò il banco del bar interno al primo hangar. Un gruppetto di piloti privati stava discutendo di clima, di altitudini, del mercato clandestino di opere d’arte che si appoggiava su voli non di linea.
Dopo l’attentato dell’11 settembre che ha colpito le “Torri Gemelle” a New York e il Pentagono a Washington, scrittori e uomini di cultura italiani si sono confrontati in un convegno a Milano, il 24 novembre 2001, discutendo su che cosa significa scrivere e operare “in tempo di guerra”.Da quel convegno deriva questo libro, curato da [...]
Di redazione
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